Ispettori Inpgi, non c’è covid che tenga

Giornalisti assunti come impiegati, tecnici, grafici o contrattualizzati a tempo determinato o in vesti di collaboratori o non assunti del tutto. Li hanno scovati gli ispettori dell’Inpgi nelle loro visite regolarmente programmate da inizio anno anche in tempi di covid. Recuperando un buon gruzzoletto all’ente, 2.7milioni di euro, e un corretto inquadramento ai colleghi. Quasi il 40 per cento delle aziende “beccate” con le mani nella marmellata si è subito adeguato, spesso senza neanche attendere la fine dell’ispezione. Leggi tutto »

Pubblicato in Lavoro, Previdenza, Professione, Senza categoria, Soldi e Salute | Etichette: , , , , , , , , | Scrivi un commento

Testimoniare l’inferno. Cronache di Genova, 20 anni dopo

Fa ancora male pensarci, anche se non serve grande fantasia, perché molto venne ripreso dagli obiettivi o restò inciso nei taccuini dei colleghi arrivati da ogni parte a Genova per il G8. Impossibile dimenticare, visto che ogni tanto nuove scene di violenza istituzionale, carceraria ad esempio, ce lo impedirebbero. Così stasera dalle 18 alle 23, vent’anni dopo, i cronisti di allora assieme ai rappresentanti del Sindacato e dell’Ordine liguri, della Fnsi, a parenti di vittime, si troveranno in piazza, anzi ai giardini Luzzati, per ricordare e raccontare ancora. A distanza l’incontro potrà essere seguito in diretta su Good Morning Genova e sulle pagine social della Fnsi. Ci affidiamo alle parole del collega Zinola, ch’era stato testimone di quell’inferno e che al mestiere di giornalista ha sempre affiancato l’impegno sindacale per la categoria.

di Marcello Zinola

16 luglio 2021, i giornalisti tornano in piazza (dove sono tutti i giorni da testimoni spesso scomodi) a vent’anni dal G8. Cosa è cambiato in questi anni e quale lezione è arrivata venti anni fa? L’appuntamento è nell’arena dei Giardini Luzzati nel centro storico di Genova, con il CeSto e Good Morning Genova che manderà in diretta la serata dalle 18 sino alle 23.
Cosa è cambiato, cosa è rimasto o, meglio, dove eravamo rimasti? Ai giorni e alle notti della Diaz e del carcere provvisorio e speciale di Bolzaneto dove come nelle strade la democrazia fu sospesa e calpestata. Dalle istituzioni, dalle carenze della politica, dalle forze di polizia e dalla frangia violenta, indisturbata e mai indagata, che violentò Genova cancellando una generazione dalla politica.

Venti fa ero cronista nella città e in quello che accadeva con centinaia di altri colleghi e con altri colleghi dell’Associazione Ligure Giornalisti/Fnsi di cui ero segretario, pur lavorando, riuscimmo ad assistere 1200 colleghi, molti giovani, italiani e stranieri. Tutti appartenenti al mondo del lavoro autonomo. Ecco per la categoria fu una prima svolta. Ci credevano da prima in Liguria e in altre regioni, non tutti ne erano convinti nella categoria e nella stessa Fnsi ma quella intuizione condivisa con Paolo Serventi Longhi ha aperto la strada (ancora incompleta) di una diversa presenza, ruolo, peso di chi oggi rappresenta ormi i due terzi della “produzione” dell’informazione. Genova 2001 ha rappresentato una lezione da parte dei colleghi del giornalismo per immagini, fondamentale ieri e oggi, per documentare e testimoniare.

Genova è stata una drammatica palestra di violenza come ha ricordato in questi giorni Enrico Zucca, l’allora pm di molte indagini in cui spesso pezzi consistenti dello stato hanno pesantemente remato contro e ostacolato le inchieste: Leggi tutto »

Pubblicato in Diritti e Doveri, Lavoro, Professione, Senza categoria, Società | Etichette: , , , , , , , , | Scrivi un commento

