Il fantasma lombardo della Commissione sindacale

disegno-casa-con-fantasmi-da-colorare-660x847Per Nuova Informazione, uno dei punti dirimenti dell’alleanza in Alg è sempre stato quello della riforma dello Statuto dell’Associazione stessa, necessaria per snellire l’impianto associativo, renderlo più utile al radicale cambiamento del mondo giornalistico e delle conseguenti azioni a tutela del lavoro. Sono anni che si tenta di rinnovarlo, come ben noto, e, finalmente, ora che la situazione sindacale è tremendamente difficile, pare che sia arrivato il tempo della decisione politica. La Commissione statuto (composta da Giovanni Negri, Riccardo Sorrentino, Ivana Zambianchi, Pierfrancesco Gallizzi, Enrico Campagnoli, Domenico Tedeschi, Pino Nardi e Beppe Ceccato) s’è riunita tre volte negli ultimi mesi. Eccezion fatta per il Movimento Liberi Giornalisti (scomparsi dal radar…) tutti hanno accettato di confrontarsi su temi ritenuti delicati e per questo mai affrontati.
Come ricorderete, le elezioni della Lombarda (che si sarebbero dovute tenere nel novembre 2013) sono state procrastinate per evitare costi eccessivi, riallacciandole alle elezioni per il congresso federale, che si terrà a fine 2014. Questa decisone “eccezionale”, dovrebbe essere disciplinata nello statuto Alg: NI sostiene, per evidenti motivi di risparmio e armonia generale, che la durata delle cariche elettive sia in linea con quella FNSI.
Nodo importante è la Commissione sindacale, che ha cessato di funzionare da anni. Chiamiamola come vogliamo (conferenza dei CDR, Consulta dei Cdr) in ogni caso andrebbe ripristinato un dialogo diretto tra il sindacato di base e l’Alg. Qui tutte le componenti sono d’accordo con sfumature diverse, ma con la coscienza che i tempi impongano una “riorganizzazione” e una “unione” che vada al di là delle divergenze politiche…
Sui morosi bisogna stabilire regole certe, che impongano a chi non paga, una volta avvisato, di essere cancellato dal sindacato senza troppi passaggi (deferimento ai probiviri, lettere di richiesta saldo quote…). Stesso discorso per le modalità d’iscrizione al sindacato: la presentazione di due soci è uno “sbarramento” inutilmente complicato e “dissuasorio” (basterebbe un’autocertificazione).
Altro tema caldo è il riconoscimento del giusto rapporto di rappresentanza tra professionali e collaboratori, tanto più paradossale ora che molti “pubblicisti” condividono coi “professionisti” la definizione di professionali. Peraltro l’attuale squilibrio è il motivo per cui il nostro Statuto non è stato ancora approvato dalla FNSI. Il peso dei collaboratori insomma è troppo elevato e si capiscono bene le reticenze e le assenze di certe componenti…
Nuova Informazione, come altri colleghi della Commissione, vorrebbe adeguare il rapporto professionali/collaboratori a quello dello statuto federale: con un Consiglio direttivo che risulterebbe così composto da 24 professionali e 6 collaboratori.

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Un Commento

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