Noi e la manovra Monti

Lunedì scorso s’è riunito il coordinamento degli enti di categoria per discutere un passaggio del Dl appena approvato dal Consiglio dei ministri. Sui 50 anni di sostenibilità noi, virtuosi come siamo, abbiamo già dato (con la norma che, proprio nei giorni scorsi, ha avuto il via libera dei ministeri competenti). Sulla fattibilità in tre mesi d’una verifica generale della proiezione contabile abbiamo invece delle perplessità. E comunque un dialogo prima di varare alcunché sarebbe gradito… Ecco il comunicato:

 

COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI DEI GIORNALISTI

FNSI – CNOG – INPGI – CASAGIT – FONDO

Roma, 5 dicembre 2011

Il Coordinamento degli Enti di categoria dei giornalisti italiani (composto
dai vertici di Ordine-Fnsi-Inpgi-Casagit-Fondo Integrativo) si è riunito oggi
alle 16 presso la sede dell’Istituto di previdenza per analizzare il Decreto
Legge approvato dal Consiglio dei Ministri. Questo il comunicato congiunto.

“Inevitabile il rigore, necessaria la ricerca di una maggiore equità,
ineludibile una spinta alla crescita che interessa anche il settore
giornalistico che ha assistito, solo nell’ultima settimana, alla sospensione
delle pubblicazioni da parte di tre quotidiani.
Di fronte alla grave crisi che vive il Paese, il Coordinamento degli Enti di
categoria dei giornalisti italiani torna ad auspicare un forte coinvolgimento
da parte del Governo e del Parlamento nell’ottica di provvedimenti che
raggiungano il massimo dell’equilibrio sui versanti ordinistici, previdenziali
e di mercato del lavoro. E’ il caso della previdenza privata, della quale fa
parte l’Inpgi, raggiunta da una norma che aumenta da 30 a 50 anni la
sostenibilità dei conti rilevati nei bilanci tecnici. L’istituto di Previdenza
dei Giornalisti Italiani, proprio in queste settimane, ha portato a termine una
riforma, approvata dai Ministeri dell’Economia e del Lavoro, che pone in
sicurezza i conti con un patrimonio sempre crescente nei 50 anni, rispondendo
puntualmente proprio a quel criterio di sostenibilità che viene ritenuto
centrale dalla nuova norma.
Ogni ulteriore elemento di equità che fosse applicato al sistema va affrontato
con equilibrio e in un orizzonte temporale sufficiente a consultare gli Organi
preposti proprio in virtù dell’autonomia degli Enti ribadita anche dal
Consiglio dei Ministri. Appare molto stringente e di impossibile applicazione
la data del 31 marzo 2012 come frontiera ultima della verifica dei conti
prospettici dell’intero sistema previdenziale privato. La garanzia di equità
tra generazioni si incardina anche nella transizione dei sistemi che risulta
complessa in virtù di una stratificazione di norme e metodi di calcolo che si
sono sviluppati, dentro ogni singola categoria professionale, negli ultimi
decenni”.

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