E anche la Casagit patisce la crisi

di Marco Libelli
IMG_0820.JPGPrima o poi l’onda della crisi dell’editoria doveva arrivare anche in Casagit. E infatti per la prima volta dopo anni il segno meno tornerà davanti al risultato di bilancio della Cassa sanitaria dei giornalisti. Non si tratta di un evento inatteso, il preventivo messo a punto nei primi mesi di quest’anno già indicava per il 2014 un rosso di quasi 800mila euro, ma nell’ultimo aggiornamento dello stesso preventivo – che tiene conto dei risultati di tre trimestri – il deficit è salito a 920mila euro. Nulla di preoccupante, perché le riserve garantiscono “ossigeno” fino al 2026 a parità di condizioni, ma queste condizioni vanno cambiate per spostare sempre più avanti la data di sostenibilità e, perché no, per tornare a una qualche floridezza.
Partiamo dai conti. I contributi sono in calo costantemente dal 2010, quando si raggiunse la quota di quasi 85 milioni di euro; per quest’anno la previsione è di entrate pari a 82 milioni; un calo di quasi 3 milioni in 4 anni. La spesa per prestazioni invece nello stesso periodo è cresciuta passando dai 67 milioni del 2010 ai 72,5 del 2014; quasi 5,5 milioni in più. Difficile restare in equilibrio; c’è voluta una spending review “estrema” per ridurre le spese di funzionamento della cassa ma soprattutto per trovare gli interventi correttivi a livello di spesa per prestazioni che hanno permesso di ammortizzare il calo dei contributi. Perché è questo il problema centrale, ed è la variabile su cui la Casagit non può intervenire: tra licenziamenti, casse integrazioni, solidarietà, ma anche blocco delle carriere, riduzione dei notturni e dei festivi, mancato rinnovo dei contratti integrativi, precarietà sempre più estesa, la dinamica delle entrate è destinata a rimanere in calo per diversi anni, a essere ottimisti. A questo si aggiungono alcuni comportamenti di alcuni editori, tra cui l’utilizzo di Casagit come “riserva di liquidità”: i contributi della cassa vengono trattenuti dalle buste paga dei dipendenti ma non vengono versati a Casagit, creando un danno senza che il più delle volte neanche il collega ne sia consapevole.
Qualche buona notizia c’è: l’istituzione dei nuovi profili sta avendo un discreto consenso che quest’anno porteranno quasi 1 milione di euro. E forse questo dimostra che può essere una delle strade”giuste” per restare al passo con l’evoluzione della professione. Tant’è che è stato raggiunto un accordo con la casa editrice Athesis (che pubblica l’Arena di Verona e il Giornale di Vicenza) in base al quale 47 collaboratori continuativi avranno la copertura Casagit con il Profilo 3 versata dall’editore.
Ma intanto gli interventi vanno fatti. Nel 2014 sono state adottate misure sia sul sistema delle prestazioni sia su quello delle convenzioni. Ad esempio, per i ricoveri di medicina (quelli senza intervento, che sono i più onerosi per Casagit) è stata introdotto un meccanismo di compartecipazione alla spesa – una franchigia giornaliera a carico del socio a partire dall’8° giorno di degenza; è stato individuato un massimale di spesa per tutti i ricoveri pari a 150mila euro ad evento; infine è stato ampliato il sistema di rimborsi a pacchetto per ortopedia e traumatologia – prima voce di spesa per i ricoveri – per riuscire a governare il 70% dei ricoveri in quest’area. Sul fronte delle convenzioni, continua a tappeto la revisione degli accordi, che anche quest’anno ha portato a chiudere i rapporti con alcune strutture che non presentavano valore aggiunto sanitario ma solo “alberghiero” (e anche quello discutibile).
In tutto ciò comunque resta prioritario il principio di tutela della salute del socio, che è e resta la mission di Casagit. In quest’ottica, solo per fare un esempio, va visto il rinnovo delle convenzioni, molto più onerose rispetto al tariffario Casagit, con alcuni centri di eccellenza per le cure oncologiche (a Milano, l’Istituto nazionale dei tumori e l’Humanitas, a Roma la clinica villa del Rosario). Ma anche il fatto che le quote contributive 2015 per i soci volontari, i familiari, il contributo al nucleo (il famigerato Mav), i minimali e i massimali sono rimasti sostanzialmente invariati.
Un’ultima novità di quest’anno che vale la pena di sottolineare è la costituzione della Casagit servizi, una srl detenuta al 100% da Casagit con due compiti precipui, esplicitati nell’oggetto sociale: la fornitura di servizi amministrativi e di gestione per l’assistenza sanitaria integrativa, anche mediante partecipazione a gare d’appalto; e l’organizzazione/gestione di servizi sanitari. Il che, tradotto, significa poter offrire all’esterno sia il know how amministrativo che quello eminentemente sanitario accumulato in 40 anni di attività da Casagit. Perché, se le entrate calano e, come si diceva prima, continueranno a calare, aprirsi verso altre categorie di professionisti e lavoratori mettendo a disposizione qualcosa che Casagit ha dimostrato di saper bene può portare indubbi benefici ai bilanci e soprattutto alla sostenibilità della cassa.

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