Femminicidio, per una cronaca corretta

Scriverne, ma scrivere “bene”, con rispetto e completezza. Per non aggiungere violenza alla violenza già perpetrata. Il Consiglio nazionale dell’Ordine oggi ha recepito il decalogo su maltrattamenti e femminicidi stilato dalla Ifj sulla base del documento 8 marzo 1993 dell’Onu. Primo passo d’un lungo cammino che porterà la categoria a conoscerlo ed applicarlo, in redazione, nelle scuole di giornalismo, nei corsi d’aggiornamento professionale. Questo il comunicato:

“Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha fatto proprio, in piena condivisione, il documento della Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) a proposito di violenza sulle donne, elaborato nel solco della Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1993.
In particolare il documento richiama i giornalisti all’uso di un linguaggio corretto, cioè rispettoso della persona, scevro da pregiudizi e stereotipi, ad una informazione precisa e dettagliata nella misura in cui i particolari di un accadimento siano utili alla comprensione della vicenda, delle situazioni, della loro dimensione sociale. Ad esempio, adottando nei casi di femminicidio il punto di vista della vittima, possiamo ridarle la dignità e l’umanità che, in una cronaca quasi sempre centrata sulla personalità dell’omicida, vanno perdute.
Ancora il documento offre indicazioni importanti circa il rapporto che il/la giornalista può instaurare con chi ha subito violenza, salvaguardandone l’identità, evitando la descrizione circostanziata dei luoghi, preservando quindi il diritto alla privacy.
Il testo sottolinea inoltre l’opportunità di arricchire la narrazione di dati, annotazioni, pareri di esperti che servano a collocare gli atti di violenza nel loro contesto storico e culturale, consentendo ai lettori di comprendere quanto sia infondata la convinzione che “la violenza sulle donne sia una tragedia inesplicabile e irrisolvibile”.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine promuoverà la massima diffusione di questo documento, in tutte le sedi possibili, a partire dalle scuole e dai corsi di formazione professionale”.

Qui il link al testo dell’OdG

Qui invece all’articolo di Giulia

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