Cronache delle molestie in redazione

Ovunque. In ufficio, sul set, in negozio, in ospedale, in fabbrica. E anche in redazione. Le molestie, gli abusi sessuali – ed i ricatti che trasformano diritti in elargizioni – non risparmiano alcun luogo di lavoro. E così, dopo il #metoo “Dissenso comune” delle donne italiane dello spettacolo, anche nei media si è aperta un’analoga esplicita denuncia sottoscritta da 450 giornaliste: contro le molestie e contro le disparità di genere a partire da quelle salariali. Tre settimane dopo, il 14 marzo, in Federazione si sono confrontate le une e le altre sotto il titolo di “Cronache del dissenso: media, molestie sessuali e disparità”

Presenti la Commissione pari opportunità Fnsi, il segretario Fnsi, l’Ordine (del Lazio e il presidente Odg), l’associazione di giornaliste Giulia, l’Istituto di previdenza dei giornalisti con la sua presidente – che ha illustrato il gender gap di stipendi e carriere nei media -, e poi giornaliste, giornalisti e direttori di testate quotidiane e agenzie, la presidente della Rai e il segretario Usigrai.
Un’assemblea affollata e sul palco anche attrici e registe, da Cristina Comencini a Jasmine Trinca, ad illustrare le ragioni di una protesta che deve continuare senza mai abbassare la guardia. Un confronto ricco di spunti anche per la nostra categoria, oltre che un’occasione di informazioni sui passi avanti già compiuti e meno noti, come il codice antimolestie e le norme recepite dall’integrativo Usigrai/Rai o come la creazione all’Ansa della figura del responsabile della correttezza di genere, sulla falsariga del gender editor del New York Times.
Le colleghe ed i colleghi presenti hanno quindi, al termine dell’assemblea e assieme alla Cpo Fnsi, dato mandato al sindacato di contemplare sanzioni contro le molestie nei contratti di lavoro giornalistici ed all’Ordine di prevedere analoghi interventi contro i molestatori. Inoltre, per monitorare le disparità, l’assemblea tramite la Cpo ha sollecitato l’Inpgi alla pubblicazione di annuali bilanci di genere e le organizzazioni datoriali assieme alla Fnsi ad un rilevamento annuale salariale compatibile con la privacy. Ultimo, ma non ultimo è stato chiesto il riavvio dell’Osservatorio antimolestie, fermo al palo da un biennio.

http://giulia.globalist.it/attualita/articolo/2018/03/16/cronache-del-dissenso-primo-grande-passo-verso-la-parita-2021131.html

http://www.fnsi.it/cronache-del-dissenso-la-cpo-fnsi-le-battaglie-delle-donne-occasione-per-rafforzare-i-diritti-di-tutti

LETTERA APERTA DELLE GIORNALISTE ITALIANE: http://www.fnsi.it/upload/70/70efdf2ec9b086079795c442636b55fb/f03ad650bb9e350e974639f464a12d45.pdf

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