“Sì, ma dopo”. Sull’Inpgi il governo prende tempo

L’atteso incontro col governo c’è stato, ma ops! il governo ha tolto dal tavolo proprio quell’allargamento della platea retributiva che era la ragione della convocazione. O meglio, bizantinamente, ha detto che sì, ma certo, l’integrazione si fa, purtroppo non per tutti, solo per chi già lavora nel comparto pubblico,… MA bisogna aspettare il rinnovo del contratto della pubblica amministrazione, per il quale peraltro la ministra Dadone ha dichiarato che non ci sono risorse. Nota: nella PA i rinnovi sono più rari che nell’editoria… E allora? Conte non ha niente da aggiungere? Intanto contro gli impegni disattesi dal governo è partito dal CdA Inpgi un primo comunicato, purtroppo firmato dai soli consiglieri di maggioranza. Il testo:

I consiglieri di maggioranza del Cda Inpgi ritengono sconcertante l’esito dell’ultimo tavolo con il Governo, nel corso del quale sembrano venute meno le ipotesi di soluzioni strutturali allo squilibrio dei conti previdenziali.
I giornalisti italiani sono pronti a fare la propria parte, come hanno già fatto con cinque riforme previdenziali in 20 anni – riforme che hanno pesantemente tagliato pensioni e welfare – e come fanno ogni giorno, caricandosi per intero il costo delle crisi aziendali (500 milioni di ammortizzatori sociali pagati dall’Inpgi negli ultimi dieci anni e risparmiati dallo Stato).
Ma nessun ulteriore taglio sarà risolutivo senza un intervento serio sull’allargamento della platea, soluzione già individuata dal legislatore come l’unica in grado di dare una risposta strutturale e definitiva al vero problema dell’Inpgi: la continua erosione di iscritti e contributi a causa delle profonde trasformazioni del nostro mercato del lavoro. In questo senso le condizioni che, secondo il Cda, sono utili per aprire una strada alla soluzione sono la fiscalizzazione degli oneri degli ammortizzatori sociali, gli automatismi sugli sgravi contributivi, unitamente ad un periodo di almeno dodici mesi in cui, senza la spada di Damocle di un imminente commissariamento, si possano mettere a punto soluzioni condivise per consentire all’ente di proseguire la propria attività e la propria missione istituzionale.
Sono diversi gli impegni disattesi dalla politica nei confronti del mondo dell’informazione (precari, equo compenso, querele bavaglio, cancellazione del carcere per i giornalisti, tutela del copyright). Chiediamo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha istituito il tavolo sull’Inpgi, chiarisca se gli impegni assunti siano ancora validi o, se il tema della previdenza insieme con quelli delle libertà e dei diritti dei giornalisti, a partire dalla lotta al precariato, siano già scomparsi dal tavolo, diventando buoni solo per i convegni e per le dichiarazioni davanti alle telecamere“.
I consiglieri d’amministrazione dell’Inpgi
Domenico Affinito
Ida Baldi
Giuseppe Gulletta vicepresidente
Massimo Marciano
Giuseppe Marzano
Claudio Scarinzi
Massimo Zennaro

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