IFJ, lo stretto legame fra violenza e disparità

ifjUguali diritti, stessi salari, contro la violenza e, soprattutto: indietro non si torna! La Federazione internazionale dei Giornalisti, cui aderisce anche la nostra Fnsi, chiede ai colleghi di tutto il mondo, donne e uomini, di utilizzare la giornata dell’8 marzo per contribuire, con iniziative concrete, sia alla difesa delle lavoratrici contro il divario retributivo fra i sessi, sia a sradicare il sessismo dei media, sia a fermare mobbing, molestie e ogni violenza di genere nelle redazioni e nei luoghi di lavoro.

Questo l’appello appena lanciato da Bruxelles:“I membri di IFJ (sindacati e associazioni affiliate) utilizzeranno la giornata internazionale della donna per evidenziare le principali sfide che vedono impegnate le giornaliste e tutte le donne in ogni continente. Sulla linea espressa dalle Nazioni Unite – “Le donne nel cambiamento del mondo del lavoro: Planet 50-50 entro il 2030” – gli affiliati all’IFJ esigeranno quindi:

  • Parità di accesso alle principali qualifiche redazionali per donne e uomini
  • Colmare il divario retributivo di genere nel giornalismo
  • Rafforzare la parità di trattamento per tutti i lavoratori, indipendentemente dal sesso
  • Sviluppare e attuare politiche di parità di genere nelle redazioni
  • Garantire equa rappresentazione di genere nel contenuto delle notizie

La IFJ invita tutti i giornalisti a scaricare e stampare i IFJ #WomensDay #Planet 5050 carte selfie, a diffondere le immagini @IFJGlobal, a condividere sui social le attività di IFJ e dei sindacati affiliati, a riferire ad IFJ Twitter le iniziative giornalistiche per la giornata dell’8 marzo”.

Mindy Ran, giornalista freelance che lavora tra Paesi Bassi e Belgio, da sempre impegnata nel Consiglio di genere della Federazione e di cui ora è copresidente, così scrive sul sito internet della IFJ: “In un momento in cui decine di migliaia di giornaliste si trovano ad affrontare minacce, intimidazioni, molestie, violenza sia on-line sia fisicamente è grande e urgente la necessità di un intervento (http://www.ifj.org/nc/news-single-view/backpid/1/article/international-womens-day-no-roll-back-on-rights/ link)”.

I passi indietro e la violenza diffusa sono strettamente correlati. Commenta infatti Mindy Ran: “Per le giornaliste l’aumento della misoginia “accettabile” – come dimostra la recente sconfitta nella legislazione contro la violenza domestica in molti paesi – è in relazione con l’aumento delle minacce alla libertà di stampa. Come la storia ha dimostrato, questi tipi di minacce alla stampa di solito portano ad un aumento della violenza. E, come con altre forme di violenza, le giornaliste sono le prime a trovarsi nel mirino. Dunque occorre denunciarle e insieme affermare: Nessun rollback sui diritti delle donne!”.

Altre informazioni:  http://www.ifj.org/nc/news-single-view/backpid/1/article/international-womens-day-no-roll-back-on-rights/

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