Quelli che tagliano il ramo su cui sono seduti

di Guido Besana

Continuano le polemiche sull’Inpgi e sulla riforma. Poi si sgonfiano, ma ormai i pozzi sono avvelenati. Nei giorni scorsi i fatti hanno smentito la tesi secondo cui non sarebbe stata pagata la rata in arrivo della indennità “ex fissa”. Poi i fatti hanno smentito chi sosteneva che l’Inpgi volesse abrogare la legge Vigorelli e fosse riuscito a impedire il cumulo pensionistico.
In entrambi i casi mentre i vari cannoneggiatori in servizio permanente sparavano alla cieca la dirigenza dell’istituto andava avanti a lavorare, senza rispondere a parole ma lasciando parlare i fatti. Però non si può continuare a tacere: Leggi tutto »

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Legge sull’editoria, finalmente

Col voto contrario di Cinquestelle e Forzisti, e dopo l’anda e rianda fra Camera e Senato, il ddl sull’editoria AC2664A è ora legge e prevede, per quanto riguarda composizione e competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, una drastica riduzione a 60 dei consiglieri nazionali (attualmente 144 più 12 del Consiglio di disciplina) e soprattutto il riequilibrio della rappresentanza degli albi, con un rapporto due/uno fra professionisti e pubblicisti. Per il resto Leggi tutto »

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Dieci anni dall’assassinio di Politkovskaya. E non è finita

annadi Nadezda Azhgikhina *

Anna Politkovskaya non è stata la prima giornalista uccisa in Russia dopo la fine dell’URSS. Il giorno del suo assassinio a Mosca, il 7 Ottobre 2006, l’elenco stilato dalla Fondazione Glasnost Defens comprendeva 211 persone. Durante la manifestazione di protesta che si tenne a Mosca nella centrale piazza Pushkin, ci vollero 40 minuti per leggere tutti quei nomi. Tuttavia la morte di Anna Politkovskaja è stata la prima a suscitare un’eco internazionale risvegliando dopo anni l’interesse per i media russi. Si contano a decine ormai le conferenze internazionali, i film, i libri, per non dire dei dibattiti e degli articoli in molte lingue. Anna è diventata un riferimento esemplare di dedizione alla professione e di lotta per i diritti umani. Anche perché in dieci anni la situazione non è migliorata. Anzi: oggi il numero di giornalisti uccisi o scomparsi o morti in situazioni poco chiare in Russia è salito a 350.  Alcuni Leggi tutto »

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Il CdA Inpgi vara la riforma, all’unanimità

okIl CdA del nostro Istituto previdenziale ha approvato con voto unanime la delibera con cui viene riformato il suo regolamento. Una riforma molto, molto dura, ma equilibrata, sulla quale tutte le componenti del Consiglio hanno scelto di convergere. Condividendo la necessità di un prossimo tavolo tecnico in cui ridiscutere il finanziamento degli ammortizzatori sociali, una flessibilità in uscita che agevoli il turn over, regole diverse per accedere alla disoccupazione. Invece ha ottenuto tutti i voti tranne due la delibera specifica sull’introduzione temporanea di un contributo di solidarietà sulle pensioni, graduato per fasce. È dal ’95 che l’Inpgi è atteso al varco del contributivo; le resistenze sono state molte, e lo sono tutt’ora, anche fra chi pur riconosce la necessità di questo passo. Resistenze che altro non erano se non la speranza che in fondo bastasse anche meno. Complimenti alla Presidente Macelloni per la determinazione, la capacità politica e la lungimiranza. Leggi tutto »

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Digit, fra giornalismo nativo e figure di emme

A Prato il 21 ed il 22 ottobre, col titolo “Le conversazioni sono notizie”, si terrà la quinta edizione di Digit, ossia digit16, il festival del giornalismo digitale pensato e organizzato da Lsdi, l’associazione per la libertà di stampa e il diritto all’informazione. Con le università di Perugia, Firenze e Urbino. I dati di riferimento saranno tratti dall’ampia ricerca messa a punto dall’Ordine dei giornalisti (gruppo di lavoro “Giornalismi”) in collaborazione con Anso sul giornalismo digitale nativo, cioè non collegato a testate cartacee o emittenti radiotelevisive. Fra gli approfondimenti le epic fails, ovvero le figuracce…, ma anche, in un diluvio di terminologia inglese, snapchet, second screen experience, amp, distant articles. Per iscriversi Leggi tutto »

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Tre regole per il giornalismo. Parola di Papa

papa-e-ordine-22-sett-2016I giornalisti? Scrivendo la “prima bozza della storia” si prendono un’enorme responsabilità. Così, per orientarsi, è bene seguano tre principi guida: amare la verità, cosa fondamentale per tutti (ma ancor più per loro cioè per noi), vivere con professionalità, ben oltre leggi e regolamenti, e rispettare la dignità umana, il che è molto più difficile di quanto non sembri. Parole di Papa. Giovedì 22 settembre papa Francesco ha ricevuto il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti – udienza in Sala Clementina – e agli invitati, ossia ai massimi rappresentanti di tutti gli enti di categoria, ha tenuto un discorso tutt’altro che di circostanza.  Leggi tutto »

