Casagit, entrando nel dettaglio

La crisi dell’editoria ha avuto un impatto notevole anche sui bilanci di Casagit, impatto che ha reso necessaria una manovra (varata dal CdA con il “Piano strategico 2016-2020” e approvata dall’Assemblea dei delegati a fine 2015) per tenere ferma la barra sui conti fino al 2020. Entro quella data – come ha precisato il CdA varando gli interventi – andranno individuati e concretizzati interventi strutturali che possano rendere Casagit solida per il futuro.
Ciò significa impostare la riforma tenendo conto prioritariamente delle dinamiche in atto nel mondo dell’editoria, che evidenziano un fenomeno di livellamento al ribasso dei redditi e una situazione di precarietà sempre più estesa. Questo implica una revisione del sistema complessivo di Casagit sia sotto il profilo della contribuzione che delle prestazioni in modo da pesare il meno possibile sui soci, da garantire l’assistenza alle colleghe e ai colleghi in maggiore difficoltà per i soci, salvaguardando contemporaneamente i conti della Cassa ai fini della sua sopravvivenza.
Questo compito, secondo Nuova informazione, si può concretizzare tenendo presenti alcune linee di azione:
1) scegliere interventi equi. In questo contesto andrebbe rivista fin da subito l’eliminazione del rimborso di Iva e bollo, vista l’estrema variabilità delle discipline regionali in materia di fiscalità per le prestazioni sanitarie
2) agire sul versante dei contributi,
a. introducendo nel Contratto l’obbligo alla Casagit per tutte le figure, anche innovative, previste;
b. rivedendo la contribuzione dei pensionati e dei coniugi per ridurre le disparità, magari con un utilizzo esteso della progressività in base al reddito familiare
3) combattere con sempre maggior rigore contro gli abusi
4) migliorare le prestazioni tenendo sotto controllo i conti:
a. con profili ad hoc in base all’evoluzione occupazionale nel mondo dell’editoria;
b. con la costruzione della “rete Casagit” di strutture di diagnosi e cura che diventi un punto di riferimento
c. Con il completamento del sistema dei “pacchetti” per i ricoveri
5) incrementare la base contributiva attraverso l’inclusione di soggetti esterni alla categoria dei giornalisti senza snaturare la cassa. Questo si raggiunge grazie a intese con strutture analoghe a Casagit e altre categorie professionali, alla riproduzione su scala nazionale delle esperienze dei poliambulatori di Roma e Milano e alla dotazione di una governance diversa che renda la Cassa più reattiva di fronte ai cambiamenti di scenario.
6) controllare i costi della struttura di Casagit attraverso una attenta verifica del funzionamento interno.
7) Rivedere le regole della governance:
a. riducendo i membri dell’Assemblea nazionale dei delegati;
b. rendendo incompatibile l’incarico in Casagit con quello in altri organismi di categoria
c. limitando a due anche non consecutivi i mandati di Presidente e Vicepresidente
d. individuando un numero minimo-massimo di cariche per i pensionati
e. definendo regole per la rappresentanza di genere, tra i delegati e nel Cda

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