Quelli che tagliano il ramo su cui sono seduti

di Guido Besana

Continuano le polemiche sull’Inpgi e sulla riforma. Poi si sgonfiano, ma ormai i pozzi sono avvelenati. Nei giorni scorsi i fatti hanno smentito la tesi secondo cui non sarebbe stata pagata la rata in arrivo della indennità “ex fissa”. Poi i fatti hanno smentito chi sosteneva che l’Inpgi volesse abrogare la legge Vigorelli e fosse riuscito a impedire il cumulo pensionistico.
In entrambi i casi mentre i vari cannoneggiatori in servizio permanente sparavano alla cieca la dirigenza dell’istituto andava avanti a lavorare, senza rispondere a parole ma lasciando parlare i fatti. Però non si può continuare a tacere: a chi lavora per far chiudere l’istituto di previdenza dei giornalisti bisogna dire basta. Il cavallo di battaglia preferito da costoro è il contributo di solidarietà, che definiscono illegale, illegittimo, incostituzionale e chi più ne ha più ne metta. L’argomento preferito è la bocciatura del contributo da parte dei ministeri vigilanti.
Proviamo a leggerla, questa “bocciatura”?
“Con riferimento all’istituzione del contributo straordinario per il riequilibrio finanziario -sebbene possa essere ritenuto uno degli strumenti coerenti alle indicazioni risultanti dal bilancio tecnico così come previsti dalla normativa di settore, cioè l’articolo 2 comma 2 del decreto legislativo 509 del 1994- si ritiene di porre in evidenza, sotto un profilo di legittimità, che, in quanto imposto da un atto non avente forza di legge che incide su pensioni già maturate e in pagamento ( c.d. diritti acquisiti ), nonché al di sotto della soglia di salvaguardia posta dall’attuale normativa ( 14 volte il trattamento minimo INPS ), espone l’Ente a un probabile contenzioso dagli esiti molto incerti. Ciò anche alla luce delle numerose pronunce contrarie della Corte di Cassazione in relazione ad analoghe iniziative adottate da altri enti previdenziali di diritto privato.”
Traduciamo?
Caro Inpgi, questa è una misura che potresti assumere. Tuttavia i tuoi iscritti stanno minacciando ricorsi, anche se si basano su sentenze che riguardano altro. C’è un rischio di contenzioso e quindi non possiamo dire che questo prelievo avrà un effetto certo sui tuoi conti. riflettici sopra.
Quanto accade oggi è già accaduto ieri, alcuni demagoghi spingono verso gli scogli la barca previdenziale di tutti.

Questo inserimento è stato pubblicato in Previdenza, Professione, Senza categoria. Metti un segnalibro su permalink. Sia i commenti che i trackback sono chiusi.
  • L’editoriale

  • News


    Visualizza tutte le news