Cade e si rompe una gamba, non si era vaccinato

piede

di Guido Besana

Viene voglia di leggere titoli strani. Non mi dispiacerebbe “Roma: bus cade in una buca e prende fuoco, portava i no vax.” Oppure “Rischia di annegare in mezzo metro d’acqua, aveva rifiutato il vaccino.”

Quello che siamo stati capaci di scrivere e dire in queste settimane è molto più grave di quanto non appaia, e la cosa triste è che tra qualche tempo,   quando finalmente ci guarderemo indietro da una nuova “normalità”, molto probabilmente diremo che è stata la fretta, la confusione, lo stress a farci scrivere e dire certe cose.

Chi si è permesso invece di mettere in relazione causa/effetto dei decessi con le vaccinazioni andrebbe invece messo sul banco degli imputati. Ci vorrebbero dei capiservizio, dei capiredattori, dei correttori di bozze e dei direttori capaci di impedire simili errori. Capaci di comprendere che il rispetto della sostanziale verità dei fatti, cui siamo tenuti, non può consentire il click baiting. Che una correlazione come “muore di infarto, 22 giorni prima si era vaccinato” è come “muore di infarto, 22 giorni prima aveva giocato a briscola”. Sembra veramente che una panzana e una notizia siano alla pari.

Tutto ciò non fa poi che confermare una profonda crisi strutturale dell’informazione, le redazioni sono state decimate e fare del buon giornalismo a ranghi così ridotti diventa quasi una chimera.

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