Obblighi deontologici anche per i social media?

di Guido Besana
Venerdì prossimo, 25 maggio, entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati personali. Dal primo gennaio invece è in vigore la nuova legge tedesca contro lo hate speech, che in sostanza richiede alle piattaforme come Facebook di rimuovere rapidamente i contenuti palesemente illegali: dalla pornografia infantile alla violenza alla incitazione all’odio. Nell’articolo del New York Times, che racconta come funziona il centro di cancellazione di Facebook a Berlino,

viene intervistata anche Vera Jourova, Commissaria europea per la giustizia, la tutela dei consumatori e l’uguaglianza di genere. Mi colpisce una domanda che lei ha posto alla dirigenza di Facebook:
Is there a need for stricter rules for platforms like those that exist for traditional media?
Personalmente ritengo che sia una soluzione molto interessante, anche se ardua da realizzare, perché adottare l’impianto regolatorio dell’editoria tradizionale significa in ultima analisi imporre un principio di responsabilità individuale nell’attività sui social. E forse potrebbe avere anche altri effetti positivi.
L’articolo di cui consiglio la lettura è
https://mobile.nytimes.com/2018/05/19/technology/facebook-deletion-center-germany.html?nl=top-stories&nlid=68324400ries&ref=cta

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