Uffici stampa pubblici, un accordo importante

Sottoscritto l’accordo per salvaguardare le posizioni dei giornalisti assunti nella pubblica amministrazione prima del 2018 con contratto di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi.
Aran, confederazioni sindacali della pubblica amministrazione e Federazione nazionale della Stampa italiana hanno firmato un’intesa che fa salvi i diritti acquisiti.

L’intesa, che si può leggere qui, riguarda i giornalisti di quattro comparti del settore pubblico: funzioni centrali, funzioni locali, sanità, istruzione e ricerca, ai quali, in seguito ad alcune pronunce della Corte Costituzionale, non era più applicabile il contratto di lavoro di natura privatistica.
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Il mondo è cambiato, ma al governo non se ne sono accorti…

di Marina Cosi

Mooolto interessante il webinar sindacale Fnsi di oggi 1° Maggio sullo stato (= sul disastro) dell’arte, nel mondo dell’informazione. Chi non l’avesse potuto seguire in diretta lo trova registrato sulla pagina Fb della Fnsi ovvero ci arriva dal sito federale:    https://www.facebook.com/watch/live/?v=303625968049373&ref=watch_permalink  . Testimonianze di colleghi attivisti, di vertenze drammatiche, di precari eterni, di colleghi ai quali si comunica alle 11 del mattino che “Oggi questo è il vostro ultimo giorno di lavoro”, di editori pirata che intascano le provvidenze governative e poi chiudono giornali in attivo, di colleghi con la scorta perché per il loro lavoro (pagato 5 euro al pezzo) la malavita li minaccia di morte. E testimonianza anche della latitanza del governo … Che volta la testa dall’altra parte e micragna su norme superate, su strumenti e bilanci di parte, senza capire che è cambiata non “l’editoria”, ma ormai l’intero mondo dell’informazione. Poiché l’informazione arriva in modi diversi, da canali diversi, con strumenti diversi… Tutti (ingenui!) a fare la ola quando al Ministero del lavoro è arrivato un democratico, ma poi l’unica apparizione di Orlando alle genti è stata di mollare il tavolo ai funzionari e subito concedere agli editori l’ennesimo pacco di prepensionamenti. Rovinoso per le casse dell’Inpgi (che poi, come brutalmente sintetizza uno che stimo molto Se l’Inpgi va a gambe all’aria l’unica cosa garantita veramente è la pensione sociale …). Come non ha detto, ma avrebbe ben potuto dire nell’intervento finale la presidente Inpgi: drammatico perché ci ha riportato a terra. In estrema sintesi: il tempo stringe (2 mesi)! Il problema, ha ricordato Macelloni, riguarda tutti: attivi e pensionati. Anche quei colleghi “grandi firme” che avevano sottoscritto una lettera demagogica chiedendo la “garanzia pubblica”. Illudendosi cioè che l’eventuale trasloco all’Inps avrebbe lasciato il sistema immutato, con lo Stato che graziosamente ripianava a fine anno … E così tu, a latere, ti fai pure delle domande, non tanto sulla presunta soluzione “tanto comoda quanto impraticabile”, quanto su tali colleghi.
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I 13 colleghi da eleggere in Casagit

Dal 4 all’8 luglio si voterà per la Casagit, sia di persona che online. In Lombardia si esprimeranno 13 preferenze, scegliendole fra 27 candidati. I due candidati espressi da Nuova Informazione – Francesco Capone (giornalista scientifico di Focus da poco pensionato) e Vera Martinella (giornalista scientifica di Corriere Salute e non solo) – fanno parte di un’ampia coalizione che condivide un medesimo programma e che propone 13 colleghi per l’Assemblea nazionale, che chiediamo di votare tutti in blocco. Questa la lista di coalizione di cui siamo parte e che è perfettamente bilanciata fra 6 uscenti e 7 nuovi e fra 6 donne e 7 uomini:

1) Antonello Capone

2) Francesco Capone

3) Fausta Chiesa

4) Paolo Costa

5) Stefano Gallizzi

6) Gianfranco Giuliani

7) Elena Golino

8) Vera Martinella

9) Alessandro Pellizzari

10) Fernanda Pirani

11) Tiziana Sapienza

12) Beppe Spatola

13) Alessandra Velluto

Il sistema di voto prevede che risultino eletti i colleghi più votati. Dunque non esistendo un voto di lista – come per la Fnsi e la Lombarda, per intendersi – ne discende che è indispensabile concentrare le preferenze ed esprimerle tutte. Otto Leggi tutto »

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28 settembre 2021, data ultima per il voto per l’Ordine

E alla fine è arrivato l’intervento del Governo.  logo-ordine-dei-gornalisti

Nel decreto in vigore dal primo aprile c’è un articolo dedicato al nostro Ordine professionale e alle elezioni del Consiglio Nazionale e dei Consigli regionali.

Ecco il testo:

“Art. 7

Misure urgenti in materia di elezioni degli organi dell’ordine professionale di cui alla legge 3 febbraio 1963, n. 69

1. Il consiglio nazionale dell’ordine professionale di cui alla legge 3 febbraio 1963, n. 69, puo’ disporre, al solo fine di consentire il compiuto adeguamento dei sistemi per lo svolgimento con modalita’ telematica delle procedure, in relazione a quanto previsto all’articolo 31, comma 3, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, un ulteriore differimento della data delle elezioni, da svolgersi comunque entro un termine non superiore a centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.”

