Casagit, un impegno comune

Pubblichiamo il documento sottoscritto dalla maggioranza che guida fnsi e alg cui hanno aderito i candidati ( e non solo ) di Nuova Informazione.
L’unità di intenti per la definizione di obiettivi e strategie nel governo degli enti della categoria è la linea su cui la Federazione nazionale della stampa italiana vuole impostare il futuro del sindacato dei giornalisti. Una scelta fondamentale ribadita chiaramente con il Coordinamento degli enti previsto nello statuto della FNSI.

È l’unica soluzione dei problemi legati ai processi di trasformazione in atto nella professione giornalistica e nel mercato del lavoro. La sola che assicura la massima attenzione alle fasce più deboli e meno garantite.
La visione prospettica e le politiche che guidano l’azione dei gruppi dirigenti di FNSI, Inpgi, Casagit e Fondo di previdenza complementare dei giornalisti vanno rafforzate con un’attenta analisi che, partendo dai cambiamenti in atto, consenta di mettere a punto misure che salvaguardino la tenuta degli istituti della categoria con l’obiettivo, nel contempo, di garantire valide soluzioni per i colleghi.
Pur in un quadro di profonda sofferenza del mercato editoriale, occorre continuare ad assicurare ai giornalisti italiani servizi efficienti e livelli adeguati di assistenza a livello sindacale, previdenziale e sanitario.
La qualità della democrazia è direttamente proporzionale alla qualità dell’informazione. Senza un’informazione libera e indipendente non può esserci democrazia. Il diritto dei cittadini ad essere informati va salvaguardato difendendo la dignità della professione giornalistica e dei giornalisti. Per questo, vanno sostenuti da tutti gli enti della categoria gli sforzi della FNSI affinché l’inclusione contrattuale e nel mondo del lavoro dei troppi giornalisti senza diritti e senza tutele acquisiti centralità nel negoziato contrattuale e nel confronto con il governo e il Parlamento. Occorre sfidare la visione miope di larga parte delle aziende editoriali, tesa quasi esclusivamente al taglio di costi e posti di lavoro. Dopo sette anni di recessione, occorre confrontarsi su investimenti, qualità dell’informazione e dei prodotti editoriali, partendo dall’imprescindibile riforma delle leggi di sistema. Dalla ridefinizione delle norme antitrust e sulla trasparenza degli assetti proprietari, passando per la raccolta pubblicitaria e la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, ci sono interventi non più rinviabili. Altrettanto ineludibile è la riforma dell’accesso alla professione. Vanno restituite centralità e voce in capitolo all’Ordine dei Giornalisti, che deve diventare più aderente alla realtà del mercato del lavoro e tornare ad agire in coordinamento con gli altri enti della categoria.
FNSI, Ordine dei giornalisti, Inpgi, Casagit e Fondo di previdenza complementare sono i pilastri del governo della professione e la rappresentazione della capacità della categoria di compiere scelte strategiche e lungimiranti a tutela della propria indipendenza.
Anche la recente manovra di riequilibrio dei conti approvata dall’Inpgi, che ha richiesto oggettivi sacrifici per la categoria, ha rappresentato un momento di condivisione delle difficoltà da parte di tutti gli attori della professione e di assunzione di responsabilità da parte della classe dirigente della categoria, nella consapevolezza che l’autonomia dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani è un elemento distintivo della professione perché ne rafforza la funzione fondamentale nel sistema democratico.
La Casagit deve oggi continuare ad operare in sinergia con il sistema della professione. Casagit, infatti, è il risultato di politiche sindacali e contrattuali condivise che devono essere consolidate e rilanciate. Anche in questi lunghi anni di crisi, caratterizzati dalla perdita di posti di lavoro e dalla chiusura di numerose aziende, la Cassa ha continuato ad assicurare livelli di assistenza sanitaria eccellenti alle giornaliste e ai giornalisti italiani, facendosi carico delle situazioni di particolare sofferenza e difficoltà. Si tratta di una specificità che, alla vigilia del rinnovo degli organi della Cassa, i sottoscritti giornalisti intendono riaffermare. La nuova governance della Casagit, in armonia con le politiche federali e contrattuali e in linea con l’azione dei gruppi dirigenti di FNSI, Inpgi, Fondo di previdenza complementare e Ordine dei giornalisti, dovrà mantenere e elevare il livello del welfare della categoria, con particolare riguardo alle prestazioni sanitarie, salvaguardando, nello spirito di solidarietà che ne è alla base, le fasce più deboli della professione, in un quadro di sostenibilità finanziaria nel lungo periodo.
I livelli fondamentali di assistenza e solidarietà sono stati garantiti dalla Cassa di Assistenza dei Giornalisti Italiani anche nel 2016 rimborsando quasi 67 milioni di euro di prestazioni sanitarie a una popolazione che sfiora le 50mila unità, in un contesto di prolungata crisi del settore editoriale. Ogni indicatore infatti dice che non sarà possibile garantire la stabilità dei conti in periodi medi. Per queste ragioni, Casagit ha iniziato a guardare anche all’esterno della categoria che l’ha creata.
La Cassa si è dotata di un braccio operativo, Casagitservizi s.r.l., di totale controllo Casagit, che sta realizzando consulenze di tipo assistenziale sanitario, retribuite, verso popolazioni numerose e politicamente rilevanti. La Cassa ha allestito un poliambulatorio a Roma aperto anche al pubblico generalista e convenzionato con i maggiori fondi sanitari, per mettere a frutto l’esperienza maturata con i soli iscritti Casagit. L’obiettivo è farne un modello esportabile in altre realtà italiane.
Compito della prossima consiliatura sarà, in coordinamento con tutte le articolazioni della nostra categoria, avviare la trasformazione della Casagit in un Ente con diversa personalità giuridica e aperto a più popolazioni produttive. L’obiettivo è ottenere una stabilità economica duratura mantenendo la governance politica e la titolarità del patrimonio di Casagit ai giornalisti italiani.

