Ordine 2017: Perché scegliere “Giornalisti per la riforma”

“Giornalisti per la riforma”, che poi è come dire “Liberiamo l’informazione”, che, a sua volta in Lombardia, si declina come “Nuova Informazione” (nata dal Gruppo di Fiesole) e “Impegno Sindacale” (la storica componente dei giornalisti cattolici), insieme all’appuntamento elettorale di domenica e lunedì per il rinnovo dei consigli regionali e nazionale dell’Ordine… Una storia lunga anni, contraddistinta da pochi e sempiterni valori: la dignità del lavoro giornalistico al passo con i tempi e quindi ricercata nel diversificarsi dei media, il rispetto assoluto della deontologia, le lotte a favore della libertà di stampa, la cura per la serietà della formazione diventata finalmente obbligatoria

Nelle ultime consigliature anni alcuni di noi (Stefano Jesurum, Anna Migliorati, Oreste Pivetta, Luisella Seveso, Giorgio Acquaviva, Marzio Quaglino, Marco Roncalli e Gegia Celotti che oggi è candidata al Consiglio regionale) hanno lavorato, insieme a (non molti) altri per tenere alta questa bandiera. A darci una mano ci sono stati parecchi Presidenti regionali che si sono spesi sul territorio e in varie sedi governative, primo tra tutti Gabriele Dossena di cui noi sosteniamo con orgoglio la ricandidatura a Presidente della Lombardia. Abbiamo preso botte e un sacco di insulti, ma alla fine, seppur in minoranza, siamo riusciti a imporre le ragioni della professione sugli interessi di bottega e su gestioni che hanno camminato sul limite dell’indicibile. Molti di coloro che oggi si gloriano di essere stati favorevoli alla riforma decisa dal Governo in realtà hanno sempre remato contro, spesso con metodi abbastanza indecenti per un consesso moderno e democratico. Hanno imperato i capi-bastone, però noi non abbiamo mai mollato.

Adesso ci sono le condizioni per andare avanti verso una riforma complessiva che sia fermamente al fianco dei giornalisti italiani, investiti da una crisi spaventosa.
Mi auguro che noi “vecchi” con l’esperienza maturata, affiancati da forze nuove e generose, continueremo sulla nostra strada, e alla fine porteremo a casa una svolta nelle scelte di accesso alla professione oltre che nella qualità degli esami e della composizione delle commissioni.

Decisiva sarà la difesa dell’autonomia e della libertà dei giornalisti, con un potenziamento della severità nel giudizio sui comportamenti scorretti e non etici, unica garanzia per una credibile e rigorosa lotta a qualsiasi bavaglio.

Faccio mie le parole dell’amico Giancarlo Ghirra (negli scorsi quattro anni nostro portavoce e coordinatore) quando dice che «la premessa di una seria azione dell’Ordine è il ripristino del ruolo e del prestigio di un mestiere attaccato da editori miopi, incapaci di puntare sulla qualità, e da politici usi a pensare ai giornalisti come loro megafono. Tutto ciò avviene con il consenso di giornalisti servili, spesso per le pessime condizioni contrattuali ed economiche nelle quali sono ridotte le giovani generazioni. Ma non nascondiamoci che tanti colleghi super tutelati hanno svenduto la loro autonomia agli editori in cambio di piccoli e grandi privilegi».

Insomma, care amiche e amici giornalisti, queste elezioni per il nuovo Consiglio nazionale (e per quello regionale ovviamente) sono davvero importanti. E il vostro contributo è fondamentale: anche un solo voto può fare la differenza tra la palude del disgustoso micropotere basato in tutti questi anni su un gigantesco e costosissimo carrozzone che stava in piedi a colpi di prebende e piccole e grandi mascalzonaggini. Pensate a quanti cumuli di cariche hanno inquinato la storia degli organi di categoria: noi non l’abbiamo mai fatto e ci batteremo affinché lo squallido e dannoso giro di poltrone sparisca del tutto dall’orizzonte della nostra professione.

Avanti allora, un po’ di orgoglio, un po’ di schiena diritta. Domenica e lunedì venite a votare, un piccolo sforzo può cambiare un mondo. E votate compattamente “Giornalisti per la riforma”.

Stefano Jesurum

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