Radiopop, se 10 euro (lordi) vi sembran troppi…

Sono da sempre definiti “i nostri corrispondenti”, ma agli effetti sindacali sono i collaboratori di Radiopopolare, che da Milano, dall’Italia e dall’estero danno corpo a quella polifonia di voci che tanto ci piace di “radiopop”. Ora basta – hanno detto col sostegno del CdR e del sindacato territoriale, Alg, e nazionale, Fnsi -, chiediamo l’inquadramento e la conseguente revisione dei compensi. Gli amministratori hanno preso tempo, rinviando la trattativa a dopo Pasqua, cioè a dopo l’approvazione del bilancio, “causa coronavirus”. Ma i colleghi collaboratori hanno loro contrapposto una giornata di sciopero – oggi, mercoledì 4 marzo – durante la quale si sono appellati ai “loro” ascoltatori  con questo comunicato letto nel corso di tutti i notiziari odierni:

Questo notiziario è andato in onda senza le voci dei collaboratori esterni di Radio Popolare, corrispondenti dall’Italia e dall’estero, che sono in sciopero fino alla mezzanotte di oggi per il riconoscimento del proprio ruolo e l’adeguamento dei compensi, decurtati durante i 5 anni di crisi e mai ripristinati, compensi che in alcuni casi toccano i 10 euro lordi a pezzo. I corrispondenti, tramite il Cdr e il sindacato dei giornalisti, hanno chiesto più volte inutilmente la convocazione urgente di un tavolo di trattativa per discutere queste richieste. Hanno quindi affidato al Cdr un pacchetto di 7 giorni di sciopero. Il Cdr autorizzerà eventuali deroghe nel caso di emergenze giornalistiche sul coronavirus o altri eventi non previsti dalle sedi dei corrispondenti.

http://www.alg.it/alg1/?p=15844

https://www.fnsi.it/radio-popolare-sciopero-dei-corrispondenti-dallitalia-e-dallestero

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