La Casagit tiene e vara l’equilibrio di genere

di Marco Libelli
Ieri il consiglio di amministrazione di Casagit ha approvato il bilancio 2015, che verrà portato all’attenzione dell’assemblea della Cassa del 31 maggio e 1° giugno. Per il secondo anno consecutivo emerge un “rosso”, nello specifico di 1,5 milioni; nel 2014 il risultato era stato di -758mila euro. Nulla di preoccupante, dal momento che la Cassa può contare su un fondo di garanzia ad hoc di 34 milioni, e comunque l’esito negativo era stato previsto. La causa è la consueta: i contributi sono scesi sotto gli 81 milioni, quasi 1 milione in meno rispetto all’anno precedente, quasi tutto da attribuire al calo dei contrattualizzati ma anche al malcostume di alcuni editori che non versano i contributi dovuti. Per fortuna è stata contenuta la spesa per le prestazioni, che è scesa dello 0,7% a poco meno di 72 milioni. Proprio la consapevolezza di un rosso nel bilancio 2015 ha spinto nella seconda metà dello scorso anno i vertici di Casagit a formulare la manovra (di cui abbiamo già dato notizia su questo sito, ndr) , che dovrebbe far respirare i conti della Cassa per almeno altri 5 anni: infatti il preventivo 2016, sempre approvato ieri, già ipotizza nel prossimo bilancio un risultato positivo di 1,5 milioni; considerate che da quando c’è la nuova contabilità per competenza e non più per cassa (cosa avviata, ci tengo a ricordarlo, dalla presidenza Leone) i preventivi e i consuntivi sono diventati sempre più coincidenti, quindi la previsione è realistica. In questi 5 anni coperti dalla manovra andranno messi a punto interventi strutturali che permettano un orizzonte più lungo. L’intento è quello di trovare una maniera per aumentare gli introiti della Cassa senza intervenire attraverso l’aumento dei contributi e/o la riduzione delle prestazioni; per questo è stato avviato, ad esempio, il processo di “apertura” dei servizi Casagit.
Sempre ieri il cda Casagit ha anche approvato – primo istituto di categoria a farlo – una modifica dello statuto per la rappresentanza di genere nei vertici della cassa; in pratica, in fase di elezione del consiglio di amministrazione su otto preferenze quelle dello stesso genere non potranno essere più di cinque, pena nullità del voto, e se le preferenze espresse sono meno, entrambi i generi devono essere comunque rappresentati. E’ il risultato di una mediazione durata per oltre tre anni, quindi non possiamo che esprimere grande soddisfazione per il risultato, che però diverrà definitivo dopo che l’assemblea avrà dato l’ok.

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