Giulia ha debuttato in società

di Marina Cosi

Per la gioia di quanti si son permessi di dire che in Nuova Informazione “si parla troppo di donne”, eccovi la sintesi della Conferenza stampa con cui Giulia si è presentata al mondo lunedì 5 dicembre. E’ stata una conferenza vivace e interessante, seguita da una riunione organizzativa fra le “giulie” presenti. Le milanesi in sala, in rappresentanza delle 70 iscritte meneghine, erano Miti Manuelli, Benedetta Barzini e la sottoscritta. Eccovi la cronaca dell’Ansa, ma ulteriori notizie nonchè il testo integrale del manifesto li potete trovare su http://giulia.globalist.it (in attesa di reindirizzamento sia su www.giuliagiornaliste.it sia su punto info). 

GIULIA: le giornaliste dicono “ ora basta”

“Continuano a arrivare adesioni di giornaliste da tutta l’Italia al Manifesto
di GIULIA, la rete delle Giornaliste Unite Libere, Autonome: sono 380. E molte
sono le donne in diversi campi professionali che ci chiedono amicizia
attraverso il sito. Segno che l’esigenza di un cambiamento profondo dell’
informazione, chiesto da GIULIA, è largamente sentita tra le giornaliste e
nella società”: così Alessandra Mancuso, portavoce di GIULIA, alla
presentazione ufficiale del network che riunisce giornaliste della carta
stampata, della radio, della televisione, delle agenzie, degli uffici stampa e
del web.

Tra le firmatarie, molte precarie e freelance accanto a giornaliste note: da
Natalia Aspesi a Benedetta Barzini, Tiziana Ferrario, Anna Scalfati, Maria
Luisa Busi, Norma Rangeri, Fiorenza Sarzanini, Michela Marzano, Giuliana
Sgrena, Barbara Scaramucci, Marcelle Padovani, Lea Melandri, Silvia Tortora.

Presentato anche il nuovo sito dell’Associazione, http://giulia.globalist.it,
parte di Globalist Syndication, il primo network che riunisce siti e
giornalisti liberi e indipendenti.

“Siamo tutte professioniste dell’informazione, dice Silvia Garambois,
responsabile del sito. Questo è il luogo in cui esercitiamo il nostro occhio
critico sulla realtà e i fatti. Non ci piacciono i nostri giornali, non ci
piace l’informazione come è oggi.

Sul nostro sito c’è quello che nei giornali non c’è: è questa la voce di
GIULIA”. Nel sito, il dibattito e le riflessioni su come l’informazione
presenta le donne e l’attualità; una sezione di documenti sulla condizione
delle giornaliste e sulle leggi a favore delle donne; con contributi dedicati
come la vignetta disegnata per GIULIA da Elle Kappa.

GIULIA, che ha deciso di aderire alla manifestazione dell’11 dicembre a Piazza
del Popolo di Se Non Ora Quando, si impegnerà attivamente, anche attraverso
campagne di opinione, contro un’informazione che fa sempre meno inchieste e dà
sempre più spazio al sensazionalismo e alla cronaca-spettacolo. E che continua
a rappresentare in modo distorto la donna, i giovani, la società. Per non dire
delle discriminazioni che le giornaliste vivono nelle redazioni, tanto più se
madri e precarie. Battaglie che GIULIA intende condurre coinvolgendo anche i
giornalisti che le condividono.

“GIULIA serve per aiutarci a cambiare un modo di pensare”, dice nel suo
saluto il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana,
Roberto Natale. “Il problema della qualità dell’informazione è un tema centrale
anche per il sindacato. E come sottolinea GIULIA, non è asessuata la questione
dei freelance che investe in modo pesantissimo tutta la categoria ma che
colpisce soprattutto le colleghe”

Tra i temi al centro dell’attenzione di GIULIA, gli stereotipi nella cultura
veicolati dall’informazione, il linguaggio usato, il modo di trattare i casi di
violenza sessuale, le immagini femminili utilizzate nei periodici, il modo di
fare la cronaca. “Se indossano tailleur o come sono vestite, se hanno scarpe
col tacco o gioielli, dice Benedetta Barzini, “è la prima cosa che viene
riportata quando si parla di una donna affermata o che fa politica: tutto ciò è
offensivo ed è indicativo di una cultura che va cambiata”.

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