Piero Scaramucci: “Se passa lo slogan al posto del pensiero”

E’ in corso una rivolta contro la demenziale (a esser buoni) decisione pavese di cancellare la partecipazione di Piero Scaramucci dalla celebrazione del 25 aprile. Il tg3 regionale, due ottime pagine de La provincia pavese, trafiletti assortiti… Ma alla faccia dei risorti fascismi Piero il 25 aprile parlerà: per ascoltarlo, a Pavia, a Milano e in tutt’Italia giovedì collegatevi alle 10.40 a Radiopop! Poi Piero verrà in manifestazione a Milano, come sempre. Ci troveremo sotto le bandiere dell’Anpi (l’appuntamento di NI è more solito ore 14 ai cancelli del Planetario in corso Venezia).
Ed ecco la lettera

di Piero Scaramucci
Care e cari
Troppo onore! Ma non è la mia persona in questione. Bensì il diritto di pensiero e parola. Un vecchio democristiano (ora FI) come il presidente della provincia, sempre prudente mi dicono i cronisti locali, si sbilancia indifferente al grottesco, in vista della vittoria leghista in zona e quindi legittimandosi ai nuovi padroni. Una prefettura che subisce il suo capriccio….. Cose di una modestia disarmante. Ma il punto è proprio questo. Se a questi livelli di cortile non si ha ritegno di esercitare censura, vuol dire che la linea nazionale dì cancellazione del diverso, dell’alternativo, la linea del potere monocratico e anche quella dello slogan in luogo del pensiero, tutte queste cose stanno penetrando in profondità nel costume quotidiano.
Secondario ma sintomatico che essendo Scaramucci “troppo di sinistra”, si sceglie il rettore Rugge, solo sei mesi fa contestato da prof e studenti (persino dall’ex ministro Virginio Rognoni) perché considerato troppo vicino a certa destra. Suona qualcosa? Un 25 aprile come data di conciliazione? Salò e Partigiani commemorati insieme? È un tema che periodicamente tentano di varare.
Mi tocca ripetere: la colpa è nostra. È la sinistra che da anni, progressivamente, abbandona il campo, media, cede, dimentica, cancella.
Sto nell’Anpi, uno degli ultimi baluardi dei diritti e della democrazia a partire dalla sua difesa della Costituzione. Ma l’Anpi non può sostituire la politica.
Abbiamo molto da fare.
Vi abbraccio
Piero

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