Digit, fra giornalismo nativo e figure di emme

A Prato il 21 ed il 22 ottobre, col titolo “Le conversazioni sono notizie”, si terrà la quinta edizione di Digit, ossia digit16, il festival del giornalismo digitale pensato e organizzato da Lsdi, l’associazione per la libertà di stampa e il diritto all’informazione. Con le università di Perugia, Firenze e Urbino. I dati di riferimento saranno tratti dall’ampia ricerca messa a punto dall’Ordine dei giornalisti (gruppo di lavoro “Giornalismi”) in collaborazione con Anso sul giornalismo digitale nativo, cioè non collegato a testate cartacee o emittenti radiotelevisive. Fra gli approfondimenti le epic fails, ovvero le figuracce…, ma anche, in un diluvio di terminologia inglese, snapchet, second screen experience, amp, distant articles. Per iscriversi Leggi tutto »

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Tre regole per il giornalismo. Parola di Papa

papa-e-ordine-22-sett-2016I giornalisti? Scrivendo la “prima bozza della storia” si prendono un’enorme responsabilità. Così, per orientarsi, è bene seguano tre principi guida: amare la verità, cosa fondamentale per tutti (ma ancor più per loro cioè per noi), vivere con professionalità, ben oltre leggi e regolamenti, e rispettare la dignità umana, il che è molto più difficile di quanto non sembri. Parole di Papa. Giovedì 22 settembre papa Francesco ha ricevuto il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti – udienza in Sala Clementina – e agli invitati, ossia ai massimi rappresentanti di tutti gli enti di categoria, ha tenuto un discorso tutt’altro che di circostanza.  Leggi tutto »

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Tutti i giornalismi nel contratto. O lo faranno altri

scritta-su-ciotolodi Guido Besana 

La trattativa per il rinnovo del contratto Fnsi Fieg cade in un momento di enorme sofferenza del settore editoriale in cui il lavoro giornalistico, dipendente e no, sta pagando prezzi altissimi. Al 31 dicembre 2015 i lavoratori dipendenti con contribuzione Inpgi erano 15.461, solo pochi anni fa erano arrivati a sfiorare il numero di 19.000. Quindici anni fa, poco dopo l’approvazione della legge ’62 che modificava la legge sull’editoria in considerazione dello scenario di crisi, i posti di lavoro passavano da 11.500 a 12.500. newsL’Inpgi nel 2001 spese mezzo milione di euro per pagare la cassa integrazione a 241 giornalisti, l’anno scorso tra cigs e solidarietà il costo sostenuto è stato di 22 milioni, e ha riguardato 5155 colleghi. La legge sul pluralismo dell’informazione, che arriva in questi giorni alla Camera per il suo ultimo, si spera, passaggio parlamentare, dovrebbe garantire una sostanziosa iniezione di risorse al sistema. Ed è ipocrita negare
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Fiengo e lo stato di salute del giornalismo

Una riflessione originale acuta ed argomentata, difatti non a caso firmata da Raffaele Fiengo, sul giornalismo modificato è ospitata su un portale benemerito per gli studi sullo stato dell’informazione, l’Lsdi (Libertà di stampa e diritto all’informazione) diretto da Pino Rea e presieduto da Marco Renzi. giornali-colonna-democraziaLa vicenda comincia così, a inizio estate, con una lezione di Raffaele non ai suoi studenti di Padova ma a colleghi giornalisti entro un seminario dell’Ordine della Lombardia. La tesi, dimostrata attraverso pubbliche ricerche e carte nascoste, è che il futuro del giornalismo sia dietro le spalle. Anche se qualche modo per recuperarlo esista ancora. E questo perché la grande imprenditoria editoriale ha ormai lasciato al giornalismo l’antica sua apparenza e qualche prodotto da vetrina, ma dentro l’ha scavato e svuotato, sostituendo l’informazione con la comunicazione. Non solo negli Usa, come un’indagine ormai vecchia d’un decennio ma attualissima dimostra, ma anche da noi. Ops, persino al Corrierone… Leggi tutto »

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La riforma vista da dentro: luci, ombre e …fedrizzottate

di Oreste Pivetta
art-21Ho letto qualche pagina qui e là dei resoconti del dibattito al Senato sulla legge per l’editoria, legge che tornerà alla Camera (effetti del bicameralismo, che –s’intende- non è il peggiore dei mali, bensì solo un ordinamento democratico che potrebbe garantirci in sommo grado dagli errori e dalle sviste se fosse interpretato in modo corretto…). Condivido il giudizio di molti: ombre e luci, che si accompagnano ad un “finalmente”. Non sarà la legge che salva giornali e televisioni in Italia, ma finalmente c’è. La legge cerca con mezzi purtroppo fragili di rallentare il declino, distribuendo quattrini. Si sarebbe potuto inventare qualche cosa di diverso di fronte al cataclisma che ha travolto l’intero settore? Dubito, salvo imboccare la via del miracolo per trovare e metterci più soldi. Ciò che non mi piace è l’eccesso di delega al governo, oggi Renzi, domani chissà. Ma correttivi sono stati introdotti Leggi tutto »

