Nuovi soci per Casagit, ma il “nocciolo” resta ai giornalisti

Nella giornata di ieri, 12 giugno, l’assemblea nazionale dei delegati Casagit riunita a Bologna ha approvato lo statuto della nuova fondazione che verrà costituita secondo le procedure previste dalla normativa nel prossimo (pressoché immediato) futuro. La fondazione sarà amministrata da giornalisti e avrà come scopo quello di garantire servizi sanitari, dettagliati nello statuto, ai giornalisti: in parte attraverso l’esercizio delle funzioni finora svolte dalla Commissione permanente ed in parte attraverso deliberazioni specifiche. Il grosso delle funzioni attuali di Casagit confluirà entro la fine dell’anno nella nuova Casagit Società di mutuo Soccorso, una nuova veste che oltre a assicurare regimi fiscali e normativi specifici delle mutue permetterà di allargare la platea degli assistiti ad altre mutue, a categorie professionali, a aziende o a singoli. Rimane intatta Casagit Servizi che Leggi tutto »

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Tangenti e raccomandazioni

Immersi come siamo nell’eterno presente, in cui chi ci governa (sigh) ha buon gioco a manipolare fatti storici e storcere giudizi, qualche buona lettura ci può essere se non utile almeno di conforto. Ad esempio la settimana scorsa, alla Biblioteca di storia moderna e contemporanea, è stato presentato Mussolini e i ladri di regimedi Mauro Canali e Clemente Volpini (Mondadori, 2019). In sintesi: Il 5 agosto 1943, a pochi giorni dall’arresto di Mussolini, i giornali  informano sull’istituzione, da parte del governo Badoglio, d’una commissione che indaghi sulle fortune accumulate dai gerarchi nel corso del ventennio, i cosiddetti “illeciti arricchimenti del fascismo”. Chi sono e quanto hanno «rubato»? E lo Stato è voluto veramente andare fino in fondo o ha chiuso un occhio, Leggi tutto »

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Gigi De Fabiani com’era

di Marina Cosi

Stamane si sono tenuti i funerali di Gigi De Fabiani, in Santa Maria di Caravaggio, la sua parrocchia dalle parti di via Tabacchi (“Strano, solo a Milano si entra dal retro d’una chiesa per un funerale…”, commenta Guido Bossa, ex Avvenire, giunto espressamente da Roma). Gigi per la verità “se n’era già andato 10 anni fa”, ad 81 anni, avendo perso consapevolezza dopo un’operazione, come capita agli anziani dopo prolungate anestesie (commento di Antonella Cremonese, ex Avvenire, poi cronista di salute per decenni al Corrierone). Luciana, la vedova, questa cosa che lui s’era “allontanato già” lo dice con pudore e affetto: si erano amati molto e si vedeva. Certe volte Gigi arrivava sotto la redazione in vespa con questa bellissima bionda seduta dietro, Leggi tutto »

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Mazzetti su Andy Rocchelli, sabato 15 giugno!

Per un concomitante speciale del tg3 sui ballottaggi l’ultima puntata de “l’ora di legalità”, dedicata alla libertà di stampa e alla vicenda Rocchelli  andrà in onda il giorno 15 giugno alle 18. L’intero programma di Loris Mazzetti inoltre, andrà in replica il sabato alle 13, sempre su rai3, a partire da dopodomani.
Questa mattina in associazione abbiamo potuto vedere la parte del programma dedicata a Andy, davvero bella e toccante, insieme alla mamma di Rocchelli, a Mazzetti, a Giulietti e tanti altri. Segnatevi le date, e buona visione.
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Vittorio Zucconi, ciao ragazzo

di Marina Cosi

Non era solo un collega, Vittorio, ma un coetaneo tanto bravo quanto divertente, figlio di un giornalista altrettanto bravo e ironico, Guglielmo, che diede fiducia a questa che vi scrive, allora neolaureata testarda e riccioluta – una specie di muflone femmina -, una sconosciuta che voleva fare la giornalista e non metteva in dubbio di poterci riuscire. Vittorio ci definiva “il circo Zucconi”. Era il gruppo dei giovani protetti di papà Guglielmo, pescati fra i suoi studenti della Scuola superiore della Cattolica. Se li trovava il sabato mattina a casa, in via Visconti Venosta. Poi di nuovo, negli anni, li reincontrava nelle redazioni perché tutti i ragazzi di Guglielmo, tranne uno che se ne andò a fare il docente universitario, fecero i giornalisti. Leggi tutto »

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L’Unità, la verità (minuscolo) e il bluff di Belpietro

“E’ falso”. Così la redazione de l’Unità risponde a Maurizio Belpietro, direttore de La Verità entrato a gamba tesa nella gerenza della testata nella veste del generoso protettore della pluralità dell’informazione. Questa la lettera aperta:
Egregio direttore, avremmo di gran lunga preferito restare nel silenzio che ci accompagna da ormai due anni, ma nostro malgrado ci vediamo obbligati a replicare alle affermazioni con le quali da due giorni si erge a paladino della libertà di stampa trattando noi come irriconoscenti e snob. Il problema, che ci pare doppiamente grave per chi dirige un quotidiano che si chiama “La Verità”, è che lei dice falsità. L’Unità, infatti, è andata in edicola anche nel maggio 2018 per salvare la testata dall’estinzione e ci è andata senza il bisogno del suo caritatevole e illuminato soccorso. Ci è andata perché allora come adesso ha un “regolare” direttore, che di norma cura l’ufficio stampa dell’editore. Lo stesso direttore che per un anno si è presentato ai tavoli di trattativa finalizzati alla riapertura e che ha lavorato in redazione con i colleghi richiamati dalla cig fino a due minuti prima che il suo nome sparisse dalla gerenza.

