Se le domande superano le risposte

Quando le domande restano inevase, quando superano in numero ed importanza le incerte risposte, c’è da preoccuparsi. Significa che i criteri di giudizio, gli schemi politici, i paradigmi sociali cui facciamo affidamento non sono più sufficienti. Peggio: sono superati e dunque inutili. Mentre le sardine ci richiamano al primario dovere della civiltà nei rapporti e mentre tuttavia i rapporti con la erre maiuscola – economici e dunque di potere – tornano ad esprimersi esclusivamente con la forza (*), succede “qualcosa” nella stampa che potrebbe stravolgere il mondo dell’informazione o salvarlo o chissà. Ce lo siamo chiesti nel nostro gruppo di discussione, sollecitati a riflettere da questo post
di Michele Urbano
Repubblica, la Stampa e un tot di quotidiani locali cambia editore. Leggi tutto »

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Il sottosegretario Martella in ALG: «Cambio di passo»

On. Andrea Martella

Andrea Martella

Un cambio di passo del nuovo governo nell’affrontare la crisi dell’editoria. Lo ha rivendicato con forza questa mattina Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, che ha partecipato a un incontro-dibattito con il sindacato, i cdr e i giornalisti lombardi nella sede dell’ALG.
Molti gli interventi, prima quelli “istituzionali”, tra questi, quello lucido e fermo della nostra Marina Macelloni, presidente dell’Inpgi, che ha ricordato l’impatto pesante che i prepensionamenti hanno avuto tra il 2009 e il 2019: 1121, reddito medio 95mila euro, mancati introiti di contributi nei 5 anni di scivolo, 167 milioni di euro.
Poi quelli dei cdr. Molte le domande rivolte al sottosegretario, dai contributi all’editoria, essenziali per non chiudere testate e bruciare altri posti di lavoro, alla questione agenzie di stampa: «stiamo studiando se ci sono le condizioni giuridiche per modificare l’attuale sistema dei bandi per l’acquisizione da parte della pubblica amministrazione dei servizi di informazione primaria», ha spiegato Martella.
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La trattativa Fnsi-Aran ha riacceso i motori

Qualcosa si muove nell’incompiuta trattativa per riconoscere lo status professionale e il relativo contratto ai colleghi che lavorano per la pubblica amministrazione. Dopo un anno e mezzo di stasi finalmente si è rimessa in moto la macchina delle trattative e dunque il segretario Fnsi, Raffaele Lorusso – con la vicesegretaria Costante e al vicedirettore Daquanno – ha incontrato oggi Antonio Naddeo, presidente di Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni). Leggi tutto »

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Fiengo: giornalismo diffuso per la democrazia

di Raffaele Fiengo
(intervento al convegno della Fondazione Murialdi sulle radici del giornalismo, con la premessa: “Avevo deciso di essere un po’ ruvido, sarò’ dunque anche un po’ sommario: una sorta di abstract”). L’ultima volta che ho parlato con Murialdi, a casa sua a Milano, e Alberto Ferrigolo se lo ricorderà, Paolo, che criticava amorevolmente alcune miei azioni (come quando ho letto 300 stipendi, sia pure senza i nomi, a un congresso per ottenere una politica retributiva più equa) mi ha detto però una cosa che mi assolveva. Mi fece davvero piacere allora e oggi mi permette di parlare senza ipocrisia: “Tu però hai un merito che sembra un difetto, è quello della separatezza”. Mi identifico dunque, in tutto quello che è stato, nella rivolta delle redazioni e soprattutto nelle persone che qui rappresentano il passato, che non è passato, perché sono in gioco esattamente i valori da difendere e praticare oggi. Leggi tutto »

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Editoria, tragico bollettino. Uniti si vince?

