Il giornalista deve avere il coraggio di ricordare

Stefania Consenti riflette sul ruolo del giornalista nella trasmissione della Memoria. Su quel dovere troppo spesso messo da parte o in secondo piano. Perché, come ricorda Frediano Sessi «C’è da molti anni in Italia un uso pubblico della storia.  In tal modo, ciò che si ottiene è molto spesso solo una semplificazione della storia e della complessità dei problemi che si affrontano, con tutto vantaggio per la retorica. Si sollecitano buoni sentimenti, tristezza collettiva, poi tutto torna come prima». Compito del giornalista è continuare a porre domande e sollevare interesse, perché nulla torni come prima.

L’intervista è stata realizzata il 14 gennaio 2012 al termine della presentazione del suo ultimo libro Il futuro della memoria. Conversazioni con Nedo Fiano, Liliana Segre e Piero Terracina, testimoni della Shoah.

 

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