E’ in vigore da ieri, dal primo aprile il centoottantesimo giorno è il 28 settembre. Adesso non si può più fare melina.

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Cade e si rompe una gamba, non si era vaccinato

piede

di Guido Besana

Viene voglia di leggere titoli strani. Non mi dispiacerebbe “Roma: bus cade in una buca e prende fuoco, portava i no vax.” Oppure “Rischia di annegare in mezzo metro d’acqua, aveva rifiutato il vaccino.”

Quello che siamo stati capaci di scrivere e dire in queste settimane è molto più grave di quanto non appaia, e la cosa triste è che tra qualche tempo, Leggi tutto »

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Caro Carlo Verna

Lettera aperta la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Caro Carlo,
come molti ho accolto con estrema soddisfazione la definizione dei recenti principi deontologici sull’informazione medico scientifica.
In base a quei principi ti rivolgo un appello: richiama la categoria a un comportamento corretto.

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Inpgi, guida alla lettura della delibera

di Guido Besana

Il comunicato dei Consiglieri di amministrazione dell’Inpgi sulle possibioli misure da adottare suscita, ovviamente, dubbi e interrogativi, anche perché non c’è una delibera con il testo delle modifiche al regolamento. Tuttavia considerando le regole esistenti si può tratteggiare un quadro un po’ più dettagliato. Provo ad andare per punti.

Premessa: la norma in vigore prevede che l’Inpgi vari alcune misure, finalizzate a riequilibrare i conti, faccia poi un bilancio attuariale con le previsioni a 50 anni e se risulta ancora uno sbilanciamento dei conti venga allargata la platea. L’attuale governo, parlandone da vivo, ha capito che le misure possibili non sono sufficienti, anche un bambino vedrebbe che è inutile perdere tempo con i bilanci attuariali, però non ci da alcuna certezza sull’allargamento della platea, perché molti stanno mettendo i bastoni tra le ruote. Per chi fosse interessato rimando alla fine del post qualche ragguaglio. Leggi tutto »

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Inpgi, le proposte del CDA

Il Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi, nella sua seduta del 27 gennaio 2021, ha definito quelli che potrebbero essere gli interventi di sua competenza per riequilibrare i conti dell’Istituto, come richiesto dalla norma di legge che prevede un contestuale provvedimento da parte del Governo e del Parlamento per l’allargamento della platea contributiva.

I Consiglieri di amministrazione giornalisti di maggioranza hanno pubblicato un comunicato riassuntivo:

l Cda dell’Inpgi è pronto ad adottare alcune misure eque e socialmente sostenibili volte al riequilibrio dei conti se, unitamente, in un percorso condiviso, il Governo adotterà misure strutturali per la salvaguardia dell’Inpgi. La strada per salvare le pensioni e l’autonomia dei giornalisti italiani non può che passare dall’anticipo della misura contenuta nell’art 16 quinquies del DL 34/2019 (Decreto crescita) che prevede, dal 2023, il passaggio all’Inpgi di quanti lavorano a vario titolo nell’ambito dell’informazione e della comunicazione. Leggi tutto »

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Finché c’è memoria c’è speranza

Oggi 27 gennaio 2021, Giorno della Memoria. Moltissimi e di qualità i contributi giornalistici. Solo alcuni: in tv iersera l’intervista di Monica Maggioni al lucidissimo Sami Modiano, oggi fra gli altri Paolo Mieli (coi documenti Cdec fra connivenze e rimozioni) e la toccante e “urgente” testimonianza di Edith Bruck (spunto, la presentazione del suo libro Chi ti ama così). Idem su giornali, riviste, siti. Fra tutti segnalo l’Ansa Leggi tutto »

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Storie di ragazzi fucilati e di un cappotto nuovo

Roba di trequarti di secolo fa, era un 14 gennaio e faceva un freddo della madonna. Nove giovanissimi vengono fucilati all’alba. Ogni generazione fa le sue battaglie, allora contro il fascismo, la mia contro la repressione di Stato, oggi contro la Dad che marginalizza. Certo, la differenza è che i primi si sono giocati la pelle. Qui sotto la ricostruzione, terribile, di quell’uccisione e poi d’un’altra simile, due settimane dopo. Però il particolare che meglio dice di quei ragazzi è la storia d’un cappotto. Ovvero come pensare agli altri sino all’ultimo minuto. Dunque al campo sportivo Giuriati di via Ponzio 34, il 14 gennaio 1945, venivano fucilati dai repubblichini di Salò nove ragazzi del Fronte della Gioventù, d’età tra i 18 e i 22 anni. I nove, che si erano costituiti in “gruppo patriottico”, avevano nascosto un arsenale di armi e altro materiale in un orto di via Pomposa. Nota molto a margine: quindi a ridosso di corso Lodi allora c’erano gli orti “di guerra” e ora sorgono solo palazzi (vedi via Gluck, … là dove c’era l’erba ora c’è una città). I nove avevano cominciato distribuendo volantini, poi erano passati agli agguati a soldati tedeschi e militi repubblichini isolati per portar via loro le armi, quindi in un crescendo s’erano dati ad atti di sabotaggio. Ma qualcuno li aveva traditi e così il Battaglione azzurro, con sede in piazza Novelli, li cattura nel gennaio 1945 portandoli direttamente a Palazzo di Giustizia. Leggi tutto »

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