giornali
di Oreste Pivetta
Licenziamenti, prepensionamenti, cassa integrazione, accordi di solidarietà per ridurre gli stipendi. E poi ricatti, minacce, illegalità, abusi, sfruttamento, precarietà…. Sono queste le parole che descrivono la condizione di molti (molti che diventano sempre più numerosi) tra i molti che lavorano nei giornali, nelle televisioni, tra la carta e l’etere, tra la tradizione e l’innovazione, talvolta solo apparente, della comunicazione e della informazione lungo le catene del web. Sono le parole che descrivono una crisi iniziata almeno un ventennio fa, ma che si è inasprita negli ultimi anni, negli ultimi mesi, una crisi che trova, in Italia, spiegazioni diverse: la caduta dell’economia, il degrado culturale e della politica, la rivoluzione tecnologica, la sudditanza ai “poteri forti” della pubblicità e del marketing.
Come hanno risposto gli editori? Chiudendo, comprimendo, svendendo i contenuti in cambio di detersivi o di creme di bellezza, ricorrendo in modo massiccio agli ammortizzatori Leggi tutto »

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Liliana, Piero e la speranza affidata ai ragazzi

Una donna ed un uomo e che donna e che uomo, in migliaia nella stessa serata di pioggia battente davanti allo scellerato Binario 21 e subito dopo nel cuore della municipalità a Palazzo Marino: nel segno di “Milano non odia” ma “Milano non dimentica”. serata Liliana Segre (2)
Sala Alessi per Piero Scaramucci
Per Liliana Segre persone d’ogni età in ascolto, che applaudono, che cantano Bella Ciao, che piangono alcuni, elencando memorie di un passato che vorrebbe tornare, giovanissimi che dicono “ora ho capito”, un anziano si sente male – fate corridoio per la barella! -, lettere di donne d’allora dai campi liberati, l’organisieren che tutto pervadeva e l’amara ironia del mai abbastanza rimpianto Gianfranco Maris sulla mole d’informazioni che abbiamo grazie proprio alla mania compilatoria tedesca, le riflessioni riprese da André Glucksmann sull’oggi epoca dell’odio-fai-da-te, neanche uno dei tanti bambini che pianga o chieda di andarsene affascinati come sono dai suoni misti di pioggia battente con parole e suoni, Emanuele Fiano che legge Se questo è un uomo, la studentessa che a scuola aveva ascoltato Liliana Segre e che ora davanti a questa folla bagnata dice d’aver finalmente capito “quel che nel profondo lei voleva dirci: Al di là di ogni ideologia, se metti al centro i diritti umani sei dalla parte giusta“.
Una corsa da cronista sino a piazza Scala, dentro Palazzo Marino, in Sala Alessi, già stracolma per “il tributo” a Piero Scaramucci, tanto piena che inflessibili commessi ti sospingono in un’altra saletta. Radiopopolare, creatura di Piero, nata da una sua costola e che poi lui era tornato ad accudire. Prima ancora la Rai con pezzi di redazione milanese d’allora ed altri “espatriati a Roma” per dovere di carriera, colleghi, direttori, tecnici e tco, Antonino Di Bella autoironico; tutti che annuiscono ricordando. Quindi il sindacato dei giornalisti Leggi tutto »

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Oggi con Piero, quindi anche con Liliana

Ricordiamo che stasera, assieme alla presidenza del Consiglio comunale di Milano e a Radiopopolare, “chiacchiereremo” con Piero Scaramucci, che fisicamente se n’è andato, ma vigila su di noi. C’è ancora tempo per iscriversi (ore 21 Sala Alessi; in calce le modalità già inviate nel nostro newsgroup). E siccome i tempi sono bui l’appello alla vigilanza, che sempre Piero ci rivolgeva, ci condurrà anche alla precedente manifestazione a protezione di Liliana Segre (ore 18.30, Binario 21). “Chi ha conosciuto Piero, chi conosce Liliana comprenderà il senso profondo che li unisce” – scrive Danilo De Biasio – “La senatrice da ragazzina è stata venduta dai fascisti per diventare una schiava del campo di sterminio di Auschwitz. Salvata dal caso, non per merito, come ama ripetere, ha passato il resto della sua vita a ricostruire un equilibrio, concentrandosi sull’amore per i suoi cari. Una volta diventata nonna Liliana Segre ha deciso di raccontare l’orrore di Auschwitz. Leggi tutto »