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Tutti i giornalismi nel contratto. O lo faranno altri

scritta-su-ciotolodi Guido Besana 

La trattativa per il rinnovo del contratto Fnsi Fieg cade in un momento di enorme sofferenza del settore editoriale in cui il lavoro giornalistico, dipendente e no, sta pagando prezzi altissimi. Al 31 dicembre 2015 i lavoratori dipendenti con contribuzione Inpgi erano 15.461, solo pochi anni fa erano arrivati a sfiorare il numero di 19.000. Quindici anni fa, poco dopo l’approvazione della legge ’62 che modificava la legge sull’editoria in considerazione dello scenario di crisi, i posti di lavoro passavano da 11.500 a 12.500. newsL’Inpgi nel 2001 spese mezzo milione di euro per pagare la cassa integrazione a 241 giornalisti, l’anno scorso tra cigs e solidarietà il costo sostenuto è stato di 22 milioni, e ha riguardato 5155 colleghi. La legge sul pluralismo dell’informazione, che arriva in questi giorni alla Camera per il suo ultimo, si spera, passaggio parlamentare, dovrebbe garantire una sostanziosa iniezione di risorse al sistema. Ed è ipocrita negare
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Fiengo e lo stato di salute del giornalismo

Una riflessione originale acuta ed argomentata, difatti non a caso firmata da Raffaele Fiengo, sul giornalismo modificato è ospitata su un portale benemerito per gli studi sullo stato dell’informazione, l’Lsdi (Libertà di stampa e diritto all’informazione) diretto da Pino Rea e presieduto da Marco Renzi. giornali-colonna-democraziaLa vicenda comincia così, a inizio estate, con una lezione di Raffaele non ai suoi studenti di Padova ma a colleghi giornalisti entro un seminario dell’Ordine della Lombardia. La tesi, dimostrata attraverso pubbliche ricerche e carte nascoste, è che il futuro del giornalismo sia dietro le spalle. Anche se qualche modo per recuperarlo esista ancora. E questo perché la grande imprenditoria editoriale ha ormai lasciato al giornalismo l’antica sua apparenza e qualche prodotto da vetrina, ma dentro l’ha scavato e svuotato, sostituendo l’informazione con la comunicazione. Non solo negli Usa, come un’indagine ormai vecchia d’un decennio ma attualissima dimostra, ma anche da noi. Ops, persino al Corrierone… Leggi tutto »

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La riforma vista da dentro: luci, ombre e …fedrizzottate

di Oreste Pivetta
art-21Ho letto qualche pagina qui e là dei resoconti del dibattito al Senato sulla legge per l’editoria, legge che tornerà alla Camera (effetti del bicameralismo, che –s’intende- non è il peggiore dei mali, bensì solo un ordinamento democratico che potrebbe garantirci in sommo grado dagli errori e dalle sviste se fosse interpretato in modo corretto…). Condivido il giudizio di molti: ombre e luci, che si accompagnano ad un “finalmente”. Non sarà la legge che salva giornali e televisioni in Italia, ma finalmente c’è. La legge cerca con mezzi purtroppo fragili di rallentare il declino, distribuendo quattrini. Si sarebbe potuto inventare qualche cosa di diverso di fronte al cataclisma che ha travolto l’intero settore? Dubito, salvo imboccare la via del miracolo per trovare e metterci più soldi. Ciò che non mi piace è l’eccesso di delega al governo, oggi Renzi, domani chissà. Ma correttivi sono stati introdotti Leggi tutto »

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Riforma dell’editoria, ora tocca alla Camera

giornali-paccoE ora incrociamo le dita. Passato al Senato, con 154 sì, 36 voti contrari e 46 astenuti, ma con modifiche, il disegno di legge di riforma dell’editoria torna ora alla Camera in terza lettura. Hanno votato a favore Pd, Sinistra italiana, Area popolare, Ala, Gruppo per le autonomie/Psi/Maie, si sono astenuti Forza Italia, Lega nord e Cor, con l’eccezione di Roberto Calderoli e Mario Mauro (che han votato contro), mentre ha votato contro il movimento CinqueStelle. La riforma arriverà assieme al panettone di Natale? Comunque vada, ecco l’attuale mappa delle modifiche:
Art 1. Viene istituito il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, in cui confluiranno le risorse pubbliche precedentemente già destinate all’editoria ma con diverse motivazioni. Si impone un contributo ad hoc alle concessionarie di pubblicità. Leggi tutto »

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