Dov’è il giornalismo? Catalogo degli errori e delle possibilità

(“Che cosa significa avere più giornalisti a raccontare la realtà” si è domandato ed ha chiesto Raffaele Fiengo intervenendo al recente convegno della Fondazione Murialdi. Un’analisi severa e di denuncia che tuttavia apre alla speranza di rilancio del nostro “mestiere” e della sua fondamentale funzione democratica).                                                      di Raffaele Fiengo

Le riflessioni che la Fondazione Murialdi sta promuovendo danno fondamento a un allarme sulla piena funzione del giornalismo in tutte le forme esistenti in questa difficile transizione. E’ cambiato il modo delle imprese editoriali, l’equilibrio e il rapporto tra i fattori di produzione Anche nei quotidiani, che – rispetto ai periodici – avevano resistito di più, negli ultimi vent’anni, sono mutati gli equilibri tra marketing, pubblicità e giornalismo. Non solo è caduto the wall, il tradizionale muro di separazione, ma mi sento di fare una affermazione che segna questa transizione: “I giornalisti ci sono, non c’è il giornalismo”. Ma piuttosto che insistere in una sterile e ricorrente denuncia appare più utile elencare fatti critici materiali, effetti gravi, che diventano prova provata dell’attuale stato delle cose: alcune “cattive” (che ci sono e potrebbero non essere irreversibili) e poi quelle “buone” (che sono in genere mancate e mancano, ma potrebbero prendere corpo). Allora procediamo per titoli veloci.

1-Il tema più recente: il fisco unico europeo. Mario Draghi ha detto nei giorni della sua chiamata: vorrei lavorare per muovere verso un unico fisco europeo. Giusto! Importantissimo, storico. Un obiettivo davvero ambizioso, che cambierebbe sul serio la vita delle persone in tutta Europa, in Italia in particolare. Un giornale è andato a raccontare il fisco francese, spagnolo, tedesco, belga, olandese..? No. Eppure interessa, e come! I redattori ci hanno pensato. Lo so. Ma non è stato minimamente fatto. Leggi tutto »

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Casagit? In Salute

Alla fine dello scrutinio, rapido visto il voto elettronico, i candidati di “Casagit in Salute” sono stati eletti tutti e 13, posizionandosi nei primi 14 posti dei 19 da assegnare in Lombardia.

Grazie a tutti, colleghe e colleghi che hanno compreso l’importanza di un voto compatto, tanto che la “graduatoria” risultante è molto corta. Leggi tutto »

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Casagit in salute, la sintesi programmatica

Per chi preferisce una sintesi al programma che potete leggere QUI ecco una sintesi in forma di volantino:

sintesi programma

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Casagit in salute, i candidati in Lombardia

il Consiglio di Amministrazione di Casagit Salute ha indetto le elezioni dalle 9.00 del 4 alle 18.00 dell’8 giugno 2021, con votazione diretta a scrutinio segreto mediante voto elettronico. Sabato 5 giugno 2021 saranno allestite postazioni per il voto assistito presso le Consulte regionali, quindi chi volesse richiedere assistenza al momento del voto potrà presentarsi in viale Montesanto 7, a Milano, e votare sempre con il sistema elettronico ma in una cabina con l’assistenza di un addetto dalle 10.00 fino alle 18.00.

A ciascun Socio elettore è attribuita una chiave segreta per l’accesso alla piattaforma di voto. E’ costituita dal codice fiscale e una password. Quest’ultima è spedita per posta o inviata attraverso News Alert a chi si è iscritto all’area riservata. E’ una password utilizzabile solo per la votazione. Leggi tutto »

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Casagit, un solido programma su cinque pilastri

