ELEZIONI INPGI 2020 – IL PROGRAMMA E I CANDIDATI

inpgiL’Inpgi all’Inpgi! Difendiamo le pensioni presenti e future, difendiamo la nostra autonomia.
È con questo spirito, battagliero e determinato, che le componenti lombarde che fanno capo a #controcorrente (tra queste anche Nuova Informazione) si presentano alle prossime elezioni dell’Isituto di Previdenza Nazionale dei Giornalisti Italiani. Qui di seguito il programma e tutti i candidati. Leggi tutto »

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Te la do io la pubblicità! Una proposta

di Marina Cosi
Dopo l’analisi, nella discussione sul ribaltamento dei rapporti di forza fra giornalismo e pubblicità entra la proposta di Raffaele Fiengo: raccogliere documentazione per la ricerca da lui già avviata presso la Fondazione Murialdi. Chi può, dia una mano. E giacché dico anche la mia: giusto essere severi soprattutto con se stessi e andare sino in fondo con il bisturi dell’analisi, ma va tenuto in conto che stiamo vivendo un passaggio epocale, di radicale trasformazione dei tempi e modi di produzione (e di fruizione) dell’informazione, della comunicazione, della stessa formazione. Primo passo per superarlo è prenderne atto. E difatti Leggi tutto »

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Addio Mirella Pallotti, collega “scomoda”

Aveva 73 anni, Mirella Pallotti, ed è stata una brava giornalista. Prendeva tutto sul serio, anche troppo secondo certuni. Lavorava duro, controllava ogni passaggio ed esigeva molto. La leggenda dice che da direttrice telefonasse ai collaboratori alle sei del mattino; magari erano le 7 o anche le 8, ma comunque presto di sicuro. Delegava poco e non accettava interferenze. Il risultato sono stati sia giornali che andavano benissimo, sempre un passo avanti rispetto a quelli della concorrenza, sia scazzi memorabili con le rappresentanze sindacali. Fondamentale la battaglia che ingaggiò per modificare la legge sullo stupro (ne scrive qui a seguire Valentina Strada). Poi denunciò all’Ordine – che istruì un procedimento, in cui lei testimoniò – le interferenze della pubblicità sulle scelte dei temi giornalistici, Leggi tutto »

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Se le domande superano le risposte

Quando le domande restano inevase, quando superano in numero ed importanza le incerte risposte, c’è da preoccuparsi. Significa che i criteri di giudizio, gli schemi politici, i paradigmi sociali cui facciamo affidamento non sono più sufficienti. Peggio: sono superati e dunque inutili. Mentre le sardine ci richiamano al primario dovere della civiltà nei rapporti e mentre tuttavia i rapporti con la erre maiuscola – economici e dunque di potere – tornano ad esprimersi esclusivamente con la forza (*), succede “qualcosa” nella stampa che potrebbe stravolgere il mondo dell’informazione o salvarlo o chissà. Ce lo siamo chiesti nel nostro gruppo di discussione, sollecitati a riflettere da questo post
di Michele Urbano
Repubblica, la Stampa e un tot di quotidiani locali cambia editore. Leggi tutto »

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Il sottosegretario Martella in ALG: «Cambio di passo»

On. Andrea Martella

Andrea Martella

Un cambio di passo del nuovo governo nell’affrontare la crisi dell’editoria. Lo ha rivendicato con forza questa mattina Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, che ha partecipato a un incontro-dibattito con il sindacato, i cdr e i giornalisti lombardi nella sede dell’ALG.
Molti gli interventi, prima quelli “istituzionali”, tra questi, quello lucido e fermo della nostra Marina Macelloni, presidente dell’Inpgi, che ha ricordato l’impatto pesante che i prepensionamenti hanno avuto tra il 2009 e il 2019: 1121, reddito medio 95mila euro, mancati introiti di contributi nei 5 anni di scivolo, 167 milioni di euro.
Poi quelli dei cdr. Molte le domande rivolte al sottosegretario, dai contributi all’editoria, essenziali per non chiudere testate e bruciare altri posti di lavoro, alla questione agenzie di stampa: «stiamo studiando se ci sono le condizioni giuridiche per modificare l’attuale sistema dei bandi per l’acquisizione da parte della pubblica amministrazione dei servizi di informazione primaria», ha spiegato Martella.
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La trattativa Fnsi-Aran ha riacceso i motori

Qualcosa si muove nell’incompiuta trattativa per riconoscere lo status professionale e il relativo contratto ai colleghi che lavorano per la pubblica amministrazione. Dopo un anno e mezzo di stasi finalmente si è rimessa in moto la macchina delle trattative e dunque il segretario Fnsi, Raffaele Lorusso – con la vicesegretaria Costante e al vicedirettore Daquanno – ha incontrato oggi Antonio Naddeo, presidente di Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni). Leggi tutto »