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Riforma dell’editoria, ora tocca alla Camera

giornali-paccoE ora incrociamo le dita. Passato al Senato, con 154 sì, 36 voti contrari e 46 astenuti, ma con modifiche, il disegno di legge di riforma dell’editoria torna ora alla Camera in terza lettura. Hanno votato a favore Pd, Sinistra italiana, Area popolare, Ala, Gruppo per le autonomie/Psi/Maie, si sono astenuti Forza Italia, Lega nord e Cor, con l’eccezione di Roberto Calderoli e Mario Mauro (che han votato contro), mentre ha votato contro il movimento CinqueStelle. La riforma arriverà assieme al panettone di Natale? Comunque vada, ecco l’attuale mappa delle modifiche:
Art 1. Viene istituito il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, in cui confluiranno le risorse pubbliche precedentemente già destinate all’editoria ma con diverse motivazioni. Si impone un contributo ad hoc alle concessionarie di pubblicità. Leggi tutto »

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Come cambierà la nostra previdenza

panchina-e-giornaleIl tempo sta scadendo. Entro i primissimi di ottobre i ministeri attendono dal CdA dell’Inpgi – che si riunirà fra due settimane – il testo degli ulteriori interventi necessari a salvaguardare i conti dell’istituto. Ulteriori poiché la precedente autoriforma, del luglio 2015, era stata rispedita al mittente dai ministeri dell’Economia e del Lavoro; inoltre il consiglio d’amministrazione è stato sollecitato a fare e pure presto anche dalla Corte dei Conti. Il documento contiene tagli e modifiche aggiuntivi: severi perché studiati in modo da garantire la sostenibilità della gestione previdenziale, ma al contempo solidali così da preservare alcune condizioni di favore e quegli elementi da welfare di categoria che caratterizzano l’Inpgi. E che ne giustificano l’esistenza. La proposta Leggi tutto »

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Pro, contro e oltre il prelievo di solidarietà

duellantiPrelievo di solidarietà, pensioni d’oro, sostenibilità dell’Istituto, difetti genetici del sistema a ripartizione, giovani contro vecchi, anzi no vecchi contro giovani… Sull’Inpgi è stata fatta molta demagogia e pure sparsa altrettanta malafede, col risultato di confondere quei colleghi che, a loro volta peccando di superficialità, non sono andati a informarsi nel merito. Come dire, per restare nella nostra bottega, colleghi che han letto solo i titoli e non gli articoli. Ci è sembrato allora utile pubblicare qui, col consenso un po’ stupito degli interessati, uno scambio privatissimo fra due colleghi il cui unico errore era stato quello di mettermi in copia: Vieri Poggiali già presidente dell’Inpgi dal 1987 al 1991 e prima ancora, dal ’64 nel suo cda, e Guido Besana per tre mandati all’Inpgi come presidente della commissione Contributi e vigilanza. Oltre che entrambi passato e presente del nostro sindacato. Il confronto, banalizzando al massimo, è fra chi ritiene che non si debba ledere quel bene primario che sono i diritti acquisiti, perché i patti vanno rispettati e perché sulla loro base ciascuno ha pianificato il proprio futuro, e chi invece ritiene che questo diritto andrebbe ridefinito alla luce dei mutati tempi e risorse tanto più se costruito su disparità o regalìe. Leggi tutto »

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Turchia 2- Nuove purghe contro i media

free mediaÖzgur Gundem è l’ultimo giornale di opposizione in Turchia chiuso, oggi, d’imperio su ordine del tribunale di Istanbul per presunta “diffusione di propaganda a favore del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), già messo fuorilegge”. Subito dopo l’annuncio della chiusura del giornale filocurdo la polizia ne ha perquisito la sede, nel quartiere Beyoglu di Istanbul, arrestando il redattorecapo (noi diremmo il direttore) Zana Kaya ed i giornalisti Günay Aksoy, Kemal Bozkurt, Reyhan Hacioglu, Önder Elaldı, Ender Önder, Sinan Balik, Fırat Yeşilçınar, İnan Kizilkaya, Özgür Paksoy, Zeki Erden, Elif Aydoğmuş, Bilir Kaya, Ersin Çaksu, Mesut Kaynar, Sevdiye Gürbüz, Amine Demirkiran, Bayram Balcı, Burcu Özkaya, Yılmaz Bozkurt, Gülfem Karataş, Gökhan Çetin, Hüseyin Gündüz e Asli Erdogan. Subito dopo aver chiuso la redazione di Özgür Gündem, la polizia ha fatto irruzione in cas Leggi tutto »

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Turchia 1- Eravamo quattro amici al bar

attentatoOltre 150 le testate di giornali, radio, televisioni, agenzie chiuse. Centinaia ormai i giornalisti arrestati. Chiuse anche case editrici e libri mandati al rogo (ricorda niente?). Denunciate torture e intimidazioni unite a proposte di collaborazione. Uno stillicidio quotidiano: la banale – banale in questo contesto – vicenda di “quattro amici al bar” che raccontiamo più avanti dimostra come sia rischioso persino fare il cronista. Questo è diventata la Turchia, che ogni giorno rinforza il muro che imprigiona l’informazione e la libertà di pensiero, reiterando la minaccia di pena di morte “se il popolo lo vuole” (cui si aggiungono nuove promesse di atti “peggiori della morte”). Quotidianamente si ripetono manifestazioni in tutta Europa: le proteste sotto le ambasciate turche, fra cui l’impegno della Fnsi, la mobilitazione internazionale lanciata dai sindacati internazionale ed europeo dei giornalisti (Ifj e Efj)… Ammirevole il coraggio con cui molti giornalisti turchi nonostante i rischi continuano a testimoniare la repressione Leggi tutto »

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