Punto per punto la manovra salva-Casagit

siringadi Marco Libelli *
Un “piano quinquennale” per salvaguardare Casagit così com’è almeno fino al 2020, con interventi mirati su prestazioni, contributi e anche sulla propria struttura organizzativa. Il tutto per affrontare un periodo in cui la Cassa non solo deve gestire le conseguenze della crisi dell’editoria, ma anche un Sistema sanitario nazionale in arretramento. Sono questi i punti nodali su cui si basa la manovra che Casagit si prepara a varare nei prossimi mesi.
Il contesto
Il mondo del lavoro giornalistico è stato tra quelli che più di ogni altro ha subito le conseguenze della recessione. E Casagit non è rimasta indenne: licenziamenti, prepensionamenti, casse integrazioni, solidarietà, riduzione di straordinari, domeniche, notturni, sostanziale stop alle assunzioni e agli sviluppi di carriera hanno portato a un’erosione consistente dei contributi a Casagit, a cui fa da contraltare un aumento delle prestazioni.

Le misure messe in campo negli scorsi anni hanno permesso di mantenere il bilancio in equilibrio, ma ora le cose diventano ancora più difficili: è evidente la tendenza del Servizio sanitario nazionale a ridurre le prestazioni, nel nome dell’appropriatezza prescrittiva (ma di fatto per preservare i propri conti). La legge di Stabilità in corso di esame in Parlamento porta i segni evidenti di questa manovra, che non è certo destinata a fermarsi qui. Questo significherà inevitabilmente un maggior ricorso da parte dei soci a Casagit, quindi un aumento delle prestazioni, a fronte di una contribuzione sempre più ridotta e per la quale non si vedono all’orizzonte segnali di miglioramento..
Gli interventi a breve
L’obiettivo della manovra Casagit in arrivo (ma ad oggi non sono ancora state approvate le relative delibere) è di proteggere il proprio patrimonio fino al 2020 salvaguardando l’attuale impianto. Per farlo le misure in prima battuta si articoleranno su due macroaree:
1) realizzazione di interventi strutturali sul sistema delle prestazioni, eventualmente reversibili, attraverso interventi di contenimento della spesa basati su tre principi: contenimento delle spese non governabili attinenti la parte sostitutiva del Servizio sanitario nazionale; priorità alle prestazioni di cura e riabilitazione rispetto a quelle maggiormente legate a benessere e qualità della vita; interventi su prestazioni con ridotto impatto per l’assistito ma di forte impatto economico per la Cassa;
2) intervento strutturale sul sistema contributivo con la rimodulazione della contribuzione dei pensionati NON INPGI attraverso l’innalzamento del minimale.
Nel concreto, per quanto riguarda le prestazioni, questo significherà:
Eliminazione del rimborso di bollo e Iva su ricoveri e prestazioni assoggettate (che oggi solo Casagit offre)
Introduzione di una franchigia sulla diagnostica
Rimborso al 50% (e non più all’80%) dei farmaci fascia C (cosa che solo la nostra Cassa fa)
Revisione fisioterapia, con una limitazione della copertura di quella definita “Lieve e funzionale”
Revisione della procreazione assistita – ora che esiste la copertura da parte del Ssn – con il rimborso di un unico evento nel corso della vita
Revisione della copertura per le protesi acustiche (per protesi singola 1.500 euro, per la bilaterale 2.850 euro; estensione da 3 a 5 anni del termine per un nuovo acquisto)
Contemporaneamente verrà attuata una rivisitazione delle procedure di governo e controllo della spesa:
Aumento dei controlli sui ricoveri, con visite mediche sistematiche alle strutture sia in fase di autorizzazione che di proroga
Omogeneizzazione dei processi di liquidazione
Aggiornamento più costante e puntuale dei tariffari
Rigore e controllo anti-abusi
Interventi di maggior favore per chi utilizza il Servizio sanitario nazionale
Penalizzazioni per mancata presentazione ai Poliambulatori Casagit (visite e fisioterapia)
Le altre correzioni allo studio
Quelle elencate sopra sono le prime misure che verranno adottate a breve termine in modo da garantire una sostenibilità dei conti e anche una maggiore equità. Ma sotto la lente del Cda Casagit ci sono anche altri temi da affrontare per far sì che la Cassa continui a funzionare garantendo assistenza e solidarietà ai colleghi. Si va dall’aumento della contribuzione dei coniugi, rimasta ferma da diversi anni, alla revisione della copertura per l’assistenza dei genitori, fino alla riapertura dei termini di iscrizione per i profili Due, Tre e Quattro. Ma anche la realizzazione di una “rete Casagit” per visite specialistiche, accertamenti diagnostici e fisioterapia, nelle città dove i costi medi sono superiori alla media nazionale (Roma, Milano e Torino); la progressiva forfetizzazione di tutti i ricoveri; la revisione del sistema di coperture previste per la non autosufficienza; la semplificazione del sistema contributivo volontari su fascia unica.
La spending review
Infine, ma non per questo meno importanti, vanno segnalati gli interventi, anche questi ancora allo studio, sulla struttura organizzativa orientati all’ottimizzazione dei costi. Si va da una sostanziale limitazione delle assunzioni, che potrebbero essere fatte solo in presenza di nuove importanti commesse di CasagitServizi, all’impiego delle attuali risorse per differenziazione delle attività: dall’accelerazione del ricambio del sistema informatico per il completamento dell’anagrafica e del sistema per posizioni e contributi, alla realizzazione di un nuovo sistema gestionale per le prestazioni; dall’implementazione dell’area riservata soci, strutture e consulte allo studio del nuovo sistema per la trasmissione della documentazione con eventuale eliminazione della richiesta degli originali e delle comunicazioni cartacee per migliorare la gestione di pratiche e ritorni e ridurre le spese postali.
La Casagit del futuro
Per la Cassa, fiore all’occhiello del sistema di tutele per i giornalisti, restare in equilibrio è sempre più difficile. Ma questa è una sfida che gli amministratori di Casagit devono accettare contemperando le esigenze di bilancio con quelle di solidarietà all’interno della categoria. Il che significa lavorare per evitare la via breve dei tagli lineari, scegliendo interventi che penalizzino al minimo possibile i soci, combattendo con sempre maggior rigore contro gli abusi, attivando quanto di meglio disponibile per il controllo dei conti, percorrendo tutte le strade che possano permettere una maggiore inclusione all’interno di Casagit che aumenti il numero dei soci senza snaturarla. Insomma, il percorso è in salita ma ci sono gli strumenti giusti per affrontarlo al meglio.

* Marco Libelli, nostro consigliere nazionale, siede anche nel Consiglio d’amministrazione della Casagit

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