Inpgi, parte il confronto tecnico…

… E IL COMMISSARIAMENTO E’ RINVIATO (con nota in calce). Slitta dal 30 giugno al 31 dicembre 2021 la sospensione del commissariamento dell’Inpgi, l’Istituto di previdenza dei giornalisti. Lo prevede un emendamento del Pd al dl Sostegni bis, approvato dalla commissione Bilancio della Camera. L’obiettivo, si legge nel testo, è quello di “consentire i necessari approfondimenti che saranno svolti da una commissione tecnica” composta da rappresentanti del ministero del Lavoro, del dipartimento per l’Editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell’Economia, di Inps e Inpgi. La commissione dovrà “concludere i lavori entro il 20 ottobre 2021”. Per la presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, «l’istituzione di una commissione tecnica che affronti i nodi della crisi strutturale dell’Inpgi è una buona notizia e noi siamo pronti a confrontarci con tutti gli attori del sistema in qualunque momento, tenuto conto della rilevanza istituzionale dell’attività che l’Inpgi svolge nel panorama della previdenza italiana». Nel ringraziare i deputati Filippo Sensi, Nicola Pellicani, Andrea Frailis e Massimiliano Capitanio, che hanno presentato l’emendamento, la presidente ribadisce che «qualunque soluzione si vorrà individuare per la stabilità dei conti dell’Inpgi non potrà prescindere da una seria analisi delle difficoltà e delle prospettive di rilancio dell’intera filiera dell’informazione, un settore che da troppo tempo subisce trasformazioni pesanti che hanno bloccato crescita, sviluppo e lavoro. Sono certa – conclude Macelloni – che la commissione troverà le soluzioni più adeguate a tutelare il sistema di welfare dei giornalisti italiani e a garantire il rafforzamento economico dell’intero settore». Leggi tutto »

Pubblicato in Lavoro, Previdenza, Professione, Senza categoria, Soldi e Salute | Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Scrivi un commento

Chi vuol salvare l’informazione e chi briga pro domo sua

I giornalisti italiani vogliono salvare l’informazione, la professione, da anni chiedono la cancellazione dei cococo che nel nostro mondo sono l’equivalente dei riders, desiderano leggi di settore adeguate ai tempi (che sono i tempi dell’online, della multimedialità, dell’algoritmo e del data journalism) e una legge professionale nuova, che faccia chiarezza in una professione radicalmente diversa da quella del 1963. E, soprattutto, vogliono salvare l’Inpgi, l’istituto di previdenza che significa anche autonomia dell’informazione dal potere.
Lo vuole la Federazione nazionale della Stampa e lo vuole #ControCorrente che, insieme ai suoi alleati, costituisce la maggioranza assoluta negli organismi della categoria.  Poi ci sono gli altri, quelli che sussurrano al governo, che si fanno accreditare passando attraverso le sale d’attesa dei partiti, che tirano la giacca ai portaborse per avere un appuntamento con questo o quel ministro, che sfruttano le difficoltà strutturali dell’informazione per provare a ribaltare senza passare dal voto democratico della categoria la situazione definita nell’ultimo congresso della Federazione nazionale della Stampa, a Levico. Bene, questi sono quelli che vorrebbero passare all’Inps, sono quelli che hanno un solo chiodo fisso, la protezione di se stessi.
Sì, perché loro sono quelli che negli anni hanno spolpato l’Inpgi di tutto il possibile e anche dell’impossibile – dagli scivoli pensionistici fino a quindici anni alle cure termali negli alberghi a cinque stelle, dalle strenne natalizie alle spese per i funerali – senza mai porsi il problema della sostenibilità e delle nuove generazioni, salvo adesso abbaiare alla luna con appelli che grondano malafede. Allora bisogna fare chiarezza, ricordare a chi sta sempre sui social a sparare su Fnsi e Inpgi che nel mondo reale i colleghi li hanno bocciati, che non hanno la rappresentanza delle istanze della categoria, tanto meno della Federazione nazionale della Stampa e dell’Istituto di previdenza. Nel Consiglio nazionale della Fnsi sono una sparuta minoranza, anche se provano a farsi notare facendo rumore, il rumore tipico di chi è abituato a ragionare e agire di pancia.
Di fronte ai numeri, è chiaro che i sussurratori rappresentano solo se stessi, solo le loro idee, il loro rancore, il tentativo di far saltare il sistema per riuscire ad accaparrarsi ciò che democraticamente non sono mai riusciti a fare. E’ la Federazione nazionale della Stampa che rappresenta la maggioranza dei giornalisti italiani, nessun altro. E sono gli organismi democraticamente eletti  negli altri enti – Inpgi e Casagit –  che possono parlare a nome della categoria. Tutto il resto è rumore, egoismo, clientelismo e rancore.

