Quando conoscere ti salva la vita. E anche la coscienza

immagine per sito Comunedi Marina Cosi
Mancano 24 ore esatte all’inizio del nostro convegno a Palazzo Marino dal titolo molto chiaro “Donne e uomini, tanto eguali quanto diversi” (sala Alessi, 12 ottobre, ore 15-18). Nostro, nel senso di promosso dalla Commissione pari opportunità e diritti civili assieme a Giulia Giornaliste, al cui interno notoriamente la densità di colleghe di Nuova Informazione è assai elevata…:-). In verità era nato come corso per informare i colleghi giornalisti, affinché a loro volta informino sulle ricadute della ricerca scientifica e dunque sulle (spesso enormi) differenze di diagnosi e di cura a seconda del genere cui appartengono le persone malate. Poi abbiamo incrociato delle mediche e docenti universitarie davvero in gamba. E così, partendo dall’inquadramento del tema, dal punto di vista storico legislativo (con Elena Del Giorgio), territoriale (Barbara Garavaglia sull’iter che nel giugno scorso ha condotto al Piano nazionale), deontologico (il collega Francesco Brancati), siamo approdate sui preoccupanti dati delle morti per cause cerebrovascolari portati da M. Vittoria Calloni e sul ruolo degli ormoni nelle malattie neurologiche (Marina Rizzo, che presiede la Simegen, ossia la società di medicina di genere nelle neuroscienze).
Basterebbe? Invece no. Perché quest’incontro si pone un obiettivo assai più ambizioso:

cioè evidenziare le mistificazioni culturali che sono all’origine degli stereotipi fra uomini e donne, anzi più esattamente, degli uomini sulle donne. Il fatto è che si giudica in base a ciò che si conosce. E appunto la fisiologia femminile è assai più complessa di quella dell’uomo, che come sappiamo contribuisce ma non è organizzato per riprodursi … Da questo dato concreto il pensiero maschile storico (detto anche patriarcale) ha tratto nei secoli non l’ovvia conseguenza che la donna è più complessa, ma la comoda conclusione che la donna sia inferiore. Con tutti i pregiudizi ed i conseguenti stereotipi che l’accompagnano.
La rappresentazione alterata (come ci spiega Alice Mado Proverbio) fa danni e morti. Converrete dunque che conoscere è la strada maestra per superare il buio… e dunque speriamo – attraverso questo incontro – di fornire ai colleghi qualche attrezzo in più per poter accrescere nei nostri lettori/ascoltatori/concittadini sia la conoscenza scientifica sia la consapevolezza culturale. Grazie colleghi.
Ah, oltre ad essere corso riconosciuto dall’Ordine nazionale (3 crediti), l’evento è anche aperto al pubblico non giornalistico. Già molte/i medici hanno aderito. Basta presentarsi domani un cicino prima delle ore 14 a Palazzo Marino con la carta d’identità…

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