Bocca iscritto al Famedio, il 2 novembre

Giorgio Bocca va dove gli spetta. Il prossimo 2 novembre, alle 11.30 si terrà la cerimonia d’iscrizione al Famedio del cimitero Monumentale di altri quattro partigiani: Alessandro Vaia, Stellina Vecchio, Alba Dell’Acqua Rossi e appunto Giorgio Bocca. Il sindaco Giuliano Pisapia

e il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo presenzieranno: il Comune di Milano ha fortemente voluto riprendere il proprio ruolo di città medaglia d’oro della Resistenza (dopo che, come ricorderete, sotto il governo Moratti, si “salutavano” i caduti repubblichini). Saranno presenti molte sezioni Anpi, anche la “nostra”, ossia la Sezione Centro a cui aderisco diversi colleghi di Nuova Informazione, ma nessuna associazione potrà portare la bandiera, per espresso divieto e per intuibili motivi del protocollo municipale. Ed ecco una breve biografia di Giorgio, centrata esclusivamente sulla sua esperienza partigiana:

Giorgio Bocca

Medaglia d’Argento al Valor militare. Nel 1943 Giorgio Bocca decide di aderire al Partito d’azione. A questa scelta lo induce sicuramente l’esempio dell’amico Benedetto Dalmastro assai vicino a Tancredi “Duccio” Galimberti. L’8 settembre, alla firma dell’armistizio, raggiunge con Dalmastro e un gruppo di compagni, dopo aver raccolto le armi abbandonate nelle caserme di Cuneo, la frazione Frise di Monterosso Grana. Nasce così il primo nucleo della locale banda partigiana di “Italia Libera”. Comandante di banda della formazione in Valle Maira, nella primavera del 1944 Bocca é inviato a stabilire le basi della Brigata Giustizia e Libertà “Rolando Besana” in Valle Varaita e ne diviene il comandante. Il 5 maggio 1944 partecipa a un incontro tra partigiani italiani e francesi organizzato il 12 maggio 1944, al quale faranno seguito le intese politico-militari tra i due movimenti, stipulate il 22 maggio e il 30 maggio 1944. Nei primi giorni del 1945 Bocca è nominato comandante della decima divisione Langhe delle formazioni “Giustizia e Libertà”. Torna quindi in Val Maira, divenendo commissario politico della seconda Divisione “Giustizia e Libertà”. 

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