Turchia, tre giornaliste arrestate e una quarta malmenata

Appelli, appelli. Intanto la Turchia trattiene in carcere ben 70 giornalisti. A loro ieri si sono aggiunte tre giornaliste, arrestate, ed una quarta picchiata durante una manifestazione di protesta. Le Federazioni dei giornalisti, quella europea e quella internazionale, hanno protestato, ovviamente, lanciando un appello ad Erdogan che lascerà, come i precedenti, il tempo che trova. Questo il comunicato congiunto e le dichiarazioni della federazione europea e e dell’Unione giornalisti turchi:

Bruxelles, 7 gennaio 2021 – Tre giornaliste sono state arrestate e un’altra è stata picchiata dalla polizia il 5 gennaio durante una protesta, nella capitale turca Ankara, contro la scomparsa di uno studente curdo un anno fa. La Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ), la Federazione europea dei giornalisti (EFJ) e la loro affiliata, l’Unione dei giornalisti della Turchia (TGS) hanno condannato la violenza e chiesto il rilascio immediato dei colleghi imprigionati. Habibe Eren e Oznur Deger, giornaliste dell’agenzia di stampa femminista Jin News e la giornalista freelance Eylul Deniz Yasar, erano tra le 18 donne arrestate mentre coprivano la manifestazione che ha segnato il primo anniversario della scomparsa dello studente curdo 22enne Gülistan Doku.
Alcuni resoconti dei media dicono che le donne potrebbero essere state torturate dalla polizia. Al momento non ci sono ulteriori informazioni sul luogo della loro detenzione. Nel bel mezzo delle proteste, il giornalista dell’Agenzia Mezopotamya (MA) Mehmet Günhan è stato picchiato dalle forze di sicurezza che gli hanno anche confiscato la tessera stampa mentre seguiva la manifestazione davanti al municipio, nel quartiere centrale di Çankaya. L’agenzia Jin News, le cui inchieste si sono concentrate in particolare sui diritti delle donne e sulle violazioni dei diritti umani da parte delle forze di sicurezza, è stata presa di mira dal governo turco, che accusa lo staff di sole donne di propaganda terroristica. Anche alcune loro inchieste sono state oscurate e il sito web bloccato più volte all’interno del Paese. I giornalisti turchi sono spesso soggetti a detenzione arbitraria. Attualmente, l’Unione dei giornalisti turchi (TGS) ha documentato come siano ben 70 i giornalisti e operatori dei media incarcerati. Sul suo account Twitter, il 5 gennaio TGS ha pubblicato questo brevissimo comunicato: “I giornalisti di Jin News Habibe Eren e Öznur Değer, che volevano assistere all’azione della piattaforma femminile di Ankara per Gülistan Doku, sono stati picchiati e detenuti oggi dalla polizia. Condanniamo questo atteggiamento nei confronti dei giornalisti. Vogliamo che i nostri colleghi vengano rilasciati immediatamente”.
“Le giornaliste donne sono sempre più esposte ad atti di violenza in Europa” – ha aggiunto il segretario generale dell’EFJ (la federazione europea della stampa, ndr) Ricardo Gutiérrez – “È importante che le testate giornalistiche implementino politiche, linee guida e formazione sensibili al genere. Queste politiche dovrebbero includere anche supporto per la sicurezza fisica, supporto psicologico e formazione sulla sicurezza digitale”.
Il segretario generale della Federazione, Anthony Bellanger, a sua volta ha dichiarato: “Le detenzioni arbitrarie, la tortura e gli abusi contro i giornalisti sono diventati una pratica quotidiana in Turchia, stato che è il più grande carceriere europeo di giornalisti. Chiediamo il rilascio immediato di tutti i nostri colleghi ancora in carcere e la garanzia che possano lavorare senza paura. Chiediamo al presidente Erdogan di interrompere immediatamente la sua campagna diffamatoria contro la stampa”.

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