Inpgi, sempre più urgente intervenire sul sistema

Oggi s’è tenuto (online, inevitabilmente) il Consiglio Generale Inpgi, che ha ratificato ad ampia maggioranza i bilanci ed ha discusso le possibili soluzioni alle difficoltà confermate dai conti. Respinte le tentazioni autolesionistiche d’una parte dell’opposizione, la maggioranza è stata concorde nel ribadire quanto sia urgente approntare degli interventi di sistema. Un obiettivo che parta dalla presa d’atto del radicale cambiamento dei modi, degli strumenti, dei tempi di informazione e comunicazione per poter approdare ad un ridisegno dell’intero sistema. Con pacatezza quindi la maggioranza dei consiglieri Inpgi, al termine del Consiglio generale, ha espresso un breve comunicato, subito rilanciato dalle agenzie. Questo:
Dopo la ratifica dei bilanci di assestamento 2020 e di previsione 2021 da parte del Consiglio Generale dell’INPGI, in considerazione del quadro che ne è emerso, riteniamo sia ampiamente confermata la necessità di procedere sulla strada indicata, da ultimo, nel documento di indirizzo della politica dell’Istituto approvato a fine giugno.
Il settore dell’informazione e della comunicazione si sta trasformando a una velocità sempre maggiore, i suoi confini si allargano e vanno a comprendere nuovi perimetri, le professioni coinvolte aumentano e si trasformano, le caratteristiche stesse del giornalismo mutano sempre più.
E’ quindi necessario che tutte le parti in gioco, dagli Enti di categoria al Legislatore, contribuiscano in tempi rapidi ad una ridefinizione del settore, delle professioni, delle definizioni di cosa sia giornalismo e di quali siano gli ambiti in cui lo si esercita. Solo questo allargamento e adeguamento ai tempi potrà permettere all’intero sistema di autogovernarsi e di sostenere i propri istituti di categoria arginando

lo sbilancio tra le entrate contributive e le prestazioni previdenziali generato dalla crisi industriale che ha colpito il sistema dell’informazione e che è stato acuito dai troppi stati di crisi che hanno gravato sull’Istituto. Una situazione che rischia di degenerare ancora a causa della nuova corsa ai prepensionamenti che al Governo è stato chiesto di incentivare.

Oggi il giornalismo è sempre più fuori dalle redazioni svincolato dal rapporto di lavoro subordinato e reso sempre più fragile da un precariato diffuso e mascherato surrettiziamente da collaborazioni coordinate e continuative e da prestazioni con partita Iva. Allargare le platee è necessario per tenere insieme le diverse parti del sistema, dare risposte coerenti ed omogenee, rafforzare gli enti di categoria che devono continuare a garantire un sistema di tutele previdenziali e assistenziali costruito sulla peculiarità delle professioni chiamate a garantire il diritto all’informazione dei cittadini.
Solo in questo modo, facendo sistema, sarà possibile anche consolidare un settore industriale sferzato dalla crisi e travolto dalla trasformazione tecnologica dell’era digitale.

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