Oggi con Piero, quindi anche con Liliana

Ricordiamo che stasera, assieme alla presidenza del Consiglio comunale di Milano e a Radiopopolare, “chiacchiereremo” con Piero Scaramucci, che fisicamente se n’è andato, ma vigila su di noi. C’è ancora tempo per iscriversi (ore 21 Sala Alessi; in calce le modalità già inviate nel nostro newsgroup). E siccome i tempi sono bui l’appello alla vigilanza, che sempre Piero ci rivolgeva, ci condurrà anche alla precedente manifestazione a protezione di Liliana Segre (ore 18.30, Binario 21). “Chi ha conosciuto Piero, chi conosce Liliana comprenderà il senso profondo che li unisce” – scrive Danilo De Biasio – “La senatrice da ragazzina è stata venduta dai fascisti per diventare una schiava del campo di sterminio di Auschwitz. Salvata dal caso, non per merito, come ama ripetere, ha passato il resto della sua vita a ricostruire un equilibrio, concentrandosi sull’amore per i suoi cari. Una volta diventata nonna Liliana Segre ha deciso di raccontare l’orrore di Auschwitz. Leggi tutto »

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Quando conoscere ti salva la vita. E anche la coscienza

immagine per sito Comunedi Marina Cosi
Mancano 24 ore esatte all’inizio del nostro convegno a Palazzo Marino dal titolo molto chiaro “Donne e uomini, tanto eguali quanto diversi” (sala Alessi, 12 ottobre, ore 15-18). Nostro, nel senso di promosso dalla Commissione pari opportunità e diritti civili assieme a Giulia Giornaliste, al cui interno notoriamente la densità di colleghe di Nuova Informazione è assai elevata…:-). In verità era nato come corso per informare i colleghi giornalisti, affinché a loro volta informino sulle ricadute della ricerca scientifica e dunque sulle (spesso enormi) differenze di diagnosi e di cura a seconda del genere cui appartengono le persone malate. Poi abbiamo incrociato delle mediche e docenti universitarie davvero in gamba. E così, partendo dall’inquadramento del tema, dal punto di vista storico legislativo (con Elena Del Giorgio), territoriale (Barbara Garavaglia sull’iter che nel giugno scorso ha condotto al Piano nazionale), deontologico (il collega Francesco Brancati), siamo approdate sui preoccupanti dati delle morti per cause cerebrovascolari portati da M. Vittoria Calloni e sul ruolo degli ormoni nelle malattie neurologiche (Marina Rizzo, che presiede la Simegen, ossia la società di medicina di genere nelle neuroscienze).
Basterebbe? Invece no. Perché quest’incontro si pone un obiettivo assai più ambizioso: Leggi tutto »

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Inpgi 2: i Ministeri approvano la riforma

Inpgi2

di Beppe Ceccato
Novità importanti per i lavoratori autonomi. I Ministeri vigilanti hanno approvato oggi la riforma approvata a sua volta dal Comitato amministratore della Gestione Separata. Un intervento “organico e complessivo” che comprende una maggiore stabilità per le pensioni future e un miglioramento deciso nel welfare di categoria. Una rivoluzione per i lavoratori autonomi che si vedono, oggi di fatto, un regolamento attivo rimodulato in base a quello che il lavoro autonomo è diventato in questi ultimi anni e all’importanza che i “free lance” assumeranno sempre di più nei prossimi anni.  Leggi tutto »

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Nella storia di Piero le radici di Nuova Informazione

Sala stracolma, antisala stracolma, ingresso idem: stamane l’addio a Piero Scaramucci ha riunito attorno alla sua bara, al cimitero di Lambrate dove sarà cremato, una marea umana e poi labari, bandiere e violini, trombe e coro. Piero era stato tante cose e poiché in ciascuna eccelleva, ne diventava un punto di riferimento fondamentale: nel movimento, in Rai, a Radiopopolare, nel sindacato, nell’Anpi, su Pinelli o i fatti di Genova, … Si sono così succeduti al tavolo altrettanti amici e ciascuno illuminava con la sua testimonianza una diversa faccia del poliedrico impegno di Piero. Per Nuova Informazione/Gruppo di Fiesole ha parlato Guido Besana. Finendo inevitabilmente col ricostruire oltre mezzo secolo di storia e di storie.

di Guido Besana

Piero Scaramucci è stato anche per noi di Nuova Informazione un padre fondatore e un
maestro. Ricordare una persona richiede una iniziale introspezione, bisogna ritrovarne in sè le
tracce. Perdonate quindi l’introduzione un po’ soggettiva, e le successive incertezze. Ne
parlo perché ho l’impressione di essere sempre passato in luoghi e stanze dove poco
prima, o poco distante, passava anche Piero.

folla funerale

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Piero e noi

Se n’è andato Piero Scaramucci, dopo una vita da generoso protagonista e dopo un agosto di sofferenze, ad 82 anni. Nato a Praga e cresciuto umbro, ha poi preso stabilmente possesso del capoluogo meneghino. Un vero milanese, insomma… piero in rai

