Casagit, strategia delle alleanze per salvarsi

di Giuliano Modesti
Nel 2014 il bilancio della Casagit, giunta al suo quarantesimo compleanno, è passato per la prima volta negli ultimi sei esercizi dal segno positivo a quello negativo: si è registrato un disavanzo di 758mila euro, decisamente preoccupante anche se il “buco” è ampiamente coperto da una riserva tecnica superiore ai 35,5 milioni di euro. Questo risultato rispecchia il quadro generale che riguarda l’intera categoria, nei diversi istituti ed enti. «L’anno appena trascorso è stato vissuto pericolosamente dall’intero comparto giornalistico italiano e proietta rischi ancora maggiori

di quelli che i bilanci possono mostrare con l’evidenza dei numeri» ha affermato il Presidente Daniele Cerrato, aprendo la propria relazione al Bilancio 2014 che è stato approvato dal Cda e ratificato dall’Assemblea nazionale dei Delegati il 27 maggio all’unanimità.
In questa situazione si manifesta l’urgenza di affrontare il tema del futuro più profondo del nostro ente, aprendo strade sin qui non percorse e avviando “una storia fatta di nuovi orizzonti”, ha aggiunto Cerrato, ribadendo il titolo dell’Assemblea.
I dati più allarmanti, sottolineati nelle relazioni di Presidente, Direttore Generale Francesco Matteoli e Collegio Sindacale, sono: la diminuzione progressiva dei soci contrattualizzati (500 professionisti in meno in un anno); l’aumento della spesa sanitaria per prestazioni specialistiche (visite e accertamenti) che per la prima volta supera la spesa dei ricoveri (complessivamente i rimborsi della Cassa nel 2014 assorbono, per il Profilo 1, il 90% dei contributi accertati. Nel 2014 la spesa per prestazioni sanitarie è stata di 72,3 milioni di euro con un aumento del 2% rispetto all’anno precedente); l’abbassamento medio dei redditi dei giornalisti italiani che ha comportato un progressivo calo di contributi dei contrattualizzati (4 milioni e 600 mila euro in meno in 3 anni), parzialmente compensato dall’aumento di quelli dei pensionati; l’invecchiamento della popolazione con una richiesta sempre maggiore di prestazioni (oggi la Cassa supera i 6 milioni/mese di rimborsi sanitari e l’82% degli iscritti effettua almeno una prestazione nei 12 mesi); la crescente difficoltà a farsi corrispondere dagli editori il dovuto (la Casagit deve inseguire anche legalmente circa 6 milioni di euro, il 10% dei contributi accertati e dovuti in un anno, nel tentativo di trasformarli in “contributi incassati”. A questo proposito in Assemblea ci si è interrogati sul come ottenere maggiore collaborazione dai soci e dai Cdr le cui aziende non versano i contributi, pur avendoli trattenuti in busta paga).
Il Direttore generale Francesco Matteoli ha puntualizzato che «la discesa dei contributi, la crescita delle prestazioni e l’accantonamento del fondo di svalutazione dei crediti non riscossi dagli editori sono le ragioni di un disavanzo fortunatamente contenuto e stimato da tempo con precisione».
Ma ci sono anche dati positivi: grazie a circa 1.200 nuovi iscritti ai Profili 2, 3 e 4 nel 2014 la Cassa non è scivolata sotto alla soglia psicologia e politica dei 50mila iscritti (una misura inferiore porrebbe anche il tema della “massa critica” della nostra popolazione); la gestione finanziaria, dopo le modifiche dello Statuto approvate lo scorso anno dall’Assemblea sulle tipologie d’investimento, ha mitigato il saldo negativo con un apporto di circa 1,6 milioni di euro.
Buone speranze vengono dall’attività di Casagitservizi s.r.l., d’intero e assoluto controllo della Casagit, che si è avviata con un’importante intesa con Confcommercio (consulenza per la costituzione e gestione di un fondo sanitario dedicato agli iscritti della più grande organizzazione imprenditoriale italiana) e prosegue con la creazione a Roma di un nuovo Poliambulatorio aperto al pubblico.
Secondo Daniele Cerrato «queste attività potranno dare alla Cassa nel medio periodo un nuovo gettito di risorse dall’esterno del nostro sistema, non potranno tuttavia sostituirsi a un necessario consolidamento del nostro mercato del lavoro e a una maggiore attenzione alla spesa».
Essere più attenti alla spesa, si è detto in Assemblea, significa anche ragionare sulle prestazioni offerte dalla Cassa, ipotizzando una manovra che preveda qualche taglio, per esempio nel campo della fisioterapia lieve e funzionale. È un tema delicato che non può comunque essere sottaciuto né sottovalutato, mentre Casagit è anche chiamata a «rispondere alle sfide di un Ssn che offre sempre meno e ci costringe a sostituirlo più che a integrarlo» ha detto Daniele Cerrato.
E, affrontando il tema di una possibile ulteriore apertura di Casagit all’esterno, allargandone il perimetro anche ad altre categorie, ha aggiunto: «Abbiamo esperienza e godiamo di ottima considerazione nel mondo dei fondi sanitari, tutti valori che dobbiamo mettere al servizio anche di altre categorie produttive. Dobbiamo abbassare il ponte levatoio, far entrare altre popolazioni e aumentare la nostra massa critica».
Se è imperativo che, per rafforzare il nostro sistema, Casagit guardi a nuovi orizzonti, ciò andrà fatto senza snaturare l’ente che è e dovrà restare la Cassa dei suoi soci naturali, i giornalisti.

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