La “nostra” Casagit con lungimiranza un anno e mezzo fa aveva scelto di trasformarsi in Società di mutuo soccorso. Nessuno sapeva che stavamo per essere travolti dalla pandemia, ma chi era attento ai segnali provenienti dalla categoria in trasformazione – e noi lo eravamo – capiva che occorreva aggiornare e ampliare il campo di gioco. Per questo la nostra proposta per il futuro della Casagit si fonda su cinque solidi pilastri. Ovvero “Salute, Solidarietà, Sostenibilità, Servizi e Inclusione“. Questo dunque il programma nazionale messo a punto, anche con il contributo di Nuova Informazione, per poter continuare a tutelare la salute delle giornaliste, dei giornalisti e delle loro famiglie, con forme di assistenza sanitaria integrativa sempre più efficienti ed efficaci. Proseguendo quindi il lavoro avviato negli ultimi anni, mettendo insieme esperienza e nuove energie, con la condivisione di idee e percorsi che, secondo le regole della Cassa, saranno elaborati dall’Assemblea nazionale dei rappresentanti dei soci, chiamati a svolgere un ruolo sempre più di primo piano.

SALUTE – Oncologia, odontoiatria, non autosufficienza, ricoveri: sono i settori nei quali siamo intervenuti di più per sostenere i soci nei momenti di maggiore difficoltà o per ciò che non è garantito dal Sistema sanitario nazionale. Siamo pronti a  potenziare ulteriormente l’intero fronte delle prestazioni, a cominciare da quelle legate al Covid, per il quale ci siamo mobilitati con iniziative concrete già durante il primo lockdown. Attenzione costante sarà riservata alla ricerca e allo sviluppo di nuovi servizi sanitari e alla persona con particolare attenzione alle prospettive introdotte dalla telemedicina, con sette piani sanitari a disposizione di tutti i soci in base alle esigenze di ciascuno.

SOLIDARIETA’ –  La cultura del lavoro è nel Dna della Casagit, nata per volere della Fnsi nel 1974 sul principio “versare in base alle proprie possibilità, ottenere servizi e assistenza in base ai propri bisogni”. La trasformazione da associazione a società di mutuo soccorso ha cambiato la veste giuridica per essere al passo con le normative e raccogliere nuove sfide, senza alterare la missione della Cassa. Ancora oggi Casagit assiste tutti gli iscritti e i familiari, senza distinzione di età, ruolo professionale e area geografica. La Casagit che abbiamo costruito associa ogni mese dai neonati agli iscritti ultracentenari. Leggi tutto »

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Uffici stampa pubblici, un accordo importante

Sottoscritto l’accordo per salvaguardare le posizioni dei giornalisti assunti nella pubblica amministrazione prima del 2018 con contratto di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi.
Aran, confederazioni sindacali della pubblica amministrazione e Federazione nazionale della Stampa italiana hanno firmato un’intesa che fa salvi i diritti acquisiti.

L’intesa, che si può leggere qui, riguarda i giornalisti di quattro comparti del settore pubblico: funzioni centrali, funzioni locali, sanità, istruzione e ricerca, ai quali, in seguito ad alcune pronunce della Corte Costituzionale, non era più applicabile il contratto di lavoro di natura privatistica.
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Il mondo è cambiato, ma al governo non se ne sono accorti…

di Marina Cosi

Mooolto interessante il webinar sindacale Fnsi di oggi 1° Maggio sullo stato (= sul disastro) dell’arte, nel mondo dell’informazione. Chi non l’avesse potuto seguire in diretta lo trova registrato sulla pagina Fb della Fnsi ovvero ci arriva dal sito federale:    https://www.facebook.com/watch/live/?v=303625968049373&ref=watch_permalink  . Testimonianze di colleghi attivisti, di vertenze drammatiche, di precari eterni, di colleghi ai quali si comunica alle 11 del mattino che “Oggi questo è il vostro ultimo giorno di lavoro”, di editori pirata che intascano le provvidenze governative e poi chiudono giornali in attivo, di colleghi con la scorta perché per il loro lavoro (pagato 5 euro al pezzo) la malavita li minaccia di morte. E testimonianza anche della latitanza del governo … Che volta la testa dall’altra parte e micragna su norme superate, su strumenti e bilanci di parte, senza capire che è cambiata non “l’editoria”, ma ormai l’intero mondo dell’informazione. Poiché l’informazione arriva in modi diversi, da canali diversi, con strumenti diversi… Tutti (ingenui!) a fare la ola quando al Ministero del lavoro è arrivato un democratico, ma poi l’unica apparizione di Orlando alle genti è stata di mollare il tavolo ai funzionari e subito concedere agli editori l’ennesimo pacco di prepensionamenti. Rovinoso per le casse dell’Inpgi (che poi, come brutalmente sintetizza uno che stimo molto Se l’Inpgi va a gambe all’aria l’unica cosa garantita veramente è la pensione sociale …). Come non ha detto, ma avrebbe ben potuto dire nell’intervento finale la presidente Inpgi: drammatico perché ci ha riportato a terra. In estrema sintesi: il tempo stringe (2 mesi)! Il problema, ha ricordato Macelloni, riguarda tutti: attivi e pensionati. Anche quei colleghi “grandi firme” che avevano sottoscritto una lettera demagogica chiedendo la “garanzia pubblica”. Illudendosi cioè che l’eventuale trasloco all’Inps avrebbe lasciato il sistema immutato, con lo Stato che graziosamente ripianava a fine anno … E così tu, a latere, ti fai pure delle domande, non tanto sulla presunta soluzione “tanto comoda quanto impraticabile”, quanto su tali colleghi.
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I 13 colleghi da eleggere in Casagit