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Oltre l’assurdo: Belpietro direttore dell’Unità

“Maurizio Belpietro direttore de l’Unità. L’ultimo affronto alla storia del quotidiano fondato da Antonio Gramsci è arrivato questo pomeriggio all’improvviso e senza alcuna comunicazione al Comitato di redazione da parte dell’amministratore delegato Guido Stefanelli quando in redazione era in chiusura il numero speciale realizzato per evitare la decadenza della testata. Si tratta di un gesto gravissimo, un insulto alla tradizione politica di questo giornale e della sinistra italiana prima ancora che una violazione delle norme contrattuali”, così inizia il comunicato del CdR dell’Unità. Passati velocemente, come tutti noi, letto il lancio della notizia, dallo sconcerto all’incredulità all’indignazione. Una scelta? Un errore grossolano? Una beffa? Così il Comitato di redazione ricostruisce e giudica: “L’Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci e sopravvissuto al fascismo, in mano ad un direttore da sempre apertamente schierato con la parte più conservatrice della politica italiana e più volte alla guida di giornali di proprietà di Silvio Berlusconi che a l’Unità e ai partiti della sinistra non hanno mai risparmiato insulti e campagne d’odio. Il giornale sarà domani in edicola con la firma di Maurizio Belpietro ma non con quella di Umberto de Giovannangeli che, componente del comitato di redazione chiamato a lavorare a questo numero speciale, avendo saputo del cambio di direzione soltanto pochi minuti prima che il giornale andasse in stampa ha deciso di ritirarla in segno di protesta”.

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La tua firma per il ritorno de l’Unità

Segnatevelo: appelloxlunita@gmail.com. E’ l’email cui segnalare la propria speranza che ritorni l’Unità, aderendo all’appello lanciato da molti giornalisti che, in tempi diversi, per la testata fondata da Gramsci hanno lavorato con non dimenticata passione. Una voce di cui in tanti sentiamo forte la mancanza; colleghi, lettori, cittadini con a cuore il pluralismo, compagni dispersi. Questo il testo dell’APPELLO PER IL RILANCIO DEL QUOTIDIANO L’UNITA’:
Si torna a parlare del quotidiano l’Unità, a due anni dall’ultima uscita in edicola. Succede grazie a un’iniziativa del giornalista Michele Santoro, che ha avanzato la proposta di acquistare la testata dal gruppo Pessina, cui era stata ceduta – in modo discutibile da vari punti di vista – col placet del Pd renziano. È una buona notizia per i lavoratori ancora in cassa integrazione e per quelli – numerosi – che sono rimasti senza ammortizzatori sociali dopo la chiusura nel luglio 2014; è una buona notizia per la sinistra democratica, che ha bisogno di rinascere forte e credibile. Forse si sta aprendo un’epoca che può portare al rilancio del giornale fondato nel 1924 da Antonio Gramsci; un’epoca in grado di garantire anche il recupero del suo prezioso archivio, che raccoglie la memoria della sinistra italiana, reso inaccessibile per lungo tempo a chiunque.

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Vieri ci manda a dire…

Stamane, in un piazzale inondato dal sole e in una chiesa piena di amici, anche noi abbiamo salutato il collega Vieri Poggiali, abbracciando la moglie (e collega e amica anch’essa) Annabella Bassani, la figlia Barbara e la “nipotina” Sara. Colto, ironico e se serviva sarcastico, competente e combattivo Vieri non lasciava niente al caso. Aveva consegnato illo tempore un “coccodrillo” in Lombarda perché sui giornali di categoria, in caso di morte, “non scrivessero imprecisioni”. Eufemismo. Ma, ops, non lo si trova… Però lui aveva già apparecchiato una seconda opzione. Negli ultimi tempi, pur lucidissimo nonostante le difficoltà di deambulazione, aveva affidato alla collega Daniela Preziosi (il Manifesto) le sue preziose carte ed il compito di raccontare. Così Daniela ha potuto stamane tenere una commemorazione funebre ricca di competenza e passione, oltre che di coraggio poiché portata a termine nonostante la recentissima perdita del compagno Massimo Bordin Leggi tutto »

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L’ultimo sberleffo di Vieri Poggiali

di Marina Cosi

Ciao Vieri. Domattina alle 11 si terranno i funerali di Vieri Poggiali nella Chiesa di Santa Francesca Romana (tra Regina Giovanna e Buenos Aires). Spero siano molti i colleghi presenti, per ricordare lui, morto l’altrieri per un infarto e per abbracciare moglie, figlia e nipote: Annabella Bassani, Barbara, Sara.  Vi giro il mio ricordo e, in calce, l’ultima sua poesia, more solito di satira politica.

Giornalista, figlio di giornalista, marito di giornalista, Vieri era un uomo pieno di passioni e che non s’è certo annoiato nella sua vita: dalla carriera lampo al Sole 24Ore (redattore, inviato, vicedirettore a soli 27 anni), potente ufficio stampa in Montedison, all’Inpgi da consigliere a presidente per quasi trent’anni, collaboratore d’un numero infinito di testate e tv e pure docente in Cattolica intesa come università, melomane innamorato della Scala,  ha scritto libri, libretti (e anche libelli feroci, come un poemetto antiberlusconiano) di storia, economia e aziende, musica, biografie…
Era iscritto al newsgroup di Nuova Informazione: leggeva, approvava o disapprovava, però poi mi mandava i suoi commenti a parte.

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