Guido Columba se n’è andato, ma la sua battaglia continua

Ciao Guido, bella persona, collega integro, grande organizzatore sindacale, padre nobile dell’Unione cronisti. Guido Columba era nato nel ’46 – annata d’oro – e dopo aver combattuto per quasi un decennio contro un male che ne aveva piegato il corpo ma non lo spirito ha ceduto iersera al Gemelli di Roma. Nato a Bolzano – “per caso” diceva lui, ma l’efficienza austroungarica l’aveva assorbita coi primi respiri – vissuto a Roma, cronista a tempo pieno, combattente corretto e progressista, ha iniziato al Giornale d’Italia e poi nel periodo migliore di Paese Sera per otto anni, concludendo la carriera con un trentennio all’agenzia Ansa. Sin dai primi anni ’70

columba è stato dirigente dell’Unione cronisti e poi senza soluzione di continuità presidente dell’Unci, l’unione nazionale con la quale ha combattuto memorabili battaglie per i diritti, i doveri e la libertà della stampa, per mantenere vivo il ricordo e le battaglie dei giornalisti uccisi per il loro lavoro (da cui la Giornata nazionale della Memoria). Commentava: “Nessuno di loro aveva la vocazione dell’eroe, ma tutti non si sono mai accontentati della versione ufficiale, di comodo degli avvenimenti. Hanno fatto giornalismo di inchiesta, sono andati a vedere di persona, hanno raccontato ciò che gli altri non vedevano o non volevano vedere. Costituiscono un monito e anche un ancoraggio per i cronisti di oggi”.
L’addio, laico come lui, domattina, 15 ottobre ore 11, nella facoltà Valdese di Roma, via Pietro Cossa 40.

Lo ricordano fra gli altri l’Unci e la Fnsi.
Unci: “Columba ha segnato gli anni più importanti e luminosi dell’Unci, soprattutto nell’ultima decade del suo mandato quando aveva saputo mobilitare prima le risorse migliori dell’Unione, poi le intelligenze più vive della categoria per opporsi ai ripetuti assalti al diritto di cronaca portati da ogni parte politica e da ogni livello della cosiddetta classe dirigente”. Lo afferma il presidente dell’Unci, Alessandro Galimberti, esprimendo insieme ai membri di giunta, ai consiglieri nazionali, ai presidenti dei gruppi regionali e a tutti gli iscritti dell’Unione nazionale cronisti italiani, “il più sentito cordoglio ai familiari di Guido”. “A lui – ricorda Galimberti – vanno imputati i momenti più alti della mobilitazione della categoria e dei cittadini, come il tour in dodici piazze italiane per il ‘no bavaglio’ del 2008 e, negli stessi anni, il compendio ‘Ddl Alfano, se lo conosci lo eviti’ in cui seppe coinvolgere le più alte figure del pensiero libero per contrastare i disegni di ‘silenziamento’ del giornalismo. Serio, competente, autorevole, Columba aveva fatto del garbo, unito però alla fermezza, il suo tratto distintivo di gentiluomo”.

Fnsi: “La Federazione Nazionale della Stampa Italiana si unisce al cordoglio per la morte di Guido Columba, storico presidente dell’Unione Nazionale CronistiItaliani, più volte nel Consiglio nazionale della Stampa italiana, giornalista libero e rigoroso, sempre in prima fila nelle battaglie contro i bavagli di qualsiasi natura e colore, dalla parte dei cronisti, della libertà di informare, del diritto dei cittadini ad essere informati”.

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Un Commento

  1. Gianni Brusasca
    Pubblicato il 15 ottobre 2018 alle 15:10 | Permalink

    Evviva Guido Columba. Seguiamone l’esempio.

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