Che lo statuto Alg sia almeno adeguato ai tempi

imageFormalizzate, in una lettera al presidente dell’Alg Giovanni Negri, le proposte di Nuova Informazione sulle modifiche da apportare allo Statuto dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti. Il testo, discusso e condiviso dai consiglieri lombardi della nostra componente, prevede fra l’altro che le pari opportunità siano inserite tra gli scopi associativi, che la Consulta di cdr e fiduciari sia (o torni ad essere) un organismo statutario come pure lo siano Cpo e Lavoro autonomo, che cambino i rapporti numerici in Direttivo fra Professionali e Collaboratori, che requisito per associarsi all’Alg sia l’iscrizione all’Inpgi, che infine le regole elettorali vincolino ad una forte presenza di genere.

Questa la lettera:
“Caro Giovanni,
ti trasmetto un riassunto delle proposte sulle modifiche che a nostro parere vanno apportate allo statuto in aggiunta al lavoro di coordinamento del testo che hai portato all’ultima riunione.
Conformemente allo Statuto Federale va inserito fra gli scopi dell’associazione il principio delle pari opportunità.
Tra gli organismi statutari devono essere inseriti esplicitamente :
La consulta dei cdr e fiduciari, che come tu hai proposto elegga fra i suoi membri iscritti al sindacato un presidente,
l’ufficio sindacale composto dal presidente, dai membri della giunta o del direttivo cui il presidente assegna delega sindacale e dal presidente della consulta dei cdr,
La commissione pari opportunità,
La commissione lavoro autonomo.
La composizione del direttivo può essere di venti professionali e cinque collaboratori o ventiquattro professionali e sei collaboratori. Analogamente nella giunta vanno previsti quattro professionali e un collaboratore, non due. Per le iscrizioni nei due elenchi, professionali e collaboratori devono essere riprese le previsioni inserite a Bergamo nello statuto federale.
Requisito aggiuntivo per l’iscrizione deve essere l’iscrizione all’inpgi, gestione principale o separata, con contribuzione attiva o da pensionati.
Per quanto riguarda le elezioni la previsione che le liste debbano essere formate con almeno il 40% di candidature di ciascun genere e che l’elettore debba assegnare le preferenze alternate, cioè che il numero di preferenze assegnate a un genere non possa essere superiore di quelle assegnate all’altro di più di una, pena l’annullamento delle preferenze espresse rimanendo valido solo il voto di lista.
Infine che a parità di voti, in tutte le elezioni, prevalga in prima battuta il/la candidato/candidata del genere meno rappresentato tra gli eletti.
Grazie, a presto,
Guido Besana”

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