Se le televisioni son messe male

Tutti si ricordano il momento un cui hanno cominciato a litigare con il decoder per il digitale terrestre, hanno dovuto sintonizzare più volte il televisore, hanno perso nell’etere i canali che si erano abituati a seguire.

Beh, in realtà non tutti, visto che in buona parte d’Italia lo switch off ancora non è avvenuto. Nel frattempo, mentre una dopo l’altra le regioni hanno avviato la transizione da un sistema all’altro, molte cose sono cambiate nel quadro legislativo e regolamentare, il mercato pubblicitario è crollato e anche gli aiuti di stato all’emittenza, come quelli per la carta stampata e le agenzie, si sono ridotti.

Oggi le emittenti locali lamentano lo scippo delle frequenze, i costi per la transizione tecnologica, la perdita di ascolti dovuta al nuovo sistema di numerazione dei canali, la crisi del credito.

Molte hanno già iniziato a tagliare, e ovviamente tagliano anche sul costo del lavoro, in un settore non coperto da ammortizzatori sociali se non quelli in deroga.

Settimana scorsa abbiamo chiuso al Ministero del lavoro un difficile accordo con Antennatre Nordest,  qualcuno la ricorderà come la tv di Panto, adesso arriva una procedura di licenziamenti collettivi a TeleNorba, e sono aziende con 30-40 giornalisti. Già da tempo in Sardegna è stato dichiarato lo stato di crisi del settore, in Toscana siamo in una situazione drammatica anche perché non ci sono abbastanza frequenze.

Il 18 parleremo di questo, e altro, in un incontro promosso dal gruppo uffici stampa Brianza, con lo zampino di Aurelio Biassoni.

Venerdì 18 maggio – ore 10

IL SISTEMA TELEVISIVO DOPO LO SWITCH OFF: PROBLEMI E OPPORTUNITÀ’

Circolo della Stampa di Milano

corso Venezia 48

 

 

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