25 aprile, Liliana e l’emozione della libertà

Abbiamo il dovere oltre che il diritto di ricordare: per noi tutte e tutti, per la nostra dignità, per la generazione che sta crescendo spesso inconsapevole. Una grande donna, la senatrice a vita Liliana Segre ha fatto della sua vita un memento perenne. Ci riconosciamo nelle sue parole, contro i fascismi che covano sotto la cenere e che, in questi tristi tempi, qua e là accendono anche fiammelle. Come l’ignobile insegnante (e sarebbe un “maestro”!) che le ha augurato cose irripetibili…
di Liliana Segre
Per me il 25 aprile del 1945 non fu il giorno della Liberazione. Non poteva esserlo perché io quel giorno ero ancora prigioniera nel piccolo campo di Malchow, nel Nord della Germania. C’era un grande nervosismo da parte dei nostri aguzzini, ma non sapevamo nulla di quel che accadeva in Europa. A darci qualche notizia furono dei giovani francesi prigionieri di guerra mentre passavano davanti al filo spinato. « Non morite adesso! » , scongiurarono alla vista delle disgraziate ombre che eravamo. «Tenete duro. La guerra sta per finire. E i tedeschi stanno perdendo sui due fronti: quello occidentale con gli americani e quello orientale con i russi». Nelle ultime ore da prigioniere assistemmo alla storia che cambiava. Fuori dal lager ci costrinsero all’ennesima orribile marcia ma niente era uguale a prima. La mia personale festa di liberazione fu quando vidi il comandante del campo mettersi in abiti civili e buttare a terra la sua pistola. Era un uomo terribile, crudele, che a ogni occasione picchiava selvaggiamente le prigioniere. La vendetta mi parve a portata di mano, ma scelsi di non raccogliere quell’arma. All’improvviso realizzai che io non avrei mai potuto uccidere nessuno e questa era la grande differenza tra me e il mio carnefice. Fu in quel momento che mi sentii libera, finalmente in pace. Leggi tutto »
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Piero Scaramucci: “Se passa lo slogan al posto del pensiero”

E’ in corso una rivolta contro la demenziale (a esser buoni) decisione pavese di cancellare la partecipazione di Piero Scaramucci dalla celebrazione del 25 aprile. Il tg3 regionale, due ottime pagine de La provincia pavese, trafiletti assortiti… Ma alla faccia dei risorti fascismi Piero il 25 aprile parlerà: per ascoltarlo, a Pavia, a Milano e in tutt’Italia giovedì collegatevi alle 10.40 a Radiopop! Poi Piero verrà in manifestazione a Milano, come sempre. Ci troveremo sotto le bandiere dell’Anpi (l’appuntamento di NI è more solito ore 14 ai cancelli del Planetario in corso Venezia).
Ed ecco la lettera

di Piero Scaramucci
Care e cari
Troppo onore! Ma non è la mia persona in questione. Bensì il diritto di pensiero e parola. Un vecchio democristiano Leggi tutto »

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25 aprile e censure. Siamo tutti Piero Scaramucci!

Innanzitutto un grande, collettivo abbraccio di Nuova Informazione a Piero Scaramucci. Che se non ci fosse lui non ci saremmo noi di NI, non ci sarebbe Radiopop, non ci sarebbe non una ma due generazioni cresciute politicamente “pensanti” grazie alla sua lucidità e capacità di condurre le analisi fuori dalle strade sterrate…
Vabbè, la notizia in primis: Piero chiamato ad intervenire dal palco a Pavia per il 25 aprile e poi “disdettato” perché “troppo politico”. Cioè un presidente di Provincia, uno di quelli che adesso non si va neanche più a votare per eleggerli, ha deciso che se l’orazione principale delle manifestazioni per il 25 Aprile è affidata a Piero Scaramucci lui non salirà sul palco, perché… Piero è troppo caratterizzato politicamente. E allora il commissario prefettizio (perché il comune di Pavia è “sciolto”), sentita questa dichiarazione dell’italoforzuto, che fa? Decide che l’oratore invitato dall’ex sindaco non va più bene, e  sostituisce Piero con il Rettore.
Ma se il 25 aprile non può essere caratterizzato politicamente ci domandiamo: allora cosa ci rimane di politico??? Immaginando l’imbarazzo del rettore dell’Università di Pavia, per inciso con un passato in lotta continua, non ci resta che ribadire la nostra presenza in piazza, nelle piazze (a Milano solito appuntamento ore 14 ai cancelli del Planetario in corso Venezia) e invitarvi a leggere quanto ha scritto di getto e ottimamente Danilo De Biasio. Forza Piero e viva il 25 aprile!

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Un voto per il nostro fondo

Questa settimana si vota per eleggere il nuovo Consiglio di amministrazione del Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani.

È uno dei pochi fondi di previdenza integrativa nati prima che per legge la loro istituzione diventasse obbligatoria, un fondo contrattuale voluto fortemente dalla Federazione della Stampa e costruito con pazienza negli anni. Leggi tutto »

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Solidarietà a Monica Andolfatto, nel mirino del clan

Cosa si prova a scoprire che era stato pianificato un attentato contro di te, il sicario allertato, l’arma acquistata e nascosta, la data decisa? Poi una retata e il “loro” piano salta in aria, ma tu non ne sai niente, continui il tuo lavoro da cronista fino a quando, dieci anni dopo, l’inchiesta viene depositata, partono gli arresti e così ti trovi a rivestire il doppio ruolo di mancata vittima e di narratrice… E’ la vicenda di Monica Andolfatto, cronista de Il Gazzettino e segretaria del Sindacato veneto (SGV). La Federazione, l’Ordine, i sindacati territoriali, Controcorrente e lì dentro anche noi di NI, le associazioni fra cui GiuliaGiornaliste e tanti singoli colleghi le si stanno stringendo attorno. Sanno, sappiamo, che la guerra contro i tentacoli delle mafie Leggi tutto »

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Da AME ad amen

Mondadori ritaglioguido mondadori

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Congresso FNSI, un bilancio positivo

28°congresso

di Guido Besana

Il 28° Congresso della Stampa Italiana si è tenuto a Levico Terme tra il 12 e il 15 febbraio, con temperature rigide, cielo sereno e ritmi alterni. Nel pomeriggio del 12 ci sono stati i passaggi formali di costituzione degli organismi congressuali, i saluti delle autorità e la relazione del Segretario Generale uscente. Per la prima volta, a memoria di chi scrive, il dibattito si è concentrato in un’unica giornata, mercoledì 13, mentre il 14, dopo l’intervento di alcuni ospiti e la replica di Raffaele Lorusso, è stata dedicata alla discussione e votazione di ben 43  documenti, Leggi tutto »

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Ordine e Crimi-pensiero

di Saverio Paffumi

C’è chi leggendo le dichiarazioni di Crimi poi commenta “Diciamo che il sottosegretario non fa venire tutta ‘sta voglia di sedersi al tavolo…” *. Capisco, eppure bisogna sedersi e discutere, facendo sentire le ragioni della categoria e l’interesse dei cittadini a un’informazione libera.
“…Ritengo che la professione del giornalista debba essere liberata e non vada imbrigliata da un Ordine”, dice Crimi. E’ paradossale, perché sembra che la professione debba essere liberata dall’entità che ne tutela (o dovrebbe tutelare meglio di quanto riesce a fare) il corretto esercizio e l’autonomia.
Quando la professione, nell’interesse dei cittadini, deve essere liberata invece: Leggi tutto »

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Sabato vestiti a lutto davanti a Mondadori Duomo

FLASH MOB DEI GIORNALISTI MONDADORI, SABATO 23 FEBBRAIO PIAZZA DUOMO. DALLE ORE 16 ALLE 18
Nell’ambito delle iniziative di mobilitazione preannunciate nell’Assemblea del 19 febbraio dei giornalisti della Arnoldo Mondadori Editore, comunichiamo che sabato 23 febbraio si svolgerà un flash mob – per denunciare la politica di annientamento nei confronti dei periodici – a Milano, in piazza del Duomo (davanti a Mondadori Multicenter), dalle ore 16 alle ore 18. Dress code: nero. Leggi tutto »

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Decimazione alla Mondadori

“Mondadori Periodici dichiara 35 esuberi su 149 giornalisti. L’Assemblea risponde no a questa decimazione”, comincia così la mozione appena approvata dai colleghi in assemblea. E ricorda: “Dal 2008 a oggi si è passati da 512 giornalisti a 166, ovvero è rimasto in Mondadori meno di un terzo di colleghi. E di questi giornalisti usciti, ne abbiamo avuti 50 solo negli ultimi due anni. Un bollettino di guerra cui si aggiunge ora la richiesta da parte dell’Azienda dell’ennesimo stato di crisi che ha il tono di una decimazione: 35 esuberi su 149 giornalisti (esclusi TuStyle e Confidenze). Ossia: 1 su 4.
Dopo anni di quasi ininterrotti stati di crisi che hanno portato a rilevanti sacrifici salariali, dismissioni e pesanti riduzioni del perimetro occupazionale, Leggi tutto »

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