Caro governo (di Malta), adesso cerca i mandanti

Inquietante è dir poco. Che ogni giorno si debba intervenire su un cronista ucciso, un diritto all’informazione gravemente leso, un giornalista intimidito… Eppure è l’unico modo, non solo per onorare chi ci ha lasciato la vita o vive in trincea, ma anche per ricordare che non esiste libertà senza libertà d’informazione. Per questo dal 15 al 17 ottobre, per il primo anniversario dell’uccisione di Daphne Caruana Galizia, fatta saltare in aria con un’autobomba,la Fnsi sarà nella delegazione Efj (federazione europea dei giornalisti) che parteciperà alla commemorazione a Malta. E a un successivo incontro, già richiesto, coi vertici dello Stato. Così a La Valletta. A Bruxelles intanto, a mezzogiorno dello stesso 16 ottobre, tutti i colleghi presenti in città sono invitati a partecipare alla veglia silenziosa organizzata

da familiari ed amici davanti al Residence Palace.
Questo il loro invito:

Il 16 ottobre 2017, la giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia è stata assassinata in pieno giorno con un’autobomba fuori dalla sua casa, a Malta. Daphne stava indagando e aveva denunciato casi di corruzione ai più alti livelli di governo. Da allora, sono stati fermati tre sospetti killer a contratto, ma non c’è ancora traccia di chi li ha inviati e perché; ma non è chiaro se si stia facendo abbastanza per scoprirlo.
Da allora, il Parlamento europeo, il Consiglio d’Europa, la Commissione europea e il Progetto Daphne – un gruppo internazionale di giornalisti investigativi che stanno portando avanti il suo lavoro – hanno confermato ciò che Daphne aveva a lungo avvertito prima del suo omicidio: lo stato di diritto nel più piccolo stato membro dell’Unione Europea è stato compromesso.
Da allora, altri due giornalisti sono stati giustiziati nell’Unione europea: Jan Kuciak dalla Slovacchia e Victoria Marinova dalla Bulgaria.
Tutti e tre stavano lavorando alla corruzione all’interno dei loro paesi. Tutti e tre hanno difeso la democrazia e lo stato di diritto. Tutti e tre sono morti perché nient’altro poteva farli tacere.
Ricordiamoli e onoriamoli proprio col silenzio: mettendo a tacere le nostre voci per coloro che nessuno e niente avrebbe potuto mettere a tacere. Incontriamoci il 16 ottobre a mezzogiorno di fronte al Palazzo della Residenza e mostriamo al mondo che né Daphne, né Jan, né Victoria sono morti invano.

Daphne Caruana Galizia in memoria
Non solo. Tutte le 26 organizzazioni internazionali di libertà dei media e dei giornalisti hanno pubblicato questa lettera aperta al primo ministro maltese, Joseph Muscat:

Dear Prime Minister Joseph Muscat,

I write to you on behalf of the European Centre for Press and Media Freedom and 25 organisations (listed below) representing thousands of journalists and human rights activists concerning Malta’s response to the assassination of journalist Ms Daphne Caruana Galizia.
Following her murder on 16 October 2017, the Maltese authorities initiated criminal proceedings against the men who allegedly detonated the bomb that killed Ms Caruana Galizia and a parallel magisterial inquiry into whether others should be charged with criminal offences for commissioning the alleged assassins. Both the criminal proceedings and magisterial inquiry focus solely on criminal culpability. Neither process is investigating the wider and even more serious question as to whether the Maltese state is responsible for the circumstances that led to Ms Caruana Galizia’s death.
Article 2 of the European Convention on Human Rights requires Malta – as a Member State of the Council of Europe – to comply with its protective obligation by examining
(a) whether Malta knew, or ought to have known, of a real and immediate risk to Ms Caruana Galizia’s life;
(b) the adequacy of any steps taken by Malta to guard against that risk;
and (c) any steps that Malta needs to take to prevent future deaths of journalists and/or anti-corruption campaigners.
On 9 August 2018, a team of international lawyers from Doughty Street Chambers and Bhatt Murphy Solicitors in London issued a legal opinion finding that Malta has failed to institute any inquiry into whether the Maltese state bears any responsibility for the loss of Ms Caruana Galizia’s life. Following the legal opinion, the family has submitted the following request to your government:
To establish a public inquiry under the Inquiries Act that is completely independent of the Maltese police, Government and politicians, and that is conducted by a panel of respected international judges, retired judges and/or suitably qualified individuals with no political or government links.
We fully support the request and urge you to reconsider your position(1) and to respond immediately and positively to the request of the family of Ms Caruana Galizia. Protecting the lives and voices of journalists in Malta and across Europe depends upon this public inquiry. There is nothing to fear from this inquiry but the truth.
Seeking justice for Ms Caruana Galizia and protection for those who continue her legacy remains our top priority.
We would appreciate your written response to our appeal.

Flutura Kusari
(Legal Advisor, The European Centre for Press and Media Freedom, +383 49 236 664 or email)

List of organisations :
Access Info
Active Watch
aditus foundation
Article 21
Blueprint for Free Speech
Committee to Protect Journalists
European Federation of Journalists
Global Editors Network
Helsinki Foundation for Human Rights
IFEX (the global network of over 100 freedom of expression organizations)
Index on Censorship
Integra Foundation
International Press Institute
OBC Transeuropa/ Centro per la Cooperazione Internazionale
Ossigeno per l’Informazione
PEN International
PEN America
Platform of Human Rights Organisations in Malta (PHROM)
Press Emblem Campaign
Reporters Without Borders (RSF)
South East Europe Media Organisation
Transparency International
The Critical Institute
The European Centre for Press and Media Freedom
The World Association of Newspapers and News Publishers (WAN-IFRA)

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