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Quando conoscere ti salva la vita. E anche la coscienza

immagine per sito Comunedi Marina Cosi
Mancano 24 ore esatte all’inizio del nostro convegno a Palazzo Marino dal titolo molto chiaro “Donne e uomini, tanto eguali quanto diversi” (sala Alessi, 12 ottobre, ore 15-18). Nostro, nel senso di promosso dalla Commissione pari opportunità e diritti civili assieme a Giulia Giornaliste, al cui interno notoriamente la densità di colleghe di Nuova Informazione è assai elevata…:-). In verità era nato come corso per informare i colleghi giornalisti, affinché a loro volta informino sulle ricadute della ricerca scientifica e dunque sulle (spesso enormi) differenze di diagnosi e di cura a seconda del genere cui appartengono le persone malate. Poi abbiamo incrociato delle mediche e docenti universitarie davvero in gamba. E così, partendo dall’inquadramento del tema, dal punto di vista storico legislativo (con Elena Del Giorgio), territoriale (Barbara Garavaglia sull’iter che nel giugno scorso ha condotto al Piano nazionale), deontologico (il collega Francesco Brancati), siamo approdate sui preoccupanti dati delle morti per cause cerebrovascolari portati da M. Vittoria Calloni e sul ruolo degli ormoni nelle malattie neurologiche (Marina Rizzo, che presiede la Simegen, ossia la società di medicina di genere nelle neuroscienze).
Basterebbe? Invece no. Perché quest’incontro si pone un obiettivo assai più ambizioso: Leggi tutto »

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Inpgi 2: i Ministeri approvano la riforma

Inpgi2

di Beppe Ceccato
Novità importanti per i lavoratori autonomi. I Ministeri vigilanti hanno approvato oggi la riforma approvata a sua volta dal Comitato amministratore della Gestione Separata. Un intervento “organico e complessivo” che comprende una maggiore stabilità per le pensioni future e un miglioramento deciso nel welfare di categoria. Una rivoluzione per i lavoratori autonomi che si vedono, oggi di fatto, un regolamento attivo rimodulato in base a quello che il lavoro autonomo è diventato in questi ultimi anni e all’importanza che i “free lance” assumeranno sempre di più nei prossimi anni.  Leggi tutto »

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Nella storia di Piero le radici di Nuova Informazione

Sala stracolma, antisala stracolma, ingresso idem: stamane l’addio a Piero Scaramucci ha riunito attorno alla sua bara, al cimitero di Lambrate dove sarà cremato, una marea umana e poi labari, bandiere e violini, trombe e coro. Piero era stato tante cose e poiché in ciascuna eccelleva, ne diventava un punto di riferimento fondamentale: nel movimento, in Rai, a Radiopopolare, nel sindacato, nell’Anpi, su Pinelli o i fatti di Genova, … Si sono così succeduti al tavolo altrettanti amici e ciascuno illuminava con la sua testimonianza una diversa faccia del poliedrico impegno di Piero. Per Nuova Informazione/Gruppo di Fiesole ha parlato Guido Besana. Finendo inevitabilmente col ricostruire oltre mezzo secolo di storia e di storie.

di Guido Besana

Piero Scaramucci è stato anche per noi di Nuova Informazione un padre fondatore e un
maestro. Ricordare una persona richiede una iniziale introspezione, bisogna ritrovarne in sè le
tracce. Perdonate quindi l’introduzione un po’ soggettiva, e le successive incertezze. Ne
parlo perché ho l’impressione di essere sempre passato in luoghi e stanze dove poco
prima, o poco distante, passava anche Piero.

folla funerale

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