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Fiengo: giornalismo diffuso per la democrazia

di Raffaele Fiengo
(intervento al convegno della Fondazione Murialdi sulle radici del giornalismo, con la premessa: “Avevo deciso di essere un po’ ruvido, sarò’ dunque anche un po’ sommario: una sorta di abstract”). L’ultima volta che ho parlato con Murialdi, a casa sua a Milano, e Alberto Ferrigolo se lo ricorderà, Paolo, che criticava amorevolmente alcune miei azioni (come quando ho letto 300 stipendi, sia pure senza i nomi, a un congresso per ottenere una politica retributiva più equa) mi ha detto però una cosa che mi assolveva. Mi fece davvero piacere allora e oggi mi permette di parlare senza ipocrisia: “Tu però hai un merito che sembra un difetto, è quello della separatezza”. Mi identifico dunque, in tutto quello che è stato, nella rivolta delle redazioni e soprattutto nelle persone che qui rappresentano il passato, che non è passato, perché sono in gioco esattamente i valori da difendere e praticare oggi. Leggi tutto »

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Editoria, tragico bollettino. Uniti si vince?

giornali
di Oreste Pivetta
Licenziamenti, prepensionamenti, cassa integrazione, accordi di solidarietà per ridurre gli stipendi. E poi ricatti, minacce, illegalità, abusi, sfruttamento, precarietà…. Sono queste le parole che descrivono la condizione di molti (molti che diventano sempre più numerosi) tra i molti che lavorano nei giornali, nelle televisioni, tra la carta e l’etere, tra la tradizione e l’innovazione, talvolta solo apparente, della comunicazione e della informazione lungo le catene del web. Sono le parole che descrivono una crisi iniziata almeno un ventennio fa, ma che si è inasprita negli ultimi anni, negli ultimi mesi, una crisi che trova, in Italia, spiegazioni diverse: la caduta dell’economia, il degrado culturale e della politica, la rivoluzione tecnologica, la sudditanza ai “poteri forti” della pubblicità e del marketing.
Come hanno risposto gli editori? Chiudendo, comprimendo, svendendo i contenuti in cambio di detersivi o di creme di bellezza, ricorrendo in modo massiccio agli ammortizzatori Leggi tutto »

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Liliana, Piero e la speranza affidata ai ragazzi

Una donna ed un uomo e che donna e che uomo, in migliaia nella stessa serata di pioggia battente davanti allo scellerato Binario 21 e subito dopo nel cuore della municipalità a Palazzo Marino: nel segno di “Milano non odia” ma “Milano non dimentica”. serata Liliana Segre (2)
Sala Alessi per Piero Scaramucci
Per Liliana Segre persone d’ogni età in ascolto, che applaudono, che cantano Bella Ciao, che piangono alcuni, elencando memorie di un passato che vorrebbe tornare, giovanissimi che dicono “ora ho capito”, un anziano si sente male – fate corridoio per la barella! -, lettere di donne d’allora dai campi liberati, l’organisieren che tutto pervadeva e l’amara ironia del mai abbastanza rimpianto Gianfranco Maris sulla mole d’informazioni che abbiamo grazie proprio alla mania compilatoria tedesca, le riflessioni riprese da André Glucksmann sull’oggi epoca dell’odio-fai-da-te, neanche uno dei tanti bambini che pianga o chieda di andarsene affascinati come sono dai suoni misti di pioggia battente con parole e suoni, Emanuele Fiano che legge Se questo è un uomo, la studentessa che a scuola aveva ascoltato Liliana Segre e che ora davanti a questa folla bagnata dice d’aver finalmente capito “quel che nel profondo lei voleva dirci: Al di là di ogni ideologia, se metti al centro i diritti umani sei dalla parte giusta“.
Una corsa da cronista sino a piazza Scala, dentro Palazzo Marino, in Sala Alessi, già stracolma per “il tributo” a Piero Scaramucci, tanto piena che inflessibili commessi ti sospingono in un’altra saletta. Radiopopolare, creatura di Piero, nata da una sua costola e che poi lui era tornato ad accudire. Prima ancora la Rai con pezzi di redazione milanese d’allora ed altri “espatriati a Roma” per dovere di carriera, colleghi, direttori, tecnici e tco, Antonino Di Bella autoironico; tutti che annuiscono ricordando. Quindi il sindacato dei giornalisti Leggi tutto »

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Oggi con Piero, quindi anche con Liliana

Ricordiamo che stasera, assieme alla presidenza del Consiglio comunale di Milano e a Radiopopolare, “chiacchiereremo” con Piero Scaramucci, che fisicamente se n’è andato, ma vigila su di noi. C’è ancora tempo per iscriversi (ore 21 Sala Alessi; in calce le modalità già inviate nel nostro newsgroup). E siccome i tempi sono bui l’appello alla vigilanza, che sempre Piero ci rivolgeva, ci condurrà anche alla precedente manifestazione a protezione di Liliana Segre (ore 18.30, Binario 21). “Chi ha conosciuto Piero, chi conosce Liliana comprenderà il senso profondo che li unisce” – scrive Danilo De Biasio – “La senatrice da ragazzina è stata venduta dai fascisti per diventare una schiava del campo di sterminio di Auschwitz. Salvata dal caso, non per merito, come ama ripetere, ha passato il resto della sua vita a ricostruire un equilibrio, concentrandosi sull’amore per i suoi cari. Una volta diventata nonna Liliana Segre ha deciso di raccontare l’orrore di Auschwitz. Leggi tutto »

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