Fondo: a giorni il voto (elettronico) per il nuovo CdA

di Maria Silvia Sacchi
Dal 25 al 28 novembre si vota per rinnovare il Consiglio di amministrazione e il Collegio dei Sindaci del Fondo Pensione Giornalisti, ossia il fondo di previdenza complementare della nostra categoria. E’ davvero importante partecipare all’elezione dei colleghi che nei prossimi tre anni guideranno e controlleranno il “secondo pilastro” della categoria, quello che eroga la pensione integrativa a quella principale versata dall’Inpgi. Vediamolo nei particolari, ricordando che nel prossimo triennio la presidenza del CdA toccherà per statuto ai giornalisti, mentre gli editori guideranno il Collegio dei Sindaci.

PERCHÉ VOTARE
“Chissà se avrò mai la pensione?” Chi, soprattutto, tra i più giovani non ha mai pronunciato una frase così?
La pensione ci sarà, ma si sa che sarà più bassa rispetto al passato per effetto delle riforme previdenziali e della crisi che ha investito il mondo del lavoro, e l’editoria in particolare. L’entrata a regime del metodo contributivo porterà a un forte abbassamento della copertura offerta dal sistema previdenziale obbligatorio (si calcola che corrisponderà in media al 50/60 per cento), penalizzando soprattutto chi ha collezionato più interruzioni nel corso della propria carriera professionale. La previdenza complementare serve a questo: a colmare almeno in parte tale gap.
Naturalmente per avere una previdenza complementare occorre fare dei versamenti e più versamenti si saranno fatti più elevato sarà l’assegno. Essendo quello delle pensioni un tema di interesse generale, e non dei soli giornalisti, lo Stato incentiva fiscalmente i versamenti consentendo di dedurne una parte rilevanfe. Grazie alla deducibilità, infatti, per ogni 1.000 euro versati si risparmiano dai 230 ai 430 euro, a seconda della fascia di reddito alla quale si appartiene. Significa concretamente versarne fra 730 e 570 anziché 1.000.
Se si aderisce al Fondo di categoria, inoltre, i datori di lavoro sono tenuti a versare un ulteriore un per cento. In aggiunta allo stipendio. Ecco perché votare è importante ed è importante che soprattutto i più giovani seguano le vicende del Fondo.

COME SI VOTA
Il voto è solo elettronico e per votare è necessario munirsi del certificato elettorale. Hanno diritto di voto tutti i giornalisti che risultano iscritti al Fondo alla data del 31 luglio 2015. Si potrà votare dalle ore 09,00 del 25 novembre alle ore 20,00 del 28 novembre 2015. Come “ritirare” il proprio certificato elettorale? Ci si collega al sito www.fondogiornalisti.it e si entra nella sezione “voto elettronico”. Una volta entrati nella pagina elettorale si digita il proprio numero di iscrizione al Fondo e il proprio codice fiscale. Il numero di iscrizione personale al Fondo è indicato nella “Comunicazione periodica” annuale, che tutti gli iscritti ricevono ogni anno, e nella “card” inviata con circolare del 7 ottobre 2015.
Dopo aver digitato il numero di iscrizione al Fondo ed il codice fiscale, il sistema rilascerà automaticamente il certificato elettorale, che consiste in una password. Mediante la password, si potrà entrare nella “cabina elettorale”, dove si troverà la scheda con l’elenco in ordine alfabetico di tutti i candidati alle cariche di amministratore e di sindaco revisore.
Il certificato elettorale si può ritirare a partire dalle ore 09,00 del 23 novembre e sino alle ore 18,00 del 28 novembre.
E chi ha perso il proprio numero di iscrizione al Fondo? Lo può richiedere inviando una mail, esclusivamente dal proprio indirizzo di posta elettronica, a elezioni@fondogiornalisti.it. Si riceverà risposta entro l’orario di ufficio (9-13). Questo indirizzo è già attivo e sarà in funzione sino al 27 novembre 2015.
Quante preferenze? Si potranno indicare quattro preferenze per il Consiglio di amministrazione e una sola preferenza per il Collegio dei Sindaci.

COSA È STATO FATTO E COSA FAREMO
Nel corso del triennio che va a concludersi il Fondo Giornalisti, come tutti gli altri fondi di previdenza complementare, ha dovuto rispondere una serie di adeguamenti imposti dalla Covip, l’Autorità di controllo, e che puntano a una professionalizzazione sempre maggiore dei Fondi. È stata dunque istituita la Funzione Finanza e sulla base dell’analisi svolta da questa nuova funzione sono state riviste le linee di investimento, eliminando (almeno per il momento) quella più “aggressiva” (il comparto Crescita) che aveva un numero troppo esiguo di iscritti per sostenerne i costi, e sono stati modificati i mandati. Tutto, naturalmente, attraverso gare.
Sono state create all’interno del Consiglio di amministrazione delle commissioni dedicate: per la strutturazione del Fondo e la sua governance; per la comunicazione; la commissione Finanza come collegamento tra la Funzione Finanza e il Cda.
Personalmente ho preso parte a tutte e tre le commissioni e mi sono occupata in particolare dell’analisi delle strutture dei Fondi comparabili con il nostro e della revisione del sito Internet che è ormai pronto a partire e che lasciamo come eredità, spero positiva, al nuovo Consiglio.
Anche nel corso dei tre anni passati abbiamo dovuto far fronte alla concorrenza non sempre leale di alcuni operatori delle assicurazioni che diffondevano notizie false sullo stato di salute del Fondo, operatori purtroppo che erano anche nostri gestori (e che adesso non lo sono più). Su questo il Fondo Giornalisti come anche Assofondi ha inoltrato un’apposita segnalazione alla Covip.
Ma questo è il passato. E il futuro?
Credo che il lavoro di base sia stato fatto e che adesso si tratti di controllare bene che tutto funzioni come si deve, correggendo là dove si rendesse necessario. E, poi, di comunicare.
Comunicare ai colleghi l’importanza di costruirsi una pensione complementare. Rendere le informazioni chiare e facilmente reperibili. Aiutarli nelle scelte.
Il nuovo sito internet sarà il primo passo. Ma l’ideale per me è poter costruire all’interno del Fondo un vero e proprio servizio a cui ci si possa rivolgere per decidere in modo consapevole le proprie scelte di investimento. Il Fondo, voglio ricordarlo, non è una società con scopo di lucro, ma un istituto al servizio dei giornalisti.

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