Lotta Continua, Rai3, Radiopop, Gruppo di Fiesole e Nuova Informazione, Anpi, Articolo21 …: sono stati molti gli strumenti delle sue battaglie civili. Alcuni preesistenti; ma se lo strumento non c’era, no problem, se lo creava. Per noi di Nuova Informazione è stato più che un collega ed un compagno, più che un dirigente sindacale, più che un amico. E’ stato un fratello maggiore. “Maggiore” anche per chi in fondo aveva pochi anni di differenza. Qui accanto, sull’home page, l’articolo scritto ormai dieci anni fa da Piero e qui mantenuto proprio per la sua straordinaria attualità. E non ha mai smesso di dirci la sua – ascoltatissima – opinione: lo scorso febbraio ha guidato la nostra delegazione di Nuova Informazione al 28.mo Congresso Fnsi, a Levico. Val la pena allora ripubblicare la composizione di volti costruita per l’occasione e che non a caso ha lui al centro:

I CANDIDATI DEFINITIVO

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Ciao Piero. Amico, collega, compagno

piero

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La sai l’ultima del sottosegretario Crimi?

Crimi fa onore al proprio cognome. Il lemma latino crimen ha come primo significato quello soggettivo d’accusa e quello oggettivo di colpa e reato, ma ha anche il secondo significato di “calunnia”. Fine della digressione. E inizio del cabaret, come il segretario Fnsi Gabriele Lorusso ha definito l’intemerata del sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi. Il quale, indignato, aveva preso di mira i rappresentanti del governo in CdA Inpgi, scoprendo che né erano stati nominati dal governo cui egli appartiene né erano stati sostituiti dall’attuale governo pur avendone esso totale potestà…

Tutto nel comunicato federale: Leggi tutto »

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Inpgi corretto, ma in ristrettezze.

ROMA, 18 luglio 2019 – Il Legislatore, varando la norma del Decreto crescita sull’INPGI che, da un lato fissa il 31 ottobre come data entro la quale resterà ‘congelato’ il commissariamento dalla Cassa (che presenta un disavanzo di oltre 147 milioni di euro nel 2018, a causa dello squilibrio fra entrate per contributi e spesa per prestazioni, ndr) e, dall’altro, “mette nero su bianco l’ipotesi dell’allargamento” del bacino degli associati ad altre figure professionali del mondo dell’informazione, “ha riconosciuto che non c’è un problema di cattiva amministrazione dell’Istituto, ma di platea”, e ampliarla “è l’unica soluzione per garantirne la sostenibilità”. Ad affermarlo la presidente dell’Istituto pensionistico dei giornalisti Marina Macelloni, Leggi tutto »

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Inpgi, gli esami non finiscono mai

Martedì mattina il vertice dell’Inpgi – la presidente Marina Macelloni, la direttrice generale Mimma Iorio ed il presidente del collegio sindacale Vito Branca –  ha incontrato la Commissione bicamerale di controllo sugli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza. Un incontro conoscitivo durante il quale qualche parlamentare ha espresso anche giudizi tranchant sul “declino” del giornalismo. Come si può desumere dal pubblico resoconto dell’audizione:

http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2019/06/18/leg.18.bol0206.data20190618.com27.pdf

 

 

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Inpgi, se il governo gioca al gatto col topo

Carta che vince, carta che perde. Avevamo appena salutato positivamente la scelta difficile ma chiara che avrebbe potuto portare l’Inpgi alla sua messa in sicurezza che… ops, scherzavamo… oggi il Mef ha inserito all’ultimo momento un emendamento che anticipa dal 31 dicembre al 31 ottobre la sospensione del commissariamento. Già i tempi erano stretti, figuriamoci così. L’Inpgi ha reagito subito, sottolineando le contraddizioni e l’intento “punitivo” nei confronti della categoria. Se infatti – si legge nel comunicato Inpgi – “se da una parte si dice che l’Istituto ha 12 mesi di tempo per approntare interventi che siano efficaci per la stabilità di medio-lungo periodo, dall’altra si sospende il possibile ricorso al commissariamento solo fino al 31 ottobre 2019. Come se fosse possibile per il Cda dell’Istituto, che non si è mai sottratto alle proprie responsabilità e continuerà a farlo, fare un lavoro serio in poco più di tre mesi. E ancora, da una parte si riconosce la validità della strada di ampliamento della platea degli iscritti, ma dall’altra si stanziano le risorse per attuarla solo a partire dal 2023″. Facile tirare le conseguenze: “Non vorremmo – conclude in fatti il comunicato dell’istituto – che dietro queste evidenti contraddizioni ci sia un unico obiettivo: colpire i giornalisti e l’intero settore editoriale attraverso la figura di un commissario che tagli tutele e welfare di un’intera categoria e finisca per deprimere ancora di più il sistema dell’editoria al quale l’lnpgi ha garantito finora un sostegno decisivo”. Leggi tutto »

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