Inpgi, gli esami non finiscono mai

Martedì mattina il vertice dell’Inpgi – la presidente Marina Macelloni, la direttrice generale Mimma Iorio ed il presidente del collegio sindacale Vito Branca –  ha incontrato la Commissione bicamerale di controllo sugli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza. Un incontro conoscitivo durante il quale qualche parlamentare ha espresso anche giudizi tranchant sul “declino” del giornalismo. Come si può desumere dal pubblico resoconto dell’audizione:

http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2019/06/18/leg.18.bol0206.data20190618.com27.pdf

 

 

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Inpgi, se il governo gioca al gatto col topo

Carta che vince, carta che perde. Avevamo appena salutato positivamente la scelta difficile ma chiara che avrebbe potuto portare l’Inpgi alla sua messa in sicurezza che… ops, scherzavamo… oggi il Mef ha inserito all’ultimo momento un emendamento che anticipa dal 31 dicembre al 31 ottobre la sospensione del commissariamento. Già i tempi erano stretti, figuriamoci così. L’Inpgi ha reagito subito, sottolineando le contraddizioni e l’intento “punitivo” nei confronti della categoria. Se infatti – si legge nel comunicato Inpgi – “se da una parte si dice che l’Istituto ha 12 mesi di tempo per approntare interventi che siano efficaci per la stabilità di medio-lungo periodo, dall’altra si sospende il possibile ricorso al commissariamento solo fino al 31 ottobre 2019. Come se fosse possibile per il Cda dell’Istituto, che non si è mai sottratto alle proprie responsabilità e continuerà a farlo, fare un lavoro serio in poco più di tre mesi. E ancora, da una parte si riconosce la validità della strada di ampliamento della platea degli iscritti, ma dall’altra si stanziano le risorse per attuarla solo a partire dal 2023″. Facile tirare le conseguenze: “Non vorremmo – conclude in fatti il comunicato dell’istituto – che dietro queste evidenti contraddizioni ci sia un unico obiettivo: colpire i giornalisti e l’intero settore editoriale attraverso la figura di un commissario che tagli tutele e welfare di un’intera categoria e finisca per deprimere ancora di più il sistema dell’editoria al quale l’lnpgi ha garantito finora un sostegno decisivo”. Leggi tutto »

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Inpgi, intanto il commissariamento non c’è…

… ed è una buona notizia. L’Inpgi ha ora quindi dodici mesi di tempo per valutare, nell’ambito della propria autonomia, nuove misure di contenimento della spesa e di incremento delle entrate (leggi: di ampliamento della platea degli iscritti) senza rischiare la procedura di commissariamento prevista dal decreto 509.
Si tratta di un provvedimento molto importante – ha detto la presidente Marina Macelloni – che esclude per un periodo di tempo sufficiente l’ipotesi di commissariamento, primo passo per liquidare la gestione, la storia e l’autonomia dell’Ente e di tutti i suoi iscritti. Altrettanto importante è che la norma votata oggi dalle commissioni Finanza e Bilancio della Camera preveda esplicitamente alla fine del percorso la strada dell’ampliamento della platea che, come abbiamo dimostrato in tutte le sedi, è l’unica in grado di garantire una sostenibilità concreta e duratura all’Istituto e di dare una risposta anche previdenziale alle profonde trasformazioni attraversate dalla nostra professione”.  Leggi tutto »

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Nuovi soci per Casagit, ma il “nocciolo” resta ai giornalisti

Nella giornata di ieri, 12 giugno, l’assemblea nazionale dei delegati Casagit riunita a Bologna ha approvato lo statuto della nuova fondazione che verrà costituita secondo le procedure previste dalla normativa nel prossimo (pressoché immediato) futuro. La fondazione sarà amministrata da giornalisti e avrà come scopo quello di garantire servizi sanitari, dettagliati nello statuto, ai giornalisti: in parte attraverso l’esercizio delle funzioni finora svolte dalla Commissione permanente ed in parte attraverso deliberazioni specifiche. Il grosso delle funzioni attuali di Casagit confluirà entro la fine dell’anno nella nuova Casagit Società di mutuo Soccorso, una nuova veste che oltre a assicurare regimi fiscali e normativi specifici delle mutue permetterà di allargare la platea degli assistiti ad altre mutue, a categorie professionali, a aziende o a singoli. Rimane intatta Casagit Servizi che Leggi tutto »

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Tangenti e raccomandazioni

Immersi come siamo nell’eterno presente, in cui chi ci governa (sigh) ha buon gioco a manipolare fatti storici e storcere giudizi, qualche buona lettura ci può essere se non utile almeno di conforto. Ad esempio la settimana scorsa, alla Biblioteca di storia moderna e contemporanea, è stato presentato Mussolini e i ladri di regimedi Mauro Canali e Clemente Volpini (Mondadori, 2019). In sintesi: Il 5 agosto 1943, a pochi giorni dall’arresto di Mussolini, i giornali  informano sull’istituzione, da parte del governo Badoglio, d’una commissione che indaghi sulle fortune accumulate dai gerarchi nel corso del ventennio, i cosiddetti “illeciti arricchimenti del fascismo”. Chi sono e quanto hanno «rubato»? E lo Stato è voluto veramente andare fino in fondo o ha chiuso un occhio, Leggi tutto »

