Pronta la manovra Inpgi, ma c’è chi spara sul pianista

Domani il CdA Inpgi varerà la delibera sulla manovra correttiva. Una manovra già studiata, delineata nei particolari e messa agli atti ormai mesi fa. Poi? Poi ci si mette in stand-by, in attesa cioè che i ministeri vigilanti l’approvino. Momento delicatissimo, questo, ma purtroppo nel frattempo è partito il frullatore ovvero i grandi irresponsabili della categoria stanno chiamando alla mobilitazione contro l’Inpgi. Non in favore: contro.

Nella proposta di manovra non c’è niente di nuovo dunque. C’è un contributo aggiuntivo a carico di attivi e pensionati, una revisione del tetto al cumulo per le pensioni di anzianità (nota: di anzianità), il mantenimento delle riduzioni per le pensioni anticipate in linea con i trattamenti INPS. In questo delicatissimo momento ecco però che danno fiato alle trombe gli amici del giaguaro, in questo caso amici del commissario. Colleghi che grazie all’Istituto hanno laute pensioni, colleghi che vedono nel commissariamento la grande opportunità di ribaltare gli organismi democraticamente eletti al governo degli enti di categoria.

Ma la mistificazione è palese. C’è una norma di legge, all’articolo 16 quinquies del decreto 34 del 2019, che prevede un percorso chiaro e definito. Richiede una manovra correttiva prima del termine del possibile commissariamento, che quindi viene rinviato, per dare il via libera al successivo provvedimento di allargamento della platea contributiva. La deadline attuale per il commissariamento è tra nove giorni. Abbiamo ottenuto finalmente un tavolo serio di confronto a Palazzo Chigi. Le misure previste sono note da sei mesi. Eppure, secondo loro dovremmo dire: “Abbiamo scherzato, mandateci il commissario”?

Che la situazione dell’Inpgi sia preoccupante lo sappiamo, e lo diciamo apertamente, da una decina di anni. Che l’informazione sia in mutazione e la sua platea professionale stia cambiando lo stiamo dicendo da oltre venti anni. Abbiamo fatto il contratto per l’emittenza locale, abbiamo ottenuto la legge 150, abbiamo ottenuto l’iscrizione all’Inpgi di praticanti, pubblicisti, giornalisti per immagini, uffici stampa. Il congresso Fnsi del 2001 era dedicato ai giornalismi.

E oggi qualche Solone del giornalismo d’antan chiama alla mobilitazione i colleghi sostenendo che non dobbiamo rispettare una norma di legge… E beccarci il commissario, il taglio delle pensioni, il contributivo dal 1996, la cancellazione del welfare di categoria. Grazie, faremo di tutto per non assecondarvi!

Forse è anche opportuno ricordare che il tetto al cumulo è previsto solo per le pensioni anticipate, o di anzianità, e cessa i suoi effetti al compimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Diciamo inoltre che i pensionati possono essere assunti. Vige invece il divieto di legge per i prepensionati a collaborare con l’azienda di provenienza.

 

 

http://www.inpgi.it/?q=node/1498

 

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