ORDINE 2017: DOVE STANNO I CACICCHI

cacicco Cari amici, cari colleghi,
Franco Abruzzo ha pubblicato (e continua imperterrito a pubblicare) sul notiziario che dirige una informativa circa il voto per il rinnovo dei Consigli regionali e nazionale dell’Ordine. Annunciando la presenza di una sua lista, è andato all’attacco dei suoi presunti avversari definendoli indistintamente “cacicchi del sindacato”.
Ho avvertito tale espressione come un insulto volgare, offensivo nei confronti di tanti, offensivo per me – mi permetto di scriverlo – perché credo di aver sempre onorato in quarant’anni di professione i principi di onestà e di libertà.
Ho scritto quindi a Franco Abruzzo, sperando che la voglia pubblicare, la seguente lettera…

Caro Franco Abruzzo, leggo sul tuo bel notiziario (26 settembre 2017), in apertura, un breve scritto in cui ricordi le prossime scadenze elettorali per il rinnovo dei Consigli regionali e del Consiglio nazionale e sproni, saggiamente, i nostri colleghi a non mancare l’appuntamento con il voto, invitandoli pure a esprimersi per i candidati della tua lista, elencando alcuni titoli del tuo programma (dalla deontologia all’equo compenso).

Non fai mancare una tua polemica indicazione: “Bisogna impedire ai cacicchi del sindacato di impossessarsi dell’Ordine dopo la gestione fallimentare dell’Inpgi e della stessa Fnsi…”.

Lascio stare i giudizi, gravi certo, ma attorno ai quali si può discutere, ma vorrei capire: quando scrivi “cacicchi” a chi ti riferisci? A me per esempio, Oreste Pivetta, candidato di “Giornalisti per la riforma” al Consiglio nazionale, che ho ben poco frequentato il sindacato, che ho visto una volta in vita mia (e da lontano) il Segretario nazionale della Fnsi, che nutro la fermissima convinzione che l’Ordine debba esercitare i propri compiti in piena autonomia, secondo le attribuzioni che la legge prevede?

Francamente non vedo nella mia lista “cacicchi” (figura di proprietario terriero, padrone di intere comunità, resuscitata, per intenderci, negli anni della Spagna franchista: che brutta espressione) del sindacato… Magari in altre liste, anche assai vicine a te, sì… Nella lista di “Giornalisti per la riforma” no, non ce ne sono… Mi piacerebbe che anche i tuoi lettori lo sapessero.

Oreste Pivetta

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