Tangenti e raccomandazioni

Immersi come siamo nell’eterno presente, in cui chi ci governa (sigh) ha buon gioco a manipolare fatti storici e storcere giudizi, qualche buona lettura ci può essere se non utile almeno di conforto. Ad esempio la settimana scorsa, alla Biblioteca di storia moderna e contemporanea, è stato presentato Mussolini e i ladri di regimedi Mauro Canali e Clemente Volpini (Mondadori, 2019). In sintesi: Il 5 agosto 1943, a pochi giorni dall’arresto di Mussolini, i giornali  informano sull’istituzione, da parte del governo Badoglio, d’una commissione che indaghi sulle fortune accumulate dai gerarchi nel corso del ventennio, i cosiddetti “illeciti arricchimenti del fascismo”. Chi sono e quanto hanno «rubato»? E lo Stato è voluto veramente andare fino in fondo o ha chiuso un occhio, consentendo ai più di farla franca? Infine, quanto è tornato nelle tasche degli italiani? Alla ribalta nomi eccellenti del regime: Roberto Farinacci, Alessandro Pavolini, Edmondo Rossoni; quindi Mussolini e i suoi «affari di famiglia», con gli intrallazzi di Galeazzo e Edda Ciano, l’avidità della moglie e la rapacità del clan Petacci. Dall’inchiesta emergono corruzioni, concussioni, tangenti, appalti, capitali riparati all’estero, raccomandazioni. E’ il malaffare in camicia nera.

Il saggio si ferma qui. A tirare paralleli con l’oggi e riflessioni nel merito ci pensi il lettore.

 

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