Inpgi, le innovazioni di questi 4 anni

L’Inpgi in questi quattro anni ha messo in sicurezza i propri conti, ha confermato una gestione in attivo, nonostante le gravi difficoltà imposte dall’attuale crisi del mercato editoriale, ed ha inoltre proceduto alle seguenti innovazioni in difesa del patrimonio e della solidarietà di categoria:
– la riforma delle pensioni graduando l’innalzamento per le donne,
– l’aumento delle aliquote contributive a carico degli editori,
– gli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato dei disoccupati,
– l’incentivo per le assunzioni di giornalisti sotto i 35 anni d’età,
– la creazione del fondo per gli stati di crisi finanziato dal governo e dagli editori,
– l’allargamento del welfare dei giornalisti a favore dei colleghi iscritti alla gestione separata,
– l’equilibrata gestione del tetto del cumulo tra pensione a altri redditi,
– il buon rendimento del patrimonio mobiliare e le nuove iniziative immobiliari a Milano e Roma.

Cambiano i governi ma non i tentativi di mettere le mani sulla cassa, anche attraverso l’imposizione di regole eccessivamente stringenti (come una proiezione della sostenibilità del sistema a 50 anni). Alla ministra Elsa Fornero che presuppone scarsa trasparenza nei conti va ricordato che proprio il ministero del Lavoro siede nel cda dell’Inpgi, che proprio i ministeri di Welfare ed Economia hanno approvato pochi mesi fa la manovra dell’Inpgi e infine che i bilanci dell’Istituto sono pubblici. Anzi, senza finta modestia, possiamo dire che l’Inpgi dovrebbe essere preso a modello, a partire dalla propria lungimiranza, con cui ha proceduto ad una riforma necessaria senza attendere che lo chiedesse un governo e riuscendo anche così a mantenere inalterata la gran parte dei livelli delle prestazioni pensionistiche.

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