Approvata la manovra, ora Inpgi e governo studiano l’uscita dalla crisi

Il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi oggi ha approvato a maggioranza una manovra correttiva su prestazioni ed entrate, come previsto dalle norme (art 16 quinquies legge 58/19 e proroga in legge di bilancio 2021) che davano come ultima scadenza la fine del mese. Si tratta della stessa manovra equa e socialmente sostenibile, con alcune correzioni migliorative, su cui il Cda aveva espresso un impegno a gennaio. La decisione di dar luogo alle misure, oltre che imposta per legge, coincide con la ripartenza dell’interlocuzione politica con il Governo per una soluzione strutturale della crisi dell’istituto. Obiettivo prioritario resta evitare l’assorbimento da parte dell’Inps con la certezza di ricadute sulle pensioni in essere (rischio di ricalcolo dal 1996) e su quelle future (ricalcolo sicuro dal 1996). Una soluzione strutturale necessaria, vista la perdita dei rapporti di lavoro e lo squilibrio dell’ente (che oggi conta circa 14 mila attivi e 10 mila pensionati), conseguenza di una crisi di settore senza precedenti avviata da anni.

Le misure adottate sono:

1) L’introduzione per 5 anni di un contributo straordinario, pari all’1%, a carico dei giornalisti attivi (nella formula di una maggiore contribuzione previdenziale) e pensionati: determinerà un incremento di gettito di 15,5 milioni di euro all’anno (77,5 milioni di euro in cinque anni)

2) La rimodulazione del limite di reddito cumulabile con la pensione, con l’abbassamento della attuale soglia di franchigia a 5.000 euro annui, con deroga per le pensioni di importo annuo non superiore al trattamento minimo del redattore ordinario vigente nell’anno precedente (oggi pari a 38 mila euro). In questo caso, il limite di reddito cumulabile è fissato, a decorrere dall’anno 2022, in 22.000 euro. Ciò comporterà un risparmio di spesa pensionistica quantificabile in circa 1,5 milioni di euro annui. Una misura mirata a scoraggiare il ricorso al lavoro dei pensionati nelle redazioni a scapito di giovani e disoccupati.

3) La sospensione temporanea delle prestazioni facoltative (superinvalidità, case di riposo, sussidi). Il risparmio riguarderà le nuove domande e a regime, per un risparmio di spesa annuo stimabile in 1,2 milioni di euro.

4) Poiché la pensione di anzianità erogata dall’Inpgi si consegue con 62 anni e 5 mesi di età e 40 anni e 5 mesi di contributi, è stata introdotta una percentuale di abbattimento pari al 3% su base annua, rapportata agli anni e ai mesi mancanti al raggiungimento del requisito della pensione anticipata vigente nel sistema generale e, cioè, oggi 41 e 10 mesi per le donne e 42 e 10 mesi per gli uomini. La misura potrebbe comportare una minore spesa nel primo anno di 255 mila euro, nel secondo anno di 510 mila, nel terzo anno di 765 mila euro e così via.

5) La riduzione dei costi di struttura in misura pari almeno al 5%, che si aggiunge al taglio del 10% già deciso per i costi degli Organi collegiali. Il totale complessivo stimato dei risparmi sui costi di struttura è pari, quindi, a 1,25 milioni di euro.

La manovra sarà operativa solo dopo il via libera da parte dei Ministeri vigilanti. Nei giorni precedenti al Cda non sono mancati attacchi e diffide soprattutto da parte di alcuni pensionati contrari al contributo di solidarietà. In pratica stiamo parlando di 18,37 euro netti al mese per chi ha una pensione di 50 mila euro lordi anno, cioè oltre 2.850 euro netti al mese.

Contributo solidarietà pensionati

Pensione lorda Prelievo netto

40.000                                  10,48

50.000                                  13,10

65.000                                  18,37

88.000                                  26,08

125.000                                                37,28

170.000                                                51,10

320.000                                                97,18

Per quanto riguarda, invece, gli attivi non si tratta di un taglio, ma di un risparmio forzato. Il prelievo dell’1% per cinque anni, infatti, finisce nel proprio cassetto previdenziale. Per il redattore ordinario a 38 mila euro di stipendio vale 18,12 euro di prelievo netto al mese per un beneficio annuo di pensione di 109,25 euro lordi. Il prelievo è di 29,50 euro netto per chi è a 65 mila euro, con un aumento annuo della futura pensione di 186,88 euro lordi.

Maggiore contribuzione attivi

Stipendio lordo                 Prelievo netto                  Aumento annuo pensione

38.000                                  18,12                                                                    109,25

65.000                                  29,50                                                                    186,88

90.000                                  39,46                                                                    258,75

120.000                                                52,62                                                                    345,00

150.000                                                65,77                                                                    431,25

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