Alcune scelte qualificanti, da condividere e realizzare insieme a Enti e Istituti di categoria:

​Rendere ancora più capillari le opportunità di cura in tutte le regioni, d’intesa con Consulte e Fiduciari. Ampliare l’offerta di prestazioni in convenzione diretta, con spese forfetizzate e senza oneri aggiuntivi per gli assistiti, garantendo risparmio nella libertà di scelta di medici e strutture.

​Promuovere l’allargamento delle convenzioni con la Sanità pubblica, aziende ospedaliere soprattutto, nei limiti consentiti dalle normative.

​Considerare, alla luce dei principi di sostenibilità e stabilità, una rivalutazione di alcune voci tra le prestazioni più ricorrenti tra gli iscritti.

​Proseguire e intensificare le nuove iscrizioni alla Cassa, anche attraverso i Profili 2, 3 e 4, per collaboratori strategici e altre figure giornalistiche favorendone l’inclusione contrattuale.

​Approfondire i meccanismi contributivi delle diverse tipologie di iscritti al fine di ottenere una loro ottimizzazione unita a una semplificazione di tipo gestionale.

​Istituire, nell’Assemblea Nazionale dei Delegati, osservatori su temi quali la medicina di genere e la salute nei luoghi di lavoro.

​Creare un gruppo di studio con la partecipazione di Fiduciari e Delegati sui livelli di solidarietà da garantire alle fasce più deboli allo scopo di tutelare gli attuali livelli di assistenza per colleghe e colleghi in disoccupazione e cassa integrazione.

​Porre attenzione, in sinergia con tutti gli enti di categoria e le articolazioni sindacali, alle criticità derivanti dalle aziende con reiterate morosità contributive.

​Intensificare ulteriormente i legami con gli altri Fondi sanitari. Contribuire alla creazione di un riferimento unico, a livello nazionale, su Non Autosufficienza e Long Term Care. A tal fine potrebbe essere utile proporre una strategia comunicativa destinata a tutti gli iscritti di Fondi assistenziali.

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