Mario Consani

Asolano di origini, temporaneamente milanese dall’87, ha compiuto di malavoglia 50 anni, è sposato, ha due figli e immagina di essere stato il primo (forse l’unico) giornalista italiano ad aver goduto di due aspettative di paternità. Possiede una polverosa laurea in legge ma è diventato professionista frequentando l’Ifg a metà degli anni ’80, quando era l’unica scuola di giornalismo italiana. Dall’89 è redattore del “Giorno” e da quasi vent’anni si occupa di cronaca giudiziaria. Ha scritto un libro su Piazza Fontana con prefazione di Dario Fo (ne è orgoglioso) e un libretto sulla calda fine degli anni ’70. Nel secolo scorso (’97-’99) è stato nel cdr del quotidiano che fu dell’Eni e dal 2007 è consigliere dell’Ordine e siede negli organi direttivi della Scuola di giornalismo Walter Tobagi che l’Università Statale gestisce insieme all’Ordine. Ha curato insieme all’avvocato Guido Camera un paio di libretti su etica e deontologia nel giornalismo, ha contribuito alla stesura della Carta del carcere e della pena che si occupa del delicato rapporto tra giornalisti e persone private della libertà e sempre in quest’ottica si è occupato del primo seminario per giornalisti Media & carcere (conta di organizzarne un secondo). Nel novembre 2011 ha contribuito all’organizzazione a Milano del seminario internazionale di tre giorni riservato ai giornalisti con un giudice e lo staff della Corte penale internazionale dell’Aja.

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