Sesto, la città fabbrica e il sol dell’avvenire

foto x chi suona la sirenaOtto anni dopo Viaggio al centro del lavoro Saverio Paffumi dà alle stampe Per chi suona la sirena (Ediesse ed), secondo libro su/con Antonio Pizzinato e sul destino di Sesto San Giovanni. “Il Pizzi”, sindacalista e senatore, friulano milanesizzato – chissà da dove ci viene questo vezzo di troncare i nomi, dall’ape come aperitivo al Berlu per Berlusconi, absit iniuria verbis; forse per non perdere tempo – ha compiuto il mese scorso 88 anni e può ben raccontare da protagonista ma non da solista la storia di una città-fabbrica da cui son partite tutte le prime scintille per i diritti del lavoro, della salute, della contrattualizzazione. Altro che Fiat. Solo che la Fiat – cambiati nome e comproprietà e pure sportello fiscale – esiste ancora, mentre il tessuto industriale di Sesto si è smarrito al punto che, all’incontrario di quanto accaduto nella via Gluck di Celentano, dove c’erano le fabbriche ora c’è l’erba, ovvero i parchi (giardino urbano, parco della ricerca, parco della salute).

Finita da poco la guerra, il Pizzi a 15 anni viene assunto dalla Borletti di Sesto, città già con un bel clima combattivo che affondava le radici nelle lotte operaie del primo Novecento, nell’antifascismo, nella lotta partigiana. E qui affiancato, in quanto apprendista, ad un operaio esperto, come usava, per conoscere i rudimenti della meccanica e dei tempi di fabbrica, …giacché impara anche i primi rudimenti politici e velocemente diventa sindacalista e comunista. La storia del Pizzi segue tutte le tappe canoniche, la Fiom, il partito (no scusate, va scritto così: il Partito), Leggi tutto »

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Come cambiano i corsi al tempo del covid

Le regole della formazione professionale permanente giornalistica, stabilite dalla legge 248/2011 e Dpr 137/2012, sono state in parte modificate dall’ultimo Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti alla luce  delle necessità causate dalla pandemia oltre che da correzioni migliorative. Il nuovo regolamento è contenuto nel Bollettino ufficiale del Ministero della Giustizia, pubblicato il 16 novembre sul sito ufficiale:  www.bv.ipzs.it/bv-pdf/003/MOD-BP-20-071-219_3642_1.pdf . Le novità principali sono: l’arco di durata della verifica; la tipologia di crediti per i giornalisti iscritti da almeno un trentennio all’Ordine; la deontologia insegnata da (almeno) un giornalista; l’esclusione dai corsi non solo delle presentazioni di libri, ma anche di viaggi, turismo, conferenze stampa, ristorazioni; la proroga sino a fine febbraio prossimo dei corsi in streaming “obbligati” dal covid.

Questa la sintesi per punti, Leggi tutto »

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Il 30 omaggio a Casali, papà dell’Anpi e pure dei Gianpi

tino casali ok“Una divisione tedesca e una del Turkestan – scriveva Tino Casali*–   completate da reparti fascisti, bersaglieri della Littorio e alpini della Monterosa, attaccarono da più parti il 23 novembre 1944 le nostre formazioni. Per settimane gli scontri si susseguirono agli scontri. Dopo circa un mese di battaglie i partigiani, ridotti a combattere nell’alta Valle Staffora, in Val Curone e in Val Barbera, sono in condizioni disperate. Si debbono alleggerire i distaccamenti, per lasciare le poche munizioni e i viveri ai più dotati e coraggiosi. Le formazioni rimangono comunque in piedi; resistono nella parte più alta dei boschi. Il nemico è certo della vittoria totale e del nostro annientamento. Invece, lo si gioca ancora una volta; si riesce con lunghe e faticose marce a passare tra le sue file per ritrovarsi nelle valli più basse, che i tedeschi credevano di avere disinfestato per sempre. Chi aveva voluto continuare la battaglia dovette affrontare un periodo tremendo. I posti di ritrovo erano i cimiteri e i boschi. I partigiani scomparvero nelle buche predisposte durante l’estate e per oltre un mese vissero sotto i piedi dei tedeschi. Con la fine di gennaio del 1945 Leggi tutto »

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Comunicatori nell’Inpgi, perchè conviene a tutti

Di quanti professionisti si parla quando si parla di allargamento della platea degli iscritti all’Inpgi? Innanzitutto di comunicatori che in Italia, secondo una ricerca ormai d’un paio d’anni fa, erano 70mila, in gran parte rappresentati dai sindacati confederali. Secondo voci attuali sarebbero ormai lievitati a 350mila, includendo i molti che operano senza contratti e che non appartengono ad associazioni di categoria. Eppure, nel nostro dibattito si dà voce quasi solo ai comunicati della Ferpi, associazione che conta 600 iscritti e che da sempre è contraria all’ingresso dei comunicatori nell’Inpgi. Per inciso Rita Palumbo, segretaria di Ferpi (nonché giornalista professionista iscritta all’albo della Lombardia dal 1982) è una pensionata Inpgi. Vi sono altre piccole associazioni che dicono no al passaggio all’Inpgi e che in tutto, Ferpi inclusa, rappresentano fra i due ed i tremila associati, di cui però solo la metà sono comunicatori e quasi tutti liberi professionisti. Da tre anni ormai l’ipotesi che i comunicatori del settore pubblico e di quello privato vengano assicurati all’Inpgi, insieme a tutte le nuove figure del mondo digitale, è diventata più concreta. A chi si fa impressionare da certi comunicati, sempre uguali da tre anni, si consiglia vivamente la lettura Leggi tutto »

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Bilanci di assestamento 2020: le differenze tra INPS e INPGI

All’inizio di ottobre Radiocor dava conto del bilancio di assestamento 2020 dell’Inps. All’inizio di novembre il CdA dell’Inpgi ha approvato il bilancio di assestamento 2020.

INPS Le entrate per contributi sono pari a 221.289 milioni, con un decremento di 14.971 milioni (-6,3%) rispetto alle previsioni originarie; le uscite per prestazioni da contributi sono pari a 241.447 milioni, in aumento di 8.277 milioni (+3,5%). Le entrate (e le relative uscite) da fiscalità generale si attestano a 149.126 milioni, in aumento di 27.331 milioni (22,4%).
INPGI Le entrate per contributi sono pari a 384,5 milioni, con un decremento di 13,6 milioni (-3,5%) rispetto alle previsioni originarie; le uscite per prestazioni sono pari a 568 milioni, in calo di cinque milioni (-0,1%)

INPS La gestione economica, dunque, presenta un risultato di esercizio negativo pari a 26.021 milioni di euro, con un peggioramento di 19.637 milioni rispetto alle previsioni originarie (-6.384 milioni di euro), derivante dalla differenza tra il valore della produzione di 360.691 milioni ed il costo della medesima di 386.834 milioni, al netto di ulteriori 122 milioni per altri proventi ed oneri.
INPGI Il risultato del conto economico è negativo per 253 milioni, con un peggioramento di 60 milioni rispetto alle previsioni (-192 milioni); in pratica per l’Inpgi un peggioramento del 30% sulla previsione, mentre il dato dell’Inps è di un peggioramento del 307% rispetto alla previsione.

INPS La situazione patrimoniale netta dell’Istituto alla fine dell’esercizio 2020 si attesta a 13.738 milioni e registra un peggioramento rispetto alle previsioni originarie (32.073 milioni di euro) di 18.335 milioni.
INPGI Il patrimonio si attesta a 1,133 milioni rispetto a 1,214 del preventivo, in peggioramento del 7% mentre il dato dell’Inps è un peggioramento del 57%.

INPS Nel documento che accompagna l’atto di approvazione del bilancio, viene poi sottolineato come, nella fase di difficoltà economica che il Paese sta attraversando, che inevitabilmente incide sul bilancio dell’istituto, sia ancora più urgente che le necessità, più volte evidenziate dal Civ in merito ai piani di intervento strutturale, trovino già nell’ultimo trimestre 2020 attuazione ed avvio. Ma l’Inps tuttavia resta in piedi, e tutti lo considerano solido, anche perché in un anno riceve qualcosa come 123 miliardi dal bilancio dello Stato.

INPS Il Civ Inps, segnala anche come l’effetto della pandemia sul tessuto economico e sociale del Paese ponga il tema della sostenibilità e dell’equilibrio del rapporto tra assicurati (in leggero calo) e pensionati (in piccola crescita) portandolo al 1,25.
INPGI Il rapporto fra assicurati e pensionati dell’Inpgi è invece migliore: intorno a 1,6.

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Inpgi, sempre più urgente intervenire sul sistema

Oggi s’è tenuto (online, inevitabilmente) il Consiglio Generale Inpgi, che ha ratificato ad ampia maggioranza i bilanci ed ha discusso le possibili soluzioni alle difficoltà confermate dai conti. Respinte le tentazioni autolesionistiche d’una parte dell’opposizione, la maggioranza è stata concorde nel ribadire quanto sia urgente approntare degli interventi di sistema. Un obiettivo che parta dalla presa d’atto del radicale cambiamento dei modi, degli strumenti, dei tempi di informazione e comunicazione per poter approdare ad un ridisegno dell’intero sistema. Con pacatezza quindi la maggioranza dei consiglieri Inpgi, al termine del Consiglio generale, ha espresso un breve comunicato, subito rilanciato dalle agenzie. Questo:
Dopo la ratifica dei bilanci di assestamento 2020 e di previsione 2021 da parte del Consiglio Generale dell’INPGI, in considerazione del quadro che ne è emerso, riteniamo sia ampiamente confermata la necessità di procedere sulla strada indicata, da ultimo, nel documento di indirizzo della politica dell’Istituto approvato a fine giugno.
Il settore dell’informazione e della comunicazione si sta trasformando a una velocità sempre maggiore, i suoi confini si allargano e vanno a comprendere nuovi perimetri, le professioni coinvolte aumentano e si trasformano, le caratteristiche stesse del giornalismo mutano sempre più.
E’ quindi necessario che tutte le parti in gioco, dagli Enti di categoria al Legislatore, contribuiscano in tempi rapidi ad una ridefinizione del settore, delle professioni, delle definizioni di cosa sia giornalismo e di quali siano gli ambiti in cui lo si esercita. Solo questo allargamento e adeguamento ai tempi potrà permettere all’intero sistema di autogovernarsi e di sostenere i propri istituti di categoria arginando Leggi tutto »

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Metro. Direttore sfiduciato e 5 giorni di sciopero

Il direttore, Stefano Pacifici, licenzia una giornalista. I colleghi lo sfiduciano, votano 5 giorni di sciopero ed entrano in assemblea permanente. Questo il comunicato dei giornalisti di Metro:metro
“L’Assemblea dei Giornalisti di Metro all’unanimità stigmatizza il licenziamento per asserita giusta causa di una collega alla quale era stata negata l’aspettativa. Le motivazioni contenute nella lettera inviata dall’Azienda sono assolutamente pretestuose perché poggiano su basi non corrispondenti al contratto in essere tra la collega (collaboratore fisso ex art.2) e l’Azienda. Si cita una fantomatica esclusiva che non era prevista nel contratto di assunzione e comunque ormai da anni, non ricade più nemmeno sui giornalisti ex art.1 in stato di solidarietà prima, e in Cassa Covid poi. Leggi tutto »

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Ribaltone. Assolto e scarcerato Vitaly Markiv

Scontato da dire: la lettura delle motivazioni potrà dirci il perché di questo verdetto e soprattutto darci indicazioni per continuare a cercare. La famiglia di Andy é un grande esempio di forza, dignità e adesione ai valori costituzionali. A noi tocca stargli accanto con l’affetto e il nostro lavoro, lasciandoci ispirare anche dallo sguardo di Andy. Chi ha inteso difendere Markiv aveva tutto il diritto per farlo, ma con gli strumenti del nostro mestiere, non con il rancore, il discredito, la calunnia, perfino le minacce. É stata una brutta pagina per alcuni nostri colleghi. Speriamo, alla lunga, non lo sia anche per la giustizia”. Non possiamo che condividere Leggi tutto »

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Assassinio di Andy, ultima udienza in un clima di intimidazioni

L’arroganza delle milizie ucraine non conosce limiti. Non solo si presentano in massa alle udienze, applaudendo Vitaly Markin, l’imputato di assassinio di Andy e del collega russo Andrej Mironov, ma lanciano minacce contro giudici e giornalisti. E persino contro la famiglia di Andrea Rocchelli, il fotoreporter pavese ucciso nel 2014 mentre documentava gli omicidi mirati di gruppi armati filogovernativi. Il clima è pesante, come dimostrano le strane “distrazioni” dell’interprete incaricato di tradurre le registrazioni di dialoghi in carcere… Fra tre giorni, il 3 novembre 2020, si terrà un’udienza decisiva e Articolo21 chiama alla mobilitazione. Certo il covid non aiuta, ma facciamo il possibile, in presenza chi può o almeno a distanza dando diffusione all’appello che segue, lanciato dalla famiglia e dall’avvocata Ballerini. Leggi tutto »

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Si può fare! Voto online possibile, La palla passa all’Ordine

di Oreste Pivetta
Come molti avranno avuto l’occasione di leggere, dopo anni di attesa, di richieste, troppo tiepide forse, anche i giornalisti potranno eleggere i loro rappresentanti nel consiglio nazionale e nei consigli regionali dell’Ordine, ricorrendo al voto telematico. Significa in primo luogo consentire a tutti gli iscritti di esprimersi, anche in una regione come la Lombardia, dove è sempre stato attivato un solo seggio, a Milano (si immagina la comodità per un ardimentoso quanto coscienzioso elettore che doveva risalire da Mantova o scendere da Sondrio), senza che mai da decenni fino ad oggi si sia riusciti ad insediarne altri in provincia. Significa anche, probabilmente, alla lunga , dopo i primi investimenti, risparmiare quattrini.
Qualche giorno fa avevamo raccontato quanto la questione del voto telematico/ elettronico, malgrado l’impegno di alcuni di noi, fosse rimasta nell’aria, qualcosa di impalpabile, però, di estraneo per la sua “modernità” ad un “ente pubblico” un po’ vecchio per cultura che lo anima e per la legge che lo regola da più di mezzo secolo, mentre in altri organismi di categoria (Inpgi, Casagit, sindacato), associazioni non soggette agli stessi vincoli, questa “modernità” l’avevano sperimentata e l’avevano alla fine adottata, dimostrando così che “si poteva fare”. Per l’Ordine era necessario che il governo e il parlamento decidessero il cambio di rotta e varassero una norma che modificasse alcuni articoli della legge del 1963. In pieno covid e sotto la minaccia del lockdown il cambio è arrivato, sotto forma di un articolo del decreto legge approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 ottobre: “ Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.
Insomma, l’epidemia o la prima peste del ventunesimo secolo, all’articolo 31 del decreto legge, hanno dato il via alla rivoluzione. Leggi tutto »

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