Fornero: voi privilegiati…

Brevi accenni su una giornata di fuoco in cui la ministra Fornero è venuta a dircene di tutti i colori a domicilio, beccandosi come reazione una sfilza di comunicati, di Siddi, Camporese, della Giunta. Per ora. Le due più rilevanti affermazioni della ministra: “siete dei privilegiati grazie alla vostra contiguità col potere politico”, “la vostra cassa ha dei problemi di sostenibilità”.  Riavvolgo il nastro e parto raccontando dall’inizio. Stamane in Fnsi si celebrava il centenario del primo contratto nazionale di lavoro italiano, che poi è il nostro contratto giornalistico. Ottima introduzione storica di Tartaglia, che magari racconterò un’altra volta perchè comunque ne vale la pena. Quindi dò conto, fra gli altri interventi -oltre a Siddi e Natale, Camporese, Cerrato e Iacopino han parlato anche Epifani e Marini – delle parole dei due debuttanti nel nuovo ruolo: Anselmi e Malinconico. Il nuovo presidente Fieg, Giulio Anselmi, ha molto martellato sulla qualità del giornalismo, sostenendo che “il sindacato, spesso attento ad espetti di garanzia economica, lo è meno a quelli di libertà e qualità dell’informazione”, e sottlineando “la necessità di studiare nuove figure professionali” anche se “multimedialità non significa declinarle attraverso media diversi” perchè “la condizione di salvezza è avere buoni giornalisti”. Frasi di Anselmi che sono piaciute: “Il contratto collettivo è garanzia di concorrenza leale” e “Nel mondo dell’editoria non si trovano accenti Marchioniani”. Frase sempre di Anselmi che ha acceso un po’ di sospettosità: “Contrattazione collettiva sì, ma con elasticità e flessibilità non per dribblare i diritti ma per rendere più facile il lavoro giornalistico”.
Quanto all’ex presidente Fieg, Carlo Malinconico, qui nella nuova veste di sottosegretario all’editoria ha detto delle cose interessanti, ma saremo stati in cinque a sentirle, perchè nel frattempo è entrata la Fornero e per tutto il tempo del suo intervento 10 cameramen, e 30 fra fotografi e registratore-dotati si sono accalcati, spintonati, urtati e parlati nascondendolo alla vista e all’udito della platea. Comunque, a parte un’introduzione sui cent’anni e l’importanza del principio del pluralismo, ha affrontato il tema delle risorse tagliate dall’ultima legge di stabilità (però ha promesso di intervenire e ha accennato a emendamenti) e il problema degli edicolanti, che sentirà prestissimo (han minacciato, come sapete, tre giorni di serrata fra Natale e Capodanno). Ovviamente “la distribuzioine è fondamentale per il pluralismo.”. E ha anticipato la proposta: “La rete delle edicole va migliorata e informatizzata. Le edicole debbono poter fornire altri servizi e accedere alla resa certificata che, se attuata, sarà di grande impatto perchè elimina un enorme dispendio di risorse”. Il gran numero di giornali stampati, inviati e resi cojn andirivieni di camion sono “costi sociali, economici, ambientali”.
Quanto alla Fornero ha tentato dapprima di liberarsi dalla morsa degli assedianti dicendo “mi avete fotografato abbastanza, basta così, in fondo sono la stessa di ieri e di questa mattina”, poi ha citato Karl Popper, in inglese (Sono cieco, sordo e stupido, non occupatevi di me), con ovvii esiti nulli. Quindi ha obiettato sul nostro modo di fare giornalismo. Più o meno dicendo: è stata varata una riforma complessa, ma anzichè spiegarla, analizzarla, discuterla, voi l’avete già archiviata e volete sapere da me cosa faccio ora, con litigo: no, non funziona così. Invece questa riforma va spiegata e se l’analizzate vi accorgete che è vero che ci sono sacrifici e pesanti, ma ci sono anche elementi di equità. Alcuni hanno l’hanno ridicolizzata, ma se avessi 30 minuti a disposizione potrei difendere la manovra, anche con ardore, e dimostrarvene l’equità. Naturalmente non ha potuto sottrarsi al tema previdenziale relativo all’Inpgi, trovandosi “a casa” dei giornalisti. “Tutto cambia. La vostra professione ha potuto avvalersi di alcuni privilegi proprio per la sua contiguità col potere politico o comunque con una vicinanza vostra più di quella di altri lavoratori. Anche voi state sperimentando la durezza del mondo che non fa sconti a nessuno: se non li fa ai lavoratori Fiat non si vede perchè li dovrebbe fare a voi. Nessuno si può sottrarre ai sacrifici. Ho polemizzato spesso in passato con la vostra cassa previdenziale, anni fa avevo chiesto di avere dei dati ma mi sono stati negati dicendo che è materia delicata. Ma se voi esigete trasparenza dovete essere trasparenti anche voi. La vostra cassa ha problemi di sostenibilità come quasi tutte le casse professionali. Il problema non è che siano amministrate bene oggi, che siano ben amministrate cioè per gli attuali pensionati: dobbiamo garantire chi è prossimo al pensionamento e soprattutto i giovani.
Il presidente citato dalla ministra (“non ricordo l’anno e dunque neanche il nome”) ovviamente era Gabrriele Cescutti, a capo dell’Inpgi per 12 anni, sino a 4 anni fa e sempre molto presente nella vita delle istituzioni giornalistiche. Cescutti era in sala. La ministra è uscita e non si è fermata al primo piano, dove era in attesa una delegazione di giornalisti di Liberazione (la testata chiuderà il primo gennaio) che già l’aveva bloccata sul portone all’arrivo.
Intanto al secondo piano, nel salone federale, i tizzoni incendiari lanciati dalla Fornero avevano acceso il fuoco e la discussione divampava, proseguendo poi per tutta la giornata, senza soluzione di continuità, nelle riunioni di componente e nella riunione di Giunta.

marina cosi

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4 Commenti

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