Se le domande superano le risposte

Quando le domande restano inevase, quando superano in numero ed importanza le incerte risposte, c’è da preoccuparsi. Significa che i criteri di giudizio, gli schemi politici, i paradigmi sociali cui facciamo affidamento non sono più sufficienti. Peggio: sono superati e dunque inutili. Mentre le sardine ci richiamano al primario dovere della civiltà nei rapporti e mentre tuttavia i rapporti con la erre maiuscola – economici e dunque di potere – tornano ad esprimersi esclusivamente con la forza (*), succede “qualcosa” nella stampa che potrebbe stravolgere il mondo dell’informazione o salvarlo o chissà. Ce lo siamo chiesti nel nostro gruppo di discussione, sollecitati a riflettere da questo post
di Michele Urbano
Repubblica, la Stampa e un tot di quotidiani locali cambia editore.

Qual è il segno di questa operazione che fa risalire la famiglia Agnelli nel Gotha dell’editoria (o di ciò che rimane…) italiana? Onestamente non mi è chiaro. Ho cercato lumi sul sito della Fnsi, ma oltre a una doverosa raccolta di dichiarazioni dei Cdr interessati non ho trovata alcuna bussola interpretativa. Eppure qualche significato deve averlo. Se non altro per il numero dei giornali interessati. E magari anche per il numero di lavoratori coinvolti. E tra l’altro il valore finanziario dell’operazione non è proprio quello di un saldo da black friday. Ci sarebbe poi qualche considerazione da fare sulle ripercussioni sull’opinione pubblica, ma non vorrei buttarla in politica. Permettetemi solo di dire che trovo abbastanza curioso il semi silenzio che circonda questo storico cambio della guardia. Giuro, nessun intento polemico a priori: vorrei solo capire. Qualcuno mi può aiutare?

Gli risponde Paolo Papi: Bella domanda. Anche io mi sono chiesto quale fosse il senso di questa operazione e piacerebbe anche a me che qualcuno ci possa dare degli strumenti. Per noi, comunque, non è una buona notizia. Immagino però che cosa direbbero questi nuovi manager che pensano quasi esclusivamente agli interessi dei soci e affollano l’editoria: è un’operazione che consente di fare economia di scala, razionalizzare i costi (leggi tagli delle redazioni locali duplicate) e affrontare la sfida dell’editoria del futuro (leggi internet) con dimensioni che consentono di affrontare una competizione che è ormai diventata continentale. Altrimenti – nei recinti nazionali – sparisci. È un po’ lo specchio – sul piano dell’editoria – dell’operazione Fca-Pegeout.

E Raffaele Fiengo scrive ad entrambi: Da Radio Popolare mi hanno chiesto un commento a caldo ieri pomeriggio. In verità non sono arrivato a molto. Visto che Elkann entrando nell’Economist qualche anno fa ha accettato le notevoli garanzie formali di indipendenza del giornale, troverei il minimo sindacale una richiesta su questo terreno.

Altre riflessioni? Grazie, Marina Cosi

* https://www.corriere.it/esteri/19_dicembre_03/01-esteri-locorriere-web-sezioni-e833dcba-1604-11ea-9514-9386fa8d8bdc.shtml

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Un Commento

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