Comunicato di Controcorrente, 28 giugno 2021

Pubblicato in Diritti e Doveri, Lavoro, Professione, Senza categoria | Etichette: , , , , , , , | Commenti chiusi

Approvata la manovra, ora Inpgi e governo studiano l’uscita dalla crisi

Il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi oggi ha approvato a maggioranza una manovra correttiva su prestazioni ed entrate, come previsto dalle norme (art 16 quinquies legge 58/19 e proroga in legge di bilancio 2021) che davano come ultima scadenza la fine del mese. Si tratta della stessa manovra equa e socialmente sostenibile, con alcune correzioni migliorative, su cui il Cda aveva espresso un impegno a gennaio. La decisione di dar luogo alle misure, oltre che imposta per legge, coincide con la ripartenza dell’interlocuzione politica con il Governo per una soluzione strutturale della crisi dell’istituto. Obiettivo prioritario resta evitare l’assorbimento da parte dell’Inps con la certezza di ricadute sulle pensioni in essere (rischio di ricalcolo dal 1996) e su quelle future (ricalcolo sicuro dal 1996). Una soluzione strutturale necessaria, vista la perdita dei rapporti di lavoro e lo squilibrio dell’ente (che oggi conta circa 14 mila attivi e 10 mila pensionati), conseguenza di una crisi di settore senza precedenti avviata da anni.

Le misure adottate sono:

1) L’introduzione per 5 anni di un contributo straordinario, pari all’1%, a carico dei giornalisti attivi (nella formula di una maggiore contribuzione previdenziale) e pensionati: determinerà un incremento di gettito di 15,5 milioni di euro all’anno (77,5 milioni di euro in cinque anni)

2) La rimodulazione del limite di reddito cumulabile con la pensione, con l’abbassamento della attuale soglia di franchigia a 5.000 euro annui, con deroga per le pensioni di importo annuo non superiore al trattamento minimo del redattore ordinario vigente nell’anno precedente (oggi pari a 38 mila euro). In questo caso, il limite di reddito cumulabile è fissato, a decorrere dall’anno 2022, in 22.000 euro. Ciò comporterà un risparmio di spesa pensionistica quantificabile in circa 1,5 milioni di euro annui. Una misura mirata a scoraggiare il ricorso al lavoro dei pensionati nelle redazioni a scapito di giovani e disoccupati.

3) La sospensione temporanea delle prestazioni facoltative (superinvalidità, case di riposo, sussidi). Il risparmio riguarderà le nuove domande e a regime, per un risparmio di spesa annuo stimabile in 1,2 milioni di euro.

4) Poiché la pensione di anzianità erogata dall’Inpgi si consegue con 62 anni e 5 mesi di età e 40 anni e 5 mesi di contributi, è stata introdotta una percentuale di abbattimento pari al 3% su base annua, rapportata agli anni e ai mesi mancanti al raggiungimento del requisito della pensione anticipata vigente nel sistema generale e, cioè, oggi 41 e 10 mesi per le donne e 42 e 10 mesi per gli uomini. La misura potrebbe comportare una minore spesa nel primo anno di 255 mila euro, nel secondo anno di 510 mila, nel terzo anno di 765 mila euro e così via. Leggi tutto »

Pubblicato in Diritti e Doveri, Previdenza, Senza categoria, Soldi e Salute | Etichette: , , , , , , | Commenti chiusi

Pronta la manovra Inpgi, ma c’è chi spara sul pianista

Domani il CdA Inpgi varerà la delibera sulla manovra correttiva. Una manovra già studiata, delineata nei particolari e messa agli atti ormai mesi fa. Poi? Poi ci si mette in stand-by, in attesa cioè che i ministeri vigilanti l’approvino. Momento delicatissimo, questo, ma purtroppo nel frattempo è partito il frullatore ovvero i grandi irresponsabili della categoria stanno chiamando alla mobilitazione contro l’Inpgi. Non in favore: contro.

Nella proposta di manovra non c’è niente di nuovo dunque. C’è un contributo aggiuntivo a carico di attivi e pensionati, una revisione del tetto al cumulo per le pensioni di anzianità (nota: di anzianità), il mantenimento delle riduzioni per le pensioni anticipate in linea con i trattamenti INPS. In questo delicatissimo momento ecco però che danno fiato alle trombe gli amici del giaguaro, in questo caso amici del commissario. Colleghi che grazie all’Istituto hanno laute pensioni, colleghi che vedono nel commissariamento la grande opportunità di ribaltare gli organismi democraticamente eletti al governo degli enti di categoria.

