Il prezzo di sangue della libertà d’informare

giornalista somalaHanno perso la vita. Facciamo in modo che non se ne perda anche la memoria. La federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) fra pochi giorni pubblicherà, per il 25.mo anno consecutivo, l’elenco dei colleghi assassinati nel 2015. E’ la nostra Killed List, guardando la quale si ha subito, a colpo d’occhio, una mappa mondiale dei luoghi più pericolosi per la libertà di stampa. Anthony Bellanger, il segretario generale del network sindacale Ifj, ci anticipa che ad oggi i giornalisti uccisi quest’anno sono stati 99: ultima Hindiyo Haji Mohamed a Mogadiscio.

Somala, redattrice nella televisione di stato, madre di quattro bambini, vedova d’un giornalista ucciso a sua volta, Hindiyo aveva soltanto 27 anni e stava tornando a casa dall’Università internazionale (Siu) dove si stava specializzando quando una bomba nascosta nell’auto l’ha fatta saltare in aria. Novantanove colleghi morti sono una cifra elevata, anche se lievemente inferiore a quella degli anni precedenti: nel 2014 ne erano stati ammazzati 135 e prima, nel 2013, ben 123.
Non vorremmo non dico dirlo, ma neanche pensarlo, tuttavia va sottolineato che il 2015 non è ancora terminato…

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