“L’editoria è un settore culturale non assistito”: il sottosegretario Malinconico annuncia per gennaio i nuovi criteri dei fondi pubblici

(ANSA) – ROMA, 20 DIC – Il governo definirà “a gennaio” i nuovi criteri per la ripartizione dei fondi pubblici per l’editoria: è l’impegno del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per il settore, Carlo Malinconico, che sottolinea il legame tra l’elaborazione dei nuovi criteri e la gestione delle stesse risorse. “Il governo – ha spiegato Malinconico, intervenuto oggi alla Fnsi a un incontro sui cento anni del contratto di lavoro giornalistico – ha voluto avviare subito i contatti per capire al meglio come gestire la situazione. Il forte appello lanciato nei giorni scorsi dal presidente della Repubblica è la guida per il nostro intervento, che deve tendere alla bonifica del settore, ai risparmi, ma anche alla salvaguardia del pluralismo. Da subito ci siamo messi al lavoro per definire i nuovi criteri nel più breve tempo possibile”. Malinconico ha ricordato che “con l’ultima legge di stabilità, le risorse per la contribuzione pubblica per l’editoria hanno subito un taglio particolarmente significativo”. Ma proprio la definizione dei nuovi criteri aiuterà, a suo giudizio, il settore a utilizzare in modo rigoroso i fondi: “Dobbiamo presentarci in modo virtuoso per dimostrare che abbiamo bisogno delle risorse per sopravvivere: se completeremo la riforma, sarà più facile dire che è necessario mantenere in vita i giornali” a rischio. La ridefinizione dei criteri servirà, in sintesi, “a fare chiarezza nel settore della contribuzione pubblica, ad aiutare i giornali che garantiscono il pluralismo e a eliminare invece – ha concluso Malinconico – le situazioni che sprecano risorse”.

Come si ricorderà i fondi dell’editoria, in questi anni, sono andati calando. Nel 2007 erano 564 milioni di euro con la legge di stabilità approvata dal Parlamento, prima del governo Monti, nel 2012 sono quasi 138 milioni di euro. Nei giorni scorsi lo stesso Malinconico aveva, tra l’altro ribadito la natura dei fondi. “L’editoria è industria culturale del Paese. Non vorrei che passasse nell’opinione pubblica l’idea che è un settore assistito”, aveva detto il neo sottosegretario all’editoria della Presidenza del Consiglio, Carlo Malinconico, durante l’audizione in Commissione Cultura alla Camera. “Secondo le stime – ha spiegato Malinconico – il 10% di ciò che va in edicola riceve contributi. E’ giusto saperlo. I contributi indiretti sono stati cancellati nel 2010, non ci sono più tariffe agevolate. Questo ha portato 250 milioni di euro di risparmio di spesa per lo Stato. Siamo in attesa del beneficio sul credito d’imposta per la carta”. “Giornali e libri – ha continuato – stanno vivendo un momento difficile, nei primi dieci mesi del 2011 c’é stata una contrazione dei ricavi sia in termini di vendite sia di pubblicità. Per i quotidiani del 2,62% nei primi dieci mesi 2011 rispetto all’anno precedente. Nella pubblicità c’e stato un calo medio del 4,6% sia per i quotidiani che per i periodici. E’ positivo invece il dato sulla lettura sia per i libri che per i giornali. Ci sono 24 milioni di lettori al giorno medio. Questo porta a dire che il sistema è vitale anche se sta attraversando un momento di crisi. Il 2012 sarà un anno di transizione. Anche se il tempo dei soldi a pioggia per tutti è finito”, ha tenuto a sottolineare Carlo Malinconico.

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