Dal 4 all’8 giugno si voterà per la Casagit, sia di persona che online. In Lombardia si esprimeranno 13 preferenze, scegliendole fra 27 candidati. I due candidati espressi da Nuova Informazione – Francesco Capone (giornalista scientifico di Focus da poco pensionato) e Vera Martinella (giornalista scientifica di Corriere Salute e non solo) – fanno parte di un’ampia coalizione che condivide un medesimo programma e che propone 13 colleghi per l’Assemblea nazionale, che chiediamo di votare tutti in blocco. Questa la lista di coalizione di cui siamo parte e che è perfettamente bilanciata fra 6 uscenti e 7 nuovi e fra 6 donne e 7 uomini:

1) Antonello Capone

2) Francesco Capone

3) Fausta Chiesa

4) Paolo Costa

5) Stefano Gallizzi

6) Gianfranco Giuliani

7) Elena Golino

8) Vera Martinella

9) Alessandro Pellizzari

10) Fernanda Pirani

11) Tiziana Sapienza

12) Beppe Spatola

13) Alessandra Velluto

Il sistema di voto prevede che risultino eletti i colleghi più votati. Dunque non esistendo un voto di lista – come per la Fnsi e la Lombarda, per intendersi – ne discende che è indispensabile concentrare le preferenze ed esprimerle tutte. Otto Leggi tutto »

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28 settembre 2021, data ultima per il voto per l’Ordine

E alla fine è arrivato l’intervento del Governo.  logo-ordine-dei-gornalisti

Nel decreto in vigore dal primo aprile c’è un articolo dedicato al nostro Ordine professionale e alle elezioni del Consiglio Nazionale e dei Consigli regionali.

Ecco il testo:

“Art. 7

Misure urgenti in materia di elezioni degli organi dell’ordine professionale di cui alla legge 3 febbraio 1963, n. 69

1. Il consiglio nazionale dell’ordine professionale di cui alla legge 3 febbraio 1963, n. 69, puo’ disporre, al solo fine di consentire il compiuto adeguamento dei sistemi per lo svolgimento con modalita’ telematica delle procedure, in relazione a quanto previsto all’articolo 31, comma 3, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, un ulteriore differimento della data delle elezioni, da svolgersi comunque entro un termine non superiore a centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.”

E’ in vigore da ieri, dal primo aprile il centoottantesimo giorno è il 28 settembre. Adesso non si può più fare melina.

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Cade e si rompe una gamba, non si era vaccinato

piede

di Guido Besana

Viene voglia di leggere titoli strani. Non mi dispiacerebbe “Roma: bus cade in una buca e prende fuoco, portava i no vax.” Oppure “Rischia di annegare in mezzo metro d’acqua, aveva rifiutato il vaccino.”

Quello che siamo stati capaci di scrivere e dire in queste settimane è molto più grave di quanto non appaia, e la cosa triste è che tra qualche tempo, Leggi tutto »

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