Journalism, abbiamo un problema

di Francesco Facchini

Il Giornalismo sta morendo. E la cosa riguarda anche te. Riguarda tutti. Riguarda i giornalisti che vivono un momento drammatico e riguarda coloro che vivono altri mondi e ormai, persi come siamo nelle nostre vite atomiche, non si accorgono che il giornalismo in Italia muore. E se muore è un problema per tutti. In queste ore si vota per le elezioni che porteranno al rinnovo dell’Ordine dei Giornalisti Nazionale e Regionale. Dopo 3 anni, diventati 4 a causa Covid, nei quali il giornalismo è precipitato in coma profondo. Io non ho ricette miracolose per salvarlo, ma ho deciso di mettermi a disposizione per cambiarlo. Il tutto mettendo sul tavolo l’esperienza di trasformazione vissuta nella mia vita. Guardando e interpretando il futuro del giornalismo. Faccio parte di una componente che si chiama Rinnoviamo l’Ordine e ti prometto solo lavoro. Per rianimare questa professione prima che esali l’ultimo respiro. Per darle un futuro. Per ribaltare tavoli dove servirà e costruire ponti dove sarà necessario. Leggi tutto »

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Ordine: mettiamo il futuro nell’urna

Sei una/un collega iscritto in Lombardia? Pagata la quota annuale, ricevuti i codici via pec, avrai forse già votato al primo giro: forse, perché meno del 2 per cento di giornalisti s’è preso la briga di farlo. Consapevoli che mai sia stato raggiunto il quorum al primo colpo … Di sicuro invece voti ora al secondo turno: cioè online fra oggi e domani, oppure di persona domenica 24 all’hotel Hilton di Milano, in via Galvani 12. Seguirà a novembre l’eventuale ballottaggio (3 e 4 online e sempre all’Hilton il 7).

I nostri candidati PROFESSIONISTI al Consiglio regionale sono correttamente metà donne e metà uomini (Maurizia Bonvini, Rosa Brandi, Giuseppe Caffulli, Ester Castano, Francesco Facchini e Riccardo Sorrentino), come pure i relativi revisori (Monica Mainardi e Roberto Parmeggiani). Mentre al nazionale i nomi dei professionisti pur importanti sono un cicinino sbilanciati nel rapporto di genere (Danilo De Biasio, Gabriele Dossena, Elena Golino, Oreste Pivetta, Marzio Quaglino, Nello/Sebastiano Scavo, Marco Volpati): e vabbè faremo meglio la prossima volta, promesso. Invece tal rapporto si rovescia fra i PUBBLICISTI: Annamaria Abbate, Ilaria Li Vigni e Daniele Urso al Consiglio regionale; Cristina Pecchioli (Revisori); Daniele De Salvo in Consiglio nazionale. Quel che conta è che si tratta di un giusto mix fra ricandidature e nuovi ingressi, nonché fra esperienze di lavoro (e di contratto) e diverse età della vita. Ovvero quotidianisti, periodicisti, inviati, freelance, ufficio stampa, pensionati. Dall’ex presidente dell’Ordine lombardo a colleghi che han subito minacce e aggressioni per le loro inchieste su mafia e ndrangheta, come pure un’avvocata penalista. Insomma l’invito è come sempre di votarli tutti, perché sono una squadra e non conta che in campo ci piaccia di più l’ala sinistra del centrocampista …nostro santino odg
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Tutto si tiene: lavoro, dignità, princìpi

Tout se tient, diceva de Saussure. Può esistere la dignità e la libertà senza una fonte di reddito decente? Si possono esercitare scelte operative autonome senza avere obblighi e garanzie di dignità? No, mai. Ma soprattutto se il tuo mestiere è quello di giornalista. Dunque tutto è strettamente legato, “tutto si tiene”, anche tramite gli organismi di categoria: il sindacato (che per mandato tutela non solo le retribuzioni, ma la dignità stessa del lavoro), l’istituto (dove debbono comporsi le tutele previdenziali del sempre più composito mosaico giornalistico su carta, rete, parola, immagine…), l’ordine che detta e difende le regole della corretta informazione. Ci ha riflettuto sopra Oreste Pivetta, profittando dell’attenzione portata al tema dalle elezioni in corso. Più che condivisibile:

di Oreste Pivetta – In questi giorni di elezioni per il rinnovo dei Consigli dell’Ordine, mi sono riletto la legge n.69 del 1963, cioè “Ordinamento della professione di giornalista”, la legge istitutiva, firmata dall’onorevole Gonella, parlamentare democristiano.  Vorrei aggiungere: bel testo, soprattutto nei principi generali (un forte richiamo alla Costituzione), ma un testo che presenta tutti i limiti dei suoi sessant’anni, sessant’anni che hanno visto mutare radicalmente il sistema dei media. Ho riletto, pensando alle condizioni di lavoro d’oggi, di precari, free lance, cassa integrati e pure pensionati di nuovo alla scrivania, eccetera eccetera, cercando tra le righe qualcosa che facesse riferimento a soldi, quattrini, retribuzioni… Vanamente. Leggi tutto »

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Fnsi pro Inpgi: il sindacato in difesa della previdenza

fnsi x inpgi

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Perché mi candido? Perché la casa brucia

di Oreste Pivetta

Come qualcuno avrà letto, sono candidato alle prossime elezioni per il consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Consigliere nazionale lo sono già stato, con risultati di cui potrei vantarmi (insieme ovviamente con altri consiglieri come me). Ci provo ancora. Perché? Potrei rispondere Leggi tutto »

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Mobilitazione sindacale in difesa dell’Inpgi

I consiglieri di maggioranza del Consiglio generale dell’Inpgi accolgono con molto favore l’iniziativa del Consiglio nazionale della Federazione della stampa, che ha votato a larga maggioranza un documento con cui si dichiara la mobilitazione della categoria per la difesa dell’Inpgi e del nostro welfare. Per contrastare la progressiva riduzione dei rapporti di lavoro e il depauperamento delle redazioni, il Consiglio generale ha impegnato con un proprio documento programmatico il Cda, all’inizio dell’attuale mandato, a definire un piano di ampliamento della platea contributiva dell’Inpgi, che si inquadri in una complessiva riforma del sistema dell’informazione.

Riteniamo quindi importante che la Federazione della stampa si sia espressa in maniera decisa a sostegno di questo progetto e invitiamo il sindacato a sostenere in tutte le sedi e con tutte le iniziative di mobilitazione opportune il piano di ampliamento della platea contributiva, unico strumento in grado di garantire l’autonomia della professione attraverso la gestione del proprio welfare, senza gravare sulle casse dello Stato, come sempre fatto da un Istituto che si avvia a tagliare il traguardo del secolo di vita e che il Legislatore, nell’immediato dopoguerra, ha voluto autonomo proprio a garanzia del valore costituzionalmente tutelato della libertà dell’informazione.

I consiglieri generali di maggioranza dell’Inpgi

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Feltreggiando…

Cosa non si fa per un applauso benpensante. Oggi Mattia Feltri dirige i suoi acuti commenti giornalieri contro l’eccesso di “gratis” che tormenterebbe la società italiana. E chiude la carrellata con un maestoso riferimento contro l’Inpgi, a suo dire “l’Istituto di Previdenza più scassato dell’Intero Occidente”.    Mattia, ma sei sicuro? Prova a informarti meglio, hai anche l’obbligo deontologico di farlo.   Così scopriresti che l’Inpgi sta fronteggiando da più di dieci anni una crisi di settore spietata, sollevando lo Stato da incombenze e spese integrali. A proposito, lo sai che il tuo gruppo editoriale è tra quelli che più incrudeliscono con gli stati di crisi, le ristrutturazioni e i prepensionamenti? Se invece di scrivere pistolotti vibranti ci mettessi la testa, scopriresti anche che il problema dello “scassato Inpgi” non sono le uscite: sono le entrate, saccheggiate dalla uscite più o meno forzose dalla professione. Nessun ragionamento sull’Inpgi può prescindere da queste due considerazioni, a meno che uno non voglia fare un commento sbagliato e, come si dice, del tutto “gratuito”.

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Mi prendo cura. Annamaria Abbate per l’Ordine

di Annamaria Abbate

“Ci credo e me ne prendo cura”. Questa è la motivazione che ho percepito sin dai primi incontri con i colleghi di Rinnoviamo l’Ordine, il gruppo di giornaliste e giornalisti con cui un paio di anni fa ho avuto la fortuna di approfondire pregi, criticità e soprattutto potenzialità dell’Ordine dei Giornalisti.  Grazie a questi professionisti ho cominciato a riconsiderare radicalmente il mio rapporto con l’Ordine. Prima di allora ero una iscritta passiva, finanche rassegnata. Il mondo dell’informazione cambiava vorticosamente, sotto i nostri occhi e continue e irrefrenabili innovazioni tecnologiche spalancavano infiniti mondi di possibilità – nuovi lavori e nuove competenze, ma aprivano anche oscuri abissi di emarginazione, di solitudine e di sfruttamento selvaggio. La complessità della situazione mi sembrava sproporzionata rispetto alle capacità evolutive di un’istituzione che tuttora fatica a stare al passo e che interpreta minimalisticamente il ruolo che la legge le assegna. Non mi stupiva che ciclicamente da più parti e con motivazioni diversissime arrivassero proposte di abolizione. L’Ordine rispondeva chiudendosi in difesa, ma senza reale slancio, senza mai mettere in campo un progetto forte di reale e radicale riforma.

Nel gruppo di lavoro di Rinnoviamo l’Ordine ho trovato idee, competenze, esperienze, proposte e voglia di mettersi in gioco: donne e uomini di età e provenienze diverse (c’è chi con una storia gloriosa alle spalle in grandi giornali è passato dalla lettera 22 al tablet senza battere ciglio; chi con un futuro ancora tutto da scrivere a trent’anni ne ha già fatti la metà di gavetta in redazione; chi Leggi tutto »

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Vota Rinnoviamo l’Ordine. L’appello di Cristina

Quel che segue è un appello al voto di Cristina Pecchioli, candidata a Milano all’Ordine per il comparto regionale pubblicisti: qui vive, qui ha lavorato una vita ed ora qui è in pensione dallo scorso giugno; qui s’è innamorata e ha fatto un figlio (bellissimo, garantisco io) provenendo da Roma (nessuno è perfetto…; scherzo!) ed è una collega molto preparata oltre che una persona molto inclusiva…

Mi chiamo Cristina Pecchioli, sono nata a Roma ma vivo a Milano da molti anni. Ho accettato di candidarmi come pubblicista alle elezioni regionali dell’ordine dei giornalisti della Lombardia perché mi piace e mi convince la squadra della quale faccio parte, quella di “Rinnoviamo l’Ordine”: un gruppo di giornaliste e giornalisti consapevoli che la nostra professione sta cambiando profondamente e che ha bisogno di un organismo di governo rinnovato, più dinamico, più rispondente alle novità che attraversano il nostro mondo.

  • L’Ordine che vogliamo e voglio, valorizza la responsabilità e l’autonomia di chi fa informazione difendendone la libertà, contro ogni minaccia e ogni tentativo di condizionamento L’Ordine che vogliamo combatte contro il diffondersi di fake news, contro il linguaggio dell’odio e ogni forma di violenza. L’Ordine che vogliamo guarda al futuro coniugando esperienza, saperi, competenze e l’entusiasmo di una generazione di giovani giornalisti e giornaliste che stanno entrando nella professione tra mille difficoltà.
  • Non lasciare indietro nessuno – L’Ordine che vogliamo non lascia indietro nessuno, contrasta le iniquità e le disparità salariali, il precariato e ogni forma di sfruttamento del lavoro soprattutto dei giovani.
    Nella nostra professione ancora forte è lo squilibrio a svantaggio delle donne, sia sul piano delle pari opportunità nei luoghi di lavoro, dove persistono discriminazioni di trattamento e retributive, sia sui contenuti informativi e sul linguaggio.
  • Per le donne parità di diritti e opportunità – Rinnoviamo l’Ordine si impegna a promuovere la presenza delle donne a tutti i livelli e a combattere gli stereotipi e il linguaggio sessista e violento, sostenendo l’impegno di Giulia, l’associazione delle giornaliste unite, libere e autonome della quale faccio parte, che da oltre dieci anni organizza momenti di confronto e di formazione – strumento indispensabile – proprio perché venga valorizzato il ruolo delle donne nella professione e nella società.
    Questi non sono sogni, cambiare si può dando fiducia e il vostro voto a noi della squadra di “Rinnoviamo L’Ordine”.

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Vota per l’Ordine il 14 o 15 ottobre, ore 10/20

nostro santino odg

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