Gigi De Fabiani com’era

di Marina Cosi

Stamane si sono tenuti i funerali di Gigi De Fabiani, in Santa Maria di Caravaggio, la sua parrocchia dalle parti di via Tabacchi (“Strano, solo a Milano si entra dal retro d’una chiesa per un funerale…”, commenta Guido Bossa, ex Avvenire, giunto espressamente da Roma). Gigi per la verità “se n’era già andato 10 anni fa”, ad 81 anni, avendo perso consapevolezza dopo un’operazione, come capita agli anziani dopo prolungate anestesie (commento di Antonella Cremonese, ex Avvenire, poi cronista di salute per decenni al Corrierone). Luciana, la vedova, questa cosa che lui s’era “allontanato già” lo dice con pudore e affetto: si erano amati molto e si vedeva. Certe volte Gigi arrivava sotto la redazione in vespa con questa bellissima bionda seduta dietro, che l’accompagnava, ci salutava con la mano e se ne andava via subito.

Fermi fuori dal portone principale della chiesa scherzano e ricordano Cric e Croc, cioè Claudio Schirinzi e Massimo Nava, amici dal tempo del liceo, entrati assieme nella Cronaca di Avvenire diretta da Gigi, poi cresciuti altrove, ma sempre legati. Marina Dotti, altra ex, doppiamente, telefona, ma è all’estero. In diversi telefonano: i ragazzi di allora ormai sono tutti pensionati e dunque spesso fuori Milano. Quelli che ci sono ancora.

Dovrei in effetti parlare di Gigi, non di noi, ma Gigi c’è ancora giusto perché noi lo ricordiamo… Dunque: Gigi era buono come il pane (quando i capocronisti, gli altri, erano famosi per il cipiglio e gli urlacci) e si era scelto un vice ancora più buono, ma aveva principi solidissimi. Ci fece iscrivere tutti al sindacato. Ci faceva più complimenti che sgridate, come un babbo grande e buono. E questa dell’età è una cosa buffa: a noi pareva vecchio, ma sul sagrato con Nava&Schirinzi abbiamo fatti i conti e scoperto che allora Gigi aveva solo 42 anni (nanetto personale, per capirci: Gigi mi chiama in ufficio “L’hai fatta tu questa biro? Leggi”. Io leggo il titolo: Anziana investita sulle strisce. “No, leggi l’attacco”. Io leggo l’attacco: In piazzale Libia una donna di 42 anni è stata travolta da un ciclomotore …  ).

Non è gradevole dover osservare che in questi ultimi tempi si sono infittiti i funerali di colleghi, che poi nei necrologi si scoprono essere stati tutti bravi, corretti, esemplari. Ma forse lo si dice nella segreta speranza che al nostro turno, fra non molto, chi resta scriverà anche di noi parole pietose… Ma Gigi no, Gigi che brontolava, Gigi che se ti chiamava il direttore ti suggeriva cosa dire per cavartela, Gigi che ti seguiva da lontano anche nelle altre testate (telefonata tipica: Brava, bel pezzo, quando passi a trovarci?), Gigi che se vedeva solo il lato positivo delle persone era perché lui era fatto così mica perché credesse – come pur fortemente credeva – nella trilogia chiesa, famiglia, sindacato.

Al funerale mancavano gli attuali colleghi di Avvenire, ma so che per i prossimi giorni hanno organizzato una messa di ricordo in redazione. E lì lo ricorderanno anche per il resto della sua carriera. Ma questo voleva essere solo un commiato, non un necrologio serio. Se però volete leggerne uno vero e ben fatto vi indirizzo su due altri colleghi ex Avvenire, cioè Guido Nicosia e Antonio De Giorgi:

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/addio-a-gigi-de-fabiani

https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=26591

 

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