Ma la mistificazione è palese. C’è una norma di legge, all’articolo 16 quinquies del decreto 34 del 2019, che prevede un percorso chiaro e definito. Richiede una manovra correttiva prima del termine del possibile commissariamento, che quindi viene rinviato, per dare il via libera al successivo provvedimento di allargamento della platea contributiva. La deadline attuale per il commissariamento è tra nove giorni. Abbiamo ottenuto finalmente un tavolo serio di confronto a Palazzo Chigi. Le misure previste sono note da sei mesi. Eppure, secondo loro dovremmo dire: “Abbiamo scherzato, mandateci il commissario”? Leggi tutto »

Pubblicato in Diritti e Doveri, Lavoro, Previdenza, Professione, Soldi e Salute | Etichette: , , , , , , , , , | Commenti chiusi

Dov’è il giornalismo? Catalogo degli errori e delle possibilità

(“Che cosa significa avere più giornalisti a raccontare la realtà” si è domandato ed ha chiesto Raffaele Fiengo intervenendo al recente convegno della Fondazione Murialdi. Un’analisi severa e di denuncia che tuttavia apre alla speranza di rilancio del nostro “mestiere” e della sua fondamentale funzione democratica).                                                      di Raffaele Fiengo

Le riflessioni che la Fondazione Murialdi sta promuovendo danno fondamento a un allarme sulla piena funzione del giornalismo in tutte le forme esistenti in questa difficile transizione. E’ cambiato il modo delle imprese editoriali, l’equilibrio e il rapporto tra i fattori di produzione Anche nei quotidiani, che – rispetto ai periodici – avevano resistito di più, negli ultimi vent’anni, sono mutati gli equilibri tra marketing, pubblicità e giornalismo. Non solo è caduto the wall, il tradizionale muro di separazione, ma mi sento di fare una affermazione che segna questa transizione: “I giornalisti ci sono, non c’è il giornalismo”. Ma piuttosto che insistere in una sterile e ricorrente denuncia appare più utile elencare fatti critici materiali, effetti gravi, che diventano prova provata dell’attuale stato delle cose: alcune “cattive” (che ci sono e potrebbero non essere irreversibili) e poi quelle “buone” (che sono in genere mancate e mancano, ma potrebbero prendere corpo). Allora procediamo per titoli veloci.

1-Il tema più recente: il fisco unico europeo. Mario Draghi ha detto nei giorni della sua chiamata: vorrei lavorare per muovere verso un unico fisco europeo. Giusto! Importantissimo, storico. Un obiettivo davvero ambizioso, che cambierebbe sul serio la vita delle persone in tutta Europa, in Italia in particolare. Un giornale è andato a raccontare il fisco francese, spagnolo, tedesco, belga, olandese..? No. Eppure interessa, e come! I redattori ci hanno pensato. Lo so. Ma non è stato minimamente fatto. Leggi tutto »

Pubblicato in Diritti e Doveri, Lavoro, Professione, Senza categoria | Etichette: , , , , , , , , , , , , , | Commenti chiusi

Casagit? In Salute

Alla fine dello scrutinio, rapido visto il voto elettronico, i candidati di “Casagit in Salute” sono stati eletti tutti e 13, posizionandosi nei primi 14 posti dei 19 da assegnare in Lombardia.

Grazie a tutti, colleghe e colleghi che hanno compreso l’importanza di un voto compatto, tanto che la “graduatoria” risultante è molto corta. Leggi tutto »

Pubblicato in Salute | Commenti chiusi

Casagit in salute, la sintesi programmatica

Per chi preferisce una sintesi al programma che potete leggere QUI ecco una sintesi in forma di volantino:

sintesi programma

Pubblicato in Agenda, Salute | Commenti chiusi

Casagit in salute, i candidati in Lombardia

il Consiglio di Amministrazione di Casagit Salute ha indetto le elezioni dalle 9.00 del 4 alle 18.00 dell’8 giugno 2021, con votazione diretta a scrutinio segreto mediante voto elettronico. Sabato 5 giugno 2021 saranno allestite postazioni per il voto assistito presso le Consulte regionali, quindi chi volesse richiedere assistenza al momento del voto potrà presentarsi in viale Montesanto 7, a Milano, e votare sempre con il sistema elettronico ma in una cabina con l’assistenza di un addetto dalle 10.00 fino alle 18.00.

A ciascun Socio elettore è attribuita una chiave segreta per l’accesso alla piattaforma di voto. E’ costituita dal codice fiscale e una password. Quest’ultima è spedita per posta o inviata attraverso News Alert a chi si è iscritto all’area riservata. E’ una password utilizzabile solo per la votazione. Leggi tutto »

Pubblicato in Agenda, Salute | Commenti chiusi
  • L’editoriale

  • News


    Visualizza tutte le news