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Gigi De Fabiani com’era

di Marina Cosi

Stamane si sono tenuti i funerali di Gigi De Fabiani, in Santa Maria di Caravaggio, la sua parrocchia dalle parti di via Tabacchi (“Strano, solo a Milano si entra dal retro d’una chiesa per un funerale…”, commenta Guido Bossa, ex Avvenire, giunto espressamente da Roma). Gigi per la verità “se n’era già andato 10 anni fa”, ad 81 anni, avendo perso consapevolezza dopo un’operazione, come capita agli anziani dopo prolungate anestesie (commento di Antonella Cremonese, ex Avvenire, poi cronista di salute per decenni al Corrierone). Luciana, la vedova, questa cosa che lui s’era “allontanato già” lo dice con pudore e affetto: si erano amati molto e si vedeva. Certe volte Gigi arrivava sotto la redazione in vespa con questa bellissima bionda seduta dietro, Leggi tutto »

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Mazzetti su Andy Rocchelli, sabato 15 giugno!

Per un concomitante speciale del tg3 sui ballottaggi l’ultima puntata de “l’ora di legalità”, dedicata alla libertà di stampa e alla vicenda Rocchelli  andrà in onda il giorno 15 giugno alle 18. L’intero programma di Loris Mazzetti inoltre, andrà in replica il sabato alle 13, sempre su rai3, a partire da dopodomani.
Questa mattina in associazione abbiamo potuto vedere la parte del programma dedicata a Andy, davvero bella e toccante, insieme alla mamma di Rocchelli, a Mazzetti, a Giulietti e tanti altri. Segnatevi le date, e buona visione.
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Vittorio Zucconi, ciao ragazzo

di Marina Cosi

Non era solo un collega, Vittorio, ma un coetaneo tanto bravo quanto divertente, figlio di un giornalista altrettanto bravo e ironico, Guglielmo, che diede fiducia a questa che vi scrive, allora neolaureata testarda e riccioluta – una specie di muflone femmina -, una sconosciuta che voleva fare la giornalista e non metteva in dubbio di poterci riuscire. Vittorio ci definiva “il circo Zucconi”. Era il gruppo dei giovani protetti di papà Guglielmo, pescati fra i suoi studenti della Scuola superiore della Cattolica. Se li trovava il sabato mattina a casa, in via Visconti Venosta. Poi di nuovo, negli anni, li reincontrava nelle redazioni perché tutti i ragazzi di Guglielmo, tranne uno che se ne andò a fare il docente universitario, fecero i giornalisti. Leggi tutto »

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L’Unità, la verità (minuscolo) e il bluff di Belpietro

“E’ falso”. Così la redazione de l’Unità risponde a Maurizio Belpietro, direttore de La Verità entrato a gamba tesa nella gerenza della testata nella veste del generoso protettore della pluralità dell’informazione. Questa la lettera aperta:
Egregio direttore, avremmo di gran lunga preferito restare nel silenzio che ci accompagna da ormai due anni, ma nostro malgrado ci vediamo obbligati a replicare alle affermazioni con le quali da due giorni si erge a paladino della libertà di stampa trattando noi come irriconoscenti e snob. Il problema, che ci pare doppiamente grave per chi dirige un quotidiano che si chiama “La Verità”, è che lei dice falsità. L’Unità, infatti, è andata in edicola anche nel maggio 2018 per salvare la testata dall’estinzione e ci è andata senza il bisogno del suo caritatevole e illuminato soccorso. Ci è andata perché allora come adesso ha un “regolare” direttore, che di norma cura l’ufficio stampa dell’editore. Lo stesso direttore che per un anno si è presentato ai tavoli di trattativa finalizzati alla riapertura e che ha lavorato in redazione con i colleghi richiamati dalla cig fino a due minuti prima che il suo nome sparisse dalla gerenza.

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Oltre l’assurdo: Belpietro direttore dell’Unità

“Maurizio Belpietro direttore de l’Unità. L’ultimo affronto alla storia del quotidiano fondato da Antonio Gramsci è arrivato questo pomeriggio all’improvviso e senza alcuna comunicazione al Comitato di redazione da parte dell’amministratore delegato Guido Stefanelli quando in redazione era in chiusura il numero speciale realizzato per evitare la decadenza della testata. Si tratta di un gesto gravissimo, un insulto alla tradizione politica di questo giornale e della sinistra italiana prima ancora che una violazione delle norme contrattuali”, così inizia il comunicato del CdR dell’Unità. Passati velocemente, come tutti noi, letto il lancio della notizia, dallo sconcerto all’incredulità all’indignazione. Una scelta? Un errore grossolano? Una beffa? Così il Comitato di redazione ricostruisce e giudica: “L’Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci e sopravvissuto al fascismo, in mano ad un direttore da sempre apertamente schierato con la parte più conservatrice della politica italiana e più volte alla guida di giornali di proprietà di Silvio Berlusconi che a l’Unità e ai partiti della sinistra non hanno mai risparmiato insulti e campagne d’odio. Il giornale sarà domani in edicola con la firma di Maurizio Belpietro ma non con quella di Umberto de Giovannangeli che, componente del comitato di redazione chiamato a lavorare a questo numero speciale, avendo saputo del cambio di direzione soltanto pochi minuti prima che il giornale andasse in stampa ha deciso di ritirarla in segno di protesta”.

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