Contratto, il dialogo (faticosamente) continua…

di Paola Manzoni, Commissione Contratto

fuocoamicoLo scorso 9 aprile ci eravamo lasciati, qui sul sito di Nuova Informazione, con le parole di Guido Besana, che, nell’ufficializzare l’apertura del negoziato FNSI-FIEG per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico, ci annunciava la nascita di quattro gruppi di lavoro sui seguenti temi: Innovazione e nuovi profili professionali; Ammortizzatori sociali e formazione; Lavoro autonomo; Aspetti previdenziali e indennità ex fissa.

Giovedì 25 luglio ci si è ritrovati in sede Federale a Roma per fare il punto di questi mesi di lavoro e consultazioni ristrette e congiunte. Un punto certo non definitivo, e in alcuni casi non esaustivo, ma quanto meno forte di qualche segnale positivo. In primis, l’essere riusciti – in questo momento di crisi esponenziale – a non interrompere il dialogo con la FIEG e anzi a ribadire che “il Contratto è volontà delle parti” (come ha tenuto a sottolineare il Segretario Siddi), non è cosa di poco conto.

Nella sua introduzione il segretario ha anticipato i punti salienti di questi mesi di lavoro, richiamando l’attenzione sulla necessità di far crescere il dialogo con la FIEG entro metà settembre, onde arginare le pressioni di alcuni editori di arrivare a una disdetta formale del contratto entro fine anno (che altrimenti verrebbe prorogato automaticamente di un anno), e ha messo subito il dito nella piaga: per gli editori la parola d’ordine è “discontinuità”, nel segno della riduzione di tutti i costi possibili, per noi invece la parola è “innovare”, e non solo in termini di figure professionali. Il quadro editoriale che vede già il 30%, e presto il 40%, delle aziende ridurre i loro organici, il quadro economico del settore che “è saltato, con le banche che stanno comandando sui piani editoriali”… tutto questo non aiuta certo il confronto contrattuale.

Che comunque, faticosamente, continua.

Si è quindi fatto il punto sullo stato dell’arte dei lavori delle Commissioni Paritetiche Contrattuali, parlando di:

–       Innovazione e nuovi profili professionali, perché il modo di fare informazione è GIA’ cambiato e necessita di tempi-modi-figure-strumenti adeguati, con la disponibilità da parte degli editori ma pure dei giornalisti art.1 di trovare un nuovo modo di fare questo lavoro

–       Ammortizzatori sociali e formazione, con conti sempre più difficili da gestire/digerire (e se per la Formazione la FIEG ha delegato finalmente un referente per discuterne, non ha apportato praticamente alcun contributo al tema degli ammortizzatori sociali)

–       Lavoro autonomo, con la proposta di introdurre nel CNLG una lettera-contratto che stabilisca ogni volta, nei dettagli, termini, tempi, modi, compenso del lavoro commissionato, con l’inclusione rigide regole rispetto ai tempi di pagamento (oltre a una percentuale – non meno del 50% –vincolante in caso di mancato utilizzo del lavoro prodotto); altro punto importante, il superamento di qualsiasi vincolo di esclusività e il rispetto del contenuto del lavoro prodotto che, in caso di modifica dello stesso, richiede un accordo con il giornalista autore, pena l’eliminazione della firma a tutela della dignità professionale del medesimo. Punti importanti, che però non hanno trovato il pieno gradimento dei rappresentanti dei lavoratori autonomi presenti in FNSI giovedì, che si aspettano molto di più dal nuovo Contratto, per coerenza con tempi che vedono il lavoro autonomo in costante aumento e quello contrattualizzato in altrettanto costante recessione; va detto, però, che questo si scontra con la volontà degli editori, che al contrario aspirerebbero addirittura all’abolizione – per dirne una – dell’art.2

–       Indennità ex fissa, con la proposta di riformare questo istituto, ormai nei fatti (e nei conti) insostenibile (al momento per chi ha richiesto l’ex fissa c’è una lista d’attesa di 10 anni)

Lo stesso pomeriggio del 25 era poi previsto un incontro tra FNSI e sottosegretario, per appurare se il Governo ha davvero preso coscienza della necessità di un intervento che sia volto non solo all’uscita delle persone, ma anche e soprattutto a far ripartire il settore.
Ora, pausa estiva